| Da Agenziaradicale.com: La fede in Dio si chiama Gesù? |
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| Scritto da Administrator | ||||
| lunedì 30 giugno 2008 | ||||
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Ma ci sono momenti in cui ci sentiamo trascinati a una sorta di appropriazione indebita e diamo ai grandi temi, che compongono i misteri della vita più di quelli della morte, un libero sfogo. Certo il tentativo della mia interpretazione, priva di approfondita dottrina, è basata sulla esperienza personale. Ne risulta una presunzione che tuttavia Protagora giustificò affermando che "l'uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono". Di quale altro metro io dispongo infatti per misurare il mondo che mi circonda se non quello dei miei sensi e dei miei sentimenti, dei talenti insomma che mi sono stati affidati? La cultura costituisce un approfondimento che varia da individuo a individuo; l'afa però disarma le difese e mentre rende torpido il corpo, lo lancia in un temerario triplo salto mortale dello spirito. Per esempio: sono io certo di credere in Dio? O la mia fede è un tentativo consolatorio per dare un senso a questa mia avventura umana? Innanzi tutto: Dio esiste? È una domanda insidiosa che dovrei, per prudenza, evitare di farmi per non essere preso in giro. Mi vengono in soccorso gli argomenti appresi al liceo: la prova cosmologica per cui l'universo non avrebbe ragione di esistere senza un essere assoluto in grado di comporre l'unità di tutto ciò che appare frazionato; la prova teleologica che risulta dall'ordine che regna nell'universo con uno scopo finalistico; la prova eudemonologica basata sull'appagamento delle aspirazioni supreme dell'uomo - aspirazioni che necessariamente presuppongono all'orizzonte l'oceano della verità e della luce in cui placare la nostra inquietudine. Ma forse non è anche l'ateismo un atto di fede in quanto negare l'esistenza di Dio è uguale e contrario che affermarla? Reminescenza scolastiche delle quali è lecito sorridere. La prova, tuttavia, che più mi emoziono, fu quella ontologica; essa mi fu spiegata dal professore di storia e filosofia, tra l'altro miscredente, in questi termini: "L'uomo non può pensare né concepire ciò che non esiste, poiché egli non è un creatore bensì una creatura". La nostra personale immaginazione, anche quella che crediamo gratuita o assurda, è composta di elementi esistenti. Ne consegue che non potremmo concepire Dio se non esistesse. Ma tutti questi ragionamenti sono forse inutili oltre che grossolanamente semplicistici perché la fede, in quanto tale, non ha bisogno di prove e pertanto non ne chiede. È dunque la fede un sentimento? A parer mio non sarebbe nemmeno tale senza la mediazione di Gesù. So bene che sto per sfiorare l'eresia ma nella mia pochezza io mi affido alla Sua misericordia. Che cosa sarebbe per me Dio senza il Cristo che perdona settanta volte sette al giorno, che, trascurando il gregge, insegue la pecorella smarrita e che fa festa al ritorno dell'ingrato figliol prodigo, a scapito del figliolo benpensante e pio? Sento ad ogni modo di far mie le parole della donnetta delle pulizie nel Processo a Gesù di Diego Fabbri: lei era stata, involontariamente, testimone del dibattito, idealmente portato sulla scena, ispirato al processo pubblico realmente celebrato a Gerusalemme su iniziativa dei giuristi anglosassoni nel 1933 e che si era concluso con una sentenza di assoluzione. Ai discorsi dottamente pronunciati dalla difesa e dalla accusa, la donnetta reagisce dicendo: "Non ce lo dovete toccare, Gesù. Noi non abbiamo l'intelligenza per stare delle giornate intere a ragionare... Noi siamo poveri... e semplici, e Gesù lo sentiamo, lo conosciamo, chiedo scusa, come fosse uno dei nostri. Gesù è tutto per noi". E lei confessa di essere la madre di un figlio che "un bel giorno se ne andò di casa e quando si rifece vivo era un altro uomo". Una notte vennero a prenderlo perché, dissero, era un sovversivo da condannare a morte. "Non è una favola... è una cosa vera... C'è là, in un posto, in un altro posto ed è vivo! C'è e mi aspetta... Queste sono le sole cose che contano nella nostra vita disgraziata... Siate buoni, signori giudici... Loro ci aspettano. Siate buoni verso il Salvatore e verso di noi..." A parte la sua efficace enfasi teatrale, la donnetta delle pulizie ci insegna la divina speranza che viene a visitarci, qualunque sia la fede (o la convinzione) di ciascuno di noi, par consolarci ora che l'afa spietata sembra rendere più insensate molte cose della nostra vita di ogni giorno. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (31) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 162
1. 09-08-2008 21:30 la prova ontologica è un ragionamento st Premesso che sono credente, non so se sia il mio basso quoziente intellettivo a farmi credere che possa esistere Dio e che possano esistere le sue "emanazioni " ( la Vergine Maria, gli angeli, I Santi, eccetera ) , con lo scopo che autoconvincendomi che vegliano su di me aiuti superiori e che comunque anche nella ipotesi peggiore, quella della morte, sarei consolato dalla (utopistica, secondo molti ) vita eterna, molto piu importante di questa. E' stupida pero' la prova ontologica di Sant'Anselmo (Umberto Eco è grandioso nel modo in cui lo afferma nel Pendolo di Foucault) sull'esistenza di Dio , che si dimostrerebbe in quanto la definizione di Dio contiene in se tutte le perfezioni, e non gli potrebbe mancare quella di esistere. Permettimi di contestare parimenti la tua tesi secondo la quale l'uomo non puo' pensare nè concepire cio' che non esiste : sii serio, se fosse vera la tua speciosa tesi dovremmo credere anche agli dei greci, agli elfi, alle streghe. Un abbraccio, fratello 2. 08-08-2008 07:46 Dio esiste Io penso che l'esistenza di Dio faccia parte del nostro essere, la possiamo concepire perchè è parte di noi, della nostra essenza. Certamente la fede non ha bisogno di prove, perchè è un dono di Dio, quindi è pura espressione d'amore. Ma l'uomo è anche razionalità, cosicchè la fede non può essere totalmente avulsa da punti di riferimento. Gesù è il punto di riferimento per eccellenza, è l'Amore di Dio e l'uomo perfetto che è nato, vissuto, morto e resuscitato in un preciso momento storico. Di questo ne sono stati testimoni gli apostoli. Per questo nella nostra professione di fede affermiamo che la Chiesa è Santa, per la presenza di Cristo, ma anche apostolica perchè fondata sulla loro testimonianza. Caro Francesco, in realtà è proprio così, l'uomo non puo' pensare nè concepire cio' che non esiste. Infatti gli dei greci, gli elfi e le streghe sono immaginati con sembianze e caratteri perfettamente esistenti. Un saluto. Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
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