| Mamma, li Turchi! |
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| Scritto da Luis | ||||
| venerdì 24 novembre 2006 | ||||
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Questa importante missione è però funestata dall’indegna gazzarra islamica che in questi giorni imperversa ad Istanbul. Al grido di “Alla-u-ak-bar” (Allah è il più grande) i musulmani non vogliono che il papa metta piede in Turchia. Secondo loro sta per compiersi l’immondo patto fra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa per unirsi contro l’Islam. E’ assurdo, ma è proprio così, nonostante le assicurazioni dei vari esperti ed esponenti musulmani di turno circa la tolleranza e l’amore per la pace dell’Islam, siamo di fronte all’ennesimo clima da guerra di religione. Non si tratta solamente di pochi facinorosi, per l’occasione si prevede che alla grande manifestazione di protesta di domenica prossima, organizzata dal partito islamico Saadet, parteciperanno circa un milione di persone. Sarebbe questo l’amore per la pace e la tolleranza dell’Islam? Siamo seri, per i musulmani vige sempre lo “Jihad” (in arabo il termine è maschile) la guerra santa, in cui domina il disprezzo per i non musulmani. Il premier turco, Erdogan, ha avuto anche la faccia tosta di rimproverare al papa il suo recente intervento sull’assurdità della guerra santa: «Noi non ci siamo mai permessi di insultare i profeti delle altre religioni». La curiosa modalità di protesta che alcuni di quei manifestanti hanno inscenato, cioè l’occupazione dell’ex basilica cristiana della Santa Sofia, che fu la chiesa madre della cristianità orientale, mi ha fatto pensare ad un’altra occupazione di quel luogo, quella operata dalla soldataglia ottomana che sottrasse Costantinopoli alla cristianità il 29 maggio 1453. Il sultano Maometto II, tra violenze e spargimenti di sangue, per sfregio fece irruzione nella basilica con la sua cavalcatura ponendo fine per sempre al culto cristiano. Se Omayyadi ed Ottomani non fossero stati fermati, rispettivamente, a Poitiers nel 732 dai Franchi e a Kalhenberg nel 1683 dagli Asburgo-Polacchi, l’Europa, come la conosciamo oggi, non sarebbe mai esistita, avrebbe perso la sua identità, i suoi valori cristiani. Si potrebbe obiettare che anche i cristiani non furono da meno. Come la mettiamo con le crociate? In effetti si tende spesso ad equiparare lo “Jihad” islamico con le crociate cristiane, ma sarebbe un madornale errore. Le crociate furono un movimento tipico di un determinato momento storico caratterizzato da una particolare spiritualità messo in moto da un oggettiva necessità di giustizia. La fede cristiana è, nel frattempo, maturata, cresciuta, si è fatta adulta fino a porre le basi per lo sviluppo della pace e della comprensione universale. Non parlo solo del cammino ecumenico, ma anche al rispetto per tutte le confessioni. Basta pensare alla spiritualità di Assisi. Per i mussulmani, invece, sembra non sia cambiato niente, l’aggressività e l’intolleranza del passato sopravvive intatta nell’Islam dei nostri giorni. L’Islam appare cristallizzato nella sua forma medioevale dove non c’è posto per la comprensione e la tolleranza. Il caro premier turco, invece di prendersela con il papa per le sue parole, potrebbe dimostrare maggiore intelligenza e rifletterci su quelle parole.Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (7) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 574
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