| Lettera del Presidente del CESPAS al Direttore dell'Osservatore Romano |
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| Scritto da Administrator | ||||
| giovedì 01 marzo 2007 | ||||
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Gentile direttore,
sono rimasto esterrefatto nel leggere nell’edizione del 23 febbraio u.s. l’articolo di Terza Pagina “Destinata ad aumentare l’instabilità climatica. Il tempo per intervenire potrebbe essere scaduto” a firma di Maria Maggi.
1. Il rapporto dei climatologi di cui si parla all’inizio dell’articolo, non è affatto un rapporto scientifico: ciò che è stato presentato a Parigi all’inizio di febbraio è semplicemente una brevissima sintesi (21 pagine in tutto, di cui solo 12 effettivamente scritte) per i politici e soprattutto ad uso dei media, tanto per rilanciare l’allarmismo e spingere i governi a certe scelte politiche. Il vero rapporto uscirà alla fine di maggio e sarà comunque tutto da discutere. Con questo articolo, posto in una posizione così impegnativa, anche l’Osservatore Romano si iscrive dunque d’ufficio al club dei profeti di sventura, coloro che un giorno sì e l’altro pure ci annunciano la prossima fine del mondo. La cosa grave è che il quotidiano della Santa Sede sposa in questo modo una ideologia che considera l’uomo “fonte di tutti i mali”, e ciò proprio mentre il Papa fa sentire sempre più forte il suo grido incessante a difesa della dignità dell’uomo. Lo stesso Benedetto XVI, in un discorso alla Pontificia Accademia della Scienza, all’inizio del novembre scorso aveva chiesto agli scienziati di “evitare previsioni inutilmente allarmanti quando esse non siano supportate da dati sufficienti o eccedano l’attuale capacità previsionale della scienza”. Per meglio chiarire: oggi la scienza non è assolutamente in grado di prevedere il clima dei prossimi 10,50, 100 anni. Chi lo fa, e guarda caso sempre in modo allarmista, fa propaganda e reca un grave danno alla scienza. Scoprire che a “tradire” l’appello del Papa sia proprio l’Osservatore Romano non è uno spettacolo edificante. Cordialmente
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 01 marzo 2007 ) | ||||
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