| Quanto è bella audience che si fugge tuttavia... |
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| Scritto da Livius | ||||
| venerdì 15 giugno 2007 | ||||
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... chi vuol esser lieto sia che nei santi v'è certezza. Riporto con piacere dal sito “PETRUS - Il quotidiano online sull'Apostolato di Benedetto XVI” "Se la Rai ricorda Padre Pio con dei cattivi esempi" - di Bruno Volpe: Caro Petrus, ti butto giù queste quattro righe di commento alla trasmissione di Rai Uno su San Pio da Pietrelcina mandata in onda martedì in prima serata. Ti assicuro che sono sobrio, nel pieno delle facoltà mentali e compus mihi. Non so se tu, Petrus, hai visto la trasmissione che, in verità, non meritava le ore piccole, non per colpa di Padre Pio, quanto per demerito di chi l’ha orchestrata. Il programma ha dimostrato la veridicità di un detto messicano: calzolaio, occupati delle scarpe, cioè ad ognuno il suo mestiere! La trasmissione è risultata per la confusione, la pesantezza e la mancanza di conoscenza storica una “capponata”, da intendersi come non facilmente digeribile piatto siciliano da una parte e come ricetta ideata dai soliti “Cappon di Renzo” dall’altra. Sarà che il mito Giletti, una volta tutto casa e Chiesa, si è trasformato ed oggi sembra un clone di Santoro: San Pio, è vero, fu vittima di incomprensioni ed invidie da parte di uomini della gerarchia ecclesiastica, ma da qui ad affermare che fu perseguitato dalla Chiesa ne corre. Massimo Giletti, evidentemente, dimentica la differenza tra peccato e peccatore. Non bastano due vescovi accidiosi o in malafede o un medico in errore per screditare tutta una istituzione. Ma quel che è peggio, è che non è mancato il colpo da maestro del politicamente corretto e dell’utilizzazione della tv a fini di propaganda. Il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, quello delle unioni gay e della contestazione al Papa di Piazza Esedra, si è riscoperto ateo devoto leggendo una pagina di Padre Pio e riscoprendo la bellezza della religione: meglio tardi che mai, avrà paura dell’inferno? Albano ha cantato il Padrenostro, che non dovrebbe indurci in tentazione, però lui in tentazione è caduto, come tutti noi, per carità, lasciando una sposa e trasferendosi armi e bagagli da Loredana Leccio, salvo poi “rompere” anche con lei. Ma, colpo finale, in onore di San Pio da Pietrelcina, un proclama viene letto da un attore comico coinvolto in discutibili storie di prostituzione e droga. Dio ha misericordia di tutti e non sta a noi giudicare. Ma i telespettatori che peccato hanno fatto per vedere su un canale pubblico una trasmissione così piena di controsensi? Ma, soprattutto, Padre Pio - un vero Santo dei nostri tempi - non avrebbe meritato di essere ricordato da chi i valori della Chiesa, almeno pubblicamente, li osserva davvero? Caro Petrus, la risposta la conosciamo entrambi e sono certo che i lettori saranno d’accordo con noi. Anche il sottoscritto ha visto, finché lo stomaco ha retto, la trasmissione di Rai 1 sopra menzionata che non può non aver fatto spesso arricciare il naso a Padre Pio che forse stava dando un’occhiatina dalle nuvole. Un Giletti imbarazzante nella conduzione, che dopo aver consegnato il riconoscimento dovuto nelle mani del presidente dell’UNICEF, immediatamente gli dava poi le spalle per rivolgersi soddisfatto al ministro Pecoraro Scanio la cui presenza mi chiedo a quale acume umano fosse dovuta. Meno male che il signor Antonio Sclavi, presidente dell’UNICEF, reclamava con prontezza di spirito il suo diritto dovere di esprimere il suo gradimento per la ricezione di un premio che Giletti aveva già archiviato all’istante e rozzamente. E per cosa? Nientemeno che per la presenza, appunto, sul palco di Pietrelcina, di un’altissima testimonianza, quella di Pecoraio Scanio, il quale si compiaceva di leggere un pensiero da lui “scovato” di Padre Pio, ritenendo di potersi vantare di una enorme scoperta: ebbene sì! Padre Pio era un “ambientalista”! Mia figlia mi riprendeva a questo punto a causa del mio repentino invito altamente gergale diretto al ministro affinché andasse in un luogo secondo me a lui più congeniale, non sopportando assolutamente oltre un programma che già in precedenza aveva secondo me manifestato una sostanziale indifferenza al rispetto che per congruenza si doveva ai costumi nonché alla personalità e al carattere di Padre Pio che per nulla possono somigliare al clamore massmediatico e a tratti becero della trasmissione in oggetto. E meno male che il ministro dell’Unione si è limitato al tentativo di reclutare Padre Pio solo in qualità di proto ambientalista! Fortunatamente non ha fatto cercare stralci del pensiero del sant’ uomo che potessero rendersi utili a farlo membro onorario dell’arcigay post mortem. Il pensiero di Padre Pio, nelle righe lette dal ministro, propone piuttosto con poetica sensibilità francescana l’importanza del silenzio, della preghiera, dell’introspezione del proprio cuore attraverso cui ci si avvicina a Dio e al creato, punto. Il programma successivamente mi ha suggerito di cambiare canale allorquando ha cominciato ad invitare, con scritta scorrevole in basso sul video, ad inviare un euro per beneficenza con apposito messaggio SMS. - Papà, posso…? – - No cara, il nostro rapporto con Padre Pio è abbastanza serio da non poter giocare alla carità; credo che con il suo carattere ci rimarrebbe male, troppo semplice e spontaneo per far finta di niente e poter dimenticare, anche per un solo attimo indulgente, che la carità cristiana è dovuta ma anche seria , silenziosa, libera e spontanea… ora mi spiego meglio -. Punto il telecomando. Click! Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. 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