| Allarmismi e catastrofismi |
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| Scritto da Administrator | ||||||
| sabato 29 marzo 2008 | ||||||
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UN ICEBERG CHE SA DI BUFALA di Riccardo Cascioli
Problema: se un iceberg alla deriva è lungo 41 chilometri e largo 2,4 chilometri, quale sarà la sua superficie? Mia figlia, quinta elementare, mi risponde: 41 x 2,4 = 98,4 Km quadrati. Bene. Ma allora - secondo problema - se l’iceberg staccatosi nei giorni scorsi in Antartide dal Wilkins Ice Shelf è lungo 41 km e largo 2,4, perché tutti i giornali, che pure riportano queste misure, parlano di una superficie di 405 kmq?
A questa domanda mia figlia ovviamente non sa rispondere. Provo io: è una combinazione di due fattori. Primo: molti scienziati, abituati ormai a lavorare su modelli al computer sempre più complessi e sofisticati (e praticamente fanno tutto loro), hanno evidentemente dimenticato le nozioni base di matematica che si imparano in quinta elementare. C’è da aggiungere che anche se avesse una superficie di 405 kmq, l’iceberg sarebbe 5 volte Manhattan, e non sette come da tutti ripetuto in questi giorni (il cuore di New York ha una estensione di 80 kmq). Dal che si potrebbe anche dedurre che se su calcoli tanto facilmente verificabili, si sparano balle di questo genere, figurarsi sui quei calcoli complicati che sono inaccessibili ai comuni mortali.
Secondo: tanti giornalisti, dimentichi delle regole base del mestiere, non verificano più le notizie. Così basta che il primo traduca male dall’inglese una notizia che tutti ripetono l’errore all’infinito. In effetti, nella notizia originale che arriva dall’University of Colorado's National Snow and Ice Data Center, i 405 kmq non si riferiscono alla superficie dell’iceberg ma alla superficie totale del Wilkins Ice Shelf disintegratasi come conseguenza del distacco dell’iceberg. A questi fattori se ne potrebbe aggiungere un terzo: la stragrande maggioranza dei lettori beve tutto quello che legge e vede, senza neanche più porsi delle domande. Altrimenti le redazioni sarebbero inondate di lettere di protesta perché è diritto di tutti i cittadini avere una informazione corretta. Questa include anche la completezza della notizia, perché la menzogna è molto spesso una mezza verità. Nella fattispecie, nel dare la notizia dell’iceberg si sono dimenticati tutta una serie di dati che avrebbero ricondotto il fatto dentro la realtà e che, però, avrebbero causato il declassamento della notizia. Ci si è dimenticati, ad esempio, di spiegare che nell’Antartide siamo alla fine dell’estate e che la formazione degli iceberg è un fenomeno normale. Solo negli anni recenti pezzi ben più grossi di ghiaccio dall’Antartide si sono staccati nel 1998, nel 2000, nel 2002 e nel 2005: nel 2000 l'iceberg aveva una superficie di 11.000 kmq (oltre 110 volte più grande di quello di questi giorni) e nel 1956 si staccò addirittura un iceberg di 31mila kmq. Ci si è anche dimenticati di dire che in Antartide non c’è alcun aumento delle temperature e che non c’è nessuno scioglimento globale dei ghiacciai, come ha spiegato in questi giorni Aldo Meschiari su Meteogiornale.it: “Intanto bisognerebbe partire da una certezza: i ghiacci marini antartici stanno aumentando già da molti anni. Inoltre la massa ghiacciata del continente bianco sta perdendo, secondo i dati satellitari, solo un milionesimo della sua totalità ogni anno. Cioè nulla. Alcuni studi cercano poi di spiegare questa perdita di ghiaccio, che non è dovuta alle alte temperature, come i media in modo ingenuo e ignorante fanno pensare. L'Antartide è il luogo più freddo della Terra, e spesso la massa ghiacciata è posizionata ad altezze che arrivano anche a 3000 metri. Nulla si può sciogliere quando la temperatura rimane costantemente alcune decine di gradi sotto lo zero. Al massimo il riscaldamento può venire dal basso: forse a causa di correnti marine calde, oppure, come alcuni hanno ipotizzato, a causa di un'attività geotermica molto pronunciata”. Scrivi Commento
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