| La non-vita in diretta |
|
|
|
| Scritto da Administrator | ||||
| mercoledì 10 gennaio 2007 | ||||
|
Basta guardare la televisione per apprendere che cosa non è il paese, anzi che cosa non è la vita; a cominciare dai manicaretti complicati che vengono offerti dalle rubriche gastronomiche: ricette spesso creative che mettono insieme ingredienti ben dosati e talvolta esotici o introvabili. Convinto come sono di appartenere al paese della pastasciutta - che Dio la benedica - o degli spaghetti aglio-oglio o per voler essere raffinati dei bucatini alla amatriciana, non mi lascio lusingare, al di là di un certo limite, dai temerari accostamenti terra-mare.
Alla nouvelle cuisine preferisco, e presumo che il paese sia con me, la pasta e fagioli senza l'intrusione dei gamberetti d'acqua dolce, al massimo con l'aggiunta delle cotiche. Non parliamo poi del ballo, di cui da non molto, è resuscitata la frenesia. Non sono così sciocco da sostenere che nella realtà balliamo solo il fox-trot, l'one-step, lasciandoci pure alle spalle valzer, polka e mazurka; il rock ormai dilaga e Celentano vi attribuisce definizioni esistenziali; ma stento a credere che normalmente si balli quel che ci fanno vedere sotto le stelle che tra l'altro non ci sono. A me pare che quelle "salse" di cui non conosco il nome (scusatemi per la mia ignoranza), obblighino a piroette, acrobazie, salti mortali lontani dai comuni balli. Al più mi pare che il ballo dei nostri giorni sia il trionfo della solitudine, ciascuno balla per sè, chè la coppia, per riacquistare credibilità, ha bisogno di rifugiarsi nel circo equestre (senza cavalli per carità). Quanto all'alta moda, io non ho frequentazioni mondane, ma mi rifiuto di accettare che nei salotti o nei teatri o altrove ci siano esibizioni pari quelle che mi vengono mostrate in tv, modelli fantasiosi che se portati in pubblico attirerebbero secondo me fischi e forsanche pernacchie. Quanto inoltre alle rubriche che si intitolano o si ispirano alla vita in diretta, vorrei sapere se il paese, pur cambiando grazie a un certo lassismo di costumi, si riconosca in quella giostra rutilante di "fidanzamenti", di "matrimoni", di convivenze che ci vengono puntigliosamente comunicate ma delle quali, spero, non ce ne importa niente. Non parliamo dei gay; con tutto il rispetto per Grillini e Luxuria, depositari ormai della Nuova Frontiera, pronti ad arrabbiarsi ad ogni accenno alla loro lesa maestà, pare ormai che gli eterosessuali siano una razza in via di estinzione. Presto avremo a disposizione zoo specializzati nei quali Alessandro Cecchi Paone verrà a trarre motivi per le sue dotte lezioni di outing. Sto esagerando? Chiaro che sto esagerando. Eppure non ho dubbi che la televisione vada su questa strada in cui tutto, spero, è virtuale e non corrisponde alla vita che continua a circolare secondo i suoi brividi e i suoi meriti naturali. A volte, mi incanto a guardare i programmi di viaggi in terre vicine e lontane e ho la sensazione che ad essere veramente viva e attuale in TV sia quella che si amava definire "natura morta". Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (10) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 551
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
||||
| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 10 gennaio 2007 ) | ||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Il mondo che vogliamo è un network a-partitico di libero pensiero, riflessione, critica sociale, politica e cultura con gli occhi aperti verso ciò che di buono e di positivo si può costruire.
Un sito non solo di critica ma anche di buone notizie.
Un network di informazione non giornalistico che si apre all'occhio del cittadino con filmati video e segnalazioni in movie
Questo sito Web non appartiene ad alcuna istituzione ecclesiastica, civile o
militare; non è collegato ai siti segnalati o recensiti, né è responsabile
del loro contenuto. La segnalazione di un sito non comporta per ciò stesso
l'approvazione di tutti i suoi contenuti. I documenti forniti, sia testuali
che multimediali, non implicano alcun coinvolgimento delle istituzioni
ecclesiastiche, civili o militari eventualmente citate, direttamente o
indirettamente, con le attività e le finalità proprie del sito.
Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62, si dichiara che questo sito non
rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene
aggiornato ad intervalli non regolari. Questo sito non è collegato ad alcun
periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o
economiche e in ogni caso fini di lucro, altri vantaggi materiali o ingiusto
profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al
principio della totale gratuità.
Tutti i marchi eventualmente citati o riprodotti nel sito appartengono ai
rispettivi proprietari che ne detengono integralmente i diritti. L'uso di
logotipi e immagini caratteristiche o peculiari non implica in alcun modo
l'appartenenza di questo sito alle persone fisiche o giuridiche ad esse
eventualmente connesse, né un coinvolgimento delle stesse - diretto o
indiretto - con le attività e le finalità proprie del sito e viceversa. I
testi non firmati, salvo diversa indicazione, si intendono di proprietà
dell'Autore/titolare del Sito.