| Le realtà taciute sulla pillola del giorno dopo |
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| Scritto da Administrator | ||||
| lunedì 09 luglio 2007 | ||||
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Le realtà taciute
Un crollo. Non si può definire altrimenti la vertiginosa discesa del ricorso all'aborto chimico nella regione Toscana, leader della campagna a favore della pillola Ru486. I dati degli ultimi mesi, richiesti dal capogruppo Udc in Consiglio regionale Marco Carraresi, sono espliciti: dai 48 interventi di maggio 2006 si è passati ai 2 dello stesso mese di quest'anno, con una diminuzione del 96%. Eppure, secondo i promotori della Ru, si tratterebbe di un metodo più semplice e meno doloroso per interrompere una gravidanza; non si capisce, dunque, come mai le donne non vi ricorrano in massa...
La verità è che abortire con la pillola è un massacro fisico e psicologico, e che gli unici interessati a promuoverla sono i medici stanchi di praticare interventi, e i politici che vogliono modificare la legge 194. Con la pillola, infatti, l'aborto avviene fuori dall'ospedale, ed è la donna che deve gestire l'intero processo; questo alleggerirebbe il carico dell'organizzazione sanitaria, ma ridurrebbe le garanzie previste dalla legge italiana sia per la donna che per il bambino. Una volta che la pratica dell'aborto chimico a domicilio si fosse diffusa, la sinistra radicale chiederebbe di adeguare le norme alla situazione di fatto, esattamente come è accaduto in Francia, ottenendo di stravolgere la legge attuale.
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 09 luglio 2007 ) | ||||
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