| Basta coi reality, non ne possiamo più! |
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| Scritto da Marat | ||||
| venerdì 26 ottobre 2007 | ||||
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Che di umano aveva poco: individui torpidi, volgari, narcisisti, malati di protagonismo, privi di una (anche una sola) qualità tale da farli elevare dalla massa anonima. Anzi, proprio per questa loro caratteristica di anonimità scelti per mostrare la psicologia di gruppo di un campione di persone qualunque. Ipocrisia e controsenso pazzesco, perché la gente “qualunque”, “normale”, non si esibisce davanti alle telecamere facendo male una finta prova di pseudorecitazione su un canovaccio anche peggiore (è risaputo che molte situazioni sono state costruite a tavolino e suggerite ai concorrenti dalla redazione del reality). La gente “normale” ride, piange, si appassiona, si incazza, riflette e parla con spontaneità. Nel reality, con tutte quelle telecamere, come si fa ad essere spontanei? Come si fa a fare gli pseudomonologhi fasulli fingendo di “pensare ad alta voce” di fronte a un cameraman che pernsa a quando staccherà per raggiungere la tipa nel suo pied-a –terre? Mistero dei reality. Il concetto di “candid camera” è tutta un’altra cosa, e risale a un format che fu importato dall’America da Nanni Loy, regista geniale e fuori dalle righe. Costui capì subito l’irresistibile forza emozionale scatenata dalla registrazione delle reazioni della gente qualunque di fronte alle astute e subdole provocazioni dell’autore, la vis comica insita nelle reazioni di sorpresa, imbarazzo, ira, vergogna, stupore che provavano gli ignari protagonisti delle macchiette. Chi non ricorda lo spasso della scenetta della “zuppetta” nel cappuccino? Quello sì che era un reality, la vittima reagiva in maniera prevedibile od originale, ma era REALE e SPONTANEA. Cosa che manca nel Grande Fratello e nei suoi cloni. Tra l’altro la prima edizione poteva essere (e di fatto lo era) una novità, una provocazione, da registrare e subito archiviare, stante la profonda scemenza della situazione le cui implicazioni psicodinamiche sfuggono. E nemmeno poteva essere considerata un esperimento di dinamica microsociale, visti i presupposti fasulli su cui era costruita. A meno che l’obiettivo desiderato non fosse quello di scrutare 24 ore su 24 una decina di coglionazzi che fingeva di condurre una vita normale relazionandosi secondo modalità e rapporti imprevedibili. Ma nel suo inarrivabile squallore, presentava almeno l’onestà di pescare i concorrenti tra la gente di tutti i giorni: magari esagerati, strani, goffi, ma pur sempre credibili e riconoscibili. Purtroppo l’appetito vien mangiando. E l’appetito viene stimolato variando il menù. Siccome il primo reality aveva detto tutto quello che aveva da dire, cioè poco, i geniali scopiazzatori delle cazzate americane (tutti a criticare l’America ma tutti a sciacallare squallidamente nel bidone della spazzatura degli States) decisero di spostare l’attenzione su altri concorrenti. Anche se prendevano in giro l’enorme pubblico giovanile con casting girati nelle discoteche per trovare i protagonisti della seconda serie, fingendo di offrire a tutti l’opportunità di partecipare quali persone “qualunque”, di fatto sceglievano gente che aveva frequentazioni di lunga data nel mondo dello show-business: starlet della pubblicità, modelle, pierre da discoteca, nobilastri decaduti, e poi, via via nelle successive edizioni, transessuali, checche impazzite, partecipanti a programmi televisivi, ex-sequestrati, ex carcerati, ex-umani e via dicendo. E il livello del reality scendeva sempre più, ammesso che all’inizio fosse percepibile: se nel primo GF Taricone si trombava la bionda dietro una tenda, nelle edizioni successive si passava al petting, al coitus interruptus, ai peti e alle relative gare, alle bestemmie, ai giochino erotici a bordo piscina, ad annusamenti di parti intime rubati a tradimento (mah!) all’ignara (mah!) concorrente. E finti scontri fisici, minacce da guappi di Forcella, crisi isteriche per l’astinenza dal fumo, crisi mistiche per l’astinenza dal sesso, crisi tonico-cloniche negli spettatori iperreattivi che volevano prevedere se Tizio si sarebbe finalmente trombato Caia nonostante le avances di Sempronio e i pettegolezzi di Tizia. E il pubblico guardone, sempre più abbrutito da questo sceneggiato di serie zeta che offende l’intelligenza di un lombrico, che si appassionava e non perdeva neanche un minuto della tenzone catodica! E il mercato che ne approfittava offrendo pacchetti pay-per-view per non perdere una battuta del reality, invitando ad effettuare il televoto (a pagamento, beninteso) per eliminare questo o quello, offrendo gadget di tutti i tipi, mettendo in palio biglietti per partecipare alle puntate in studio per vedere da vicino i beniamini……… Diciamocelo, io non mi spiego proprio tutto questo successo e questa attenzione per questo format spacciato per evento mediatico, poiché per me rappresenta il Nulla elevato a programma. Però devo riconoscere che il pubblico di tale programma esiste, ed è comunque numeroso. Che tutti siano coglioni? Sembrerebbe di si, per lo meno tutti sono voyeur vogliosi di scrutare attraverso il buco della serratura. Chi non ha una vita propria spia disperatamente quella altrui, anche se di per sé non offrirebbe niente di interessante. Evidentemente il pubblico voyeur è più numeroso di quanto si voglia ammettere. E il sistema televisivo, pronto a sfruttare ogni minimo segno di attenzione da parte del pubblico lobotomizzato, ha moltiplicato per mille il nefasto programma importando senza ritegno format similari e cloni: isole dei famosi infarcite di ex celebrità bollite e ammuffite che nessuno ricordava più, fattorie zeppe di gente che non aveva mai lavorato messi a spalare la cacca delle mucche e spaccare la legna, music farm dove cantanti improponibili stornellavano tra un rutto e un peto, talpe dove un infiltrato cerca di sabotare l’armonia del gruppo di falliti e parassiti sociali, pupe ignoranti e secchioni irritanti che cercano di consumare tra lenzuola piene di microspie e microtelecamere, mamme invadenti che squadrano aspiranti spose del figlio idiota per appioppargli quella più schiava che va loro a genio…. Ma anche le vacche grasse dimagriscono, prima o poi, e anche il pubblico guardone, ormai satollo di cazzate digerite e assimilate senza filtri, non ne può più dei reality. Anche perché ormai si è visto tutto e di più, e pare che non ci sia più spazio per altre trovate. Per la verità all’estero sono più avanti di noi (o indietro, a seconda dei punti di vista): in altri Paesi sono stati partoriti programmi anche più raccapriccianti dei reality di casa nostra, che superano ogni immaginazione. In uno dei poveri cristi si contendono con il televoto la possibilità di ricevere il trapianto di un organo di cui hanno bisogno. In un altro si sfidano a diete da fame. Un altro ancora mette insieme omosessuali dichiarati (alla faccia della non discriminazione!). Un altro poi raduna preti e suore. In Argentina si rinchiudono in casa i tifosi delle squadre del campionato maggiore, probabilmente per stimolare gli istinti omicidi dei concorrenti notoriamente assai “tranquilli” e “sportivi”. Suggerirei un reality che coinvolge pedofili cui con il televoto si offre un premio in natura (ma forse è illegale), o membri di chiese differenti compresa qualche setta satanica, con facoltà di effettuare sacrifici umani o autodafé previo ovviamente televoto (a pagamento). E che dire dell’ultima trovata americana, un Grandefratello in cui una pattuglia di ragazze si sfida in performances sessuali per vincere la palma di nuova pornostar e avere un contratto vero con l’industria dell’hard (America's Next Hot Porn Star)? Bisogna quindi fare ammenda e riconoscere che all’immaginazione non c’è limite. Ma il troppo stroppia: al Mipcom di Cannes, una specie di borsino internazionale in cui si contratta la vendita e l’acquisto dei format per le prossime stagioni e che fornisce inequivocabili indicazioni su quelli che sono gli umori del mercato (cioè del pubblico), è emerso che per l’anno prossimo i format dei reality show non se li è comprati proprio nessuno. Mentre vanno a gonfie vele fiction con medici, poliziotti, giudici, giovani brufolosi in cerca di appagamenti sentimentali, quiz di vario genere e grandi produzioni (in costume o senza fa lo stesso), i reality sono rimasti al palo. Che sia il tramonto definitivo del programma più idiota partorito dalla mente perversa di un guardone impotente? Lo speriamo vivamente. Basta, non ce la facciamo più. Aridatece Canzonissima!!! Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (25) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 493
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