| cristianesimo, occidente e islam (2 parte) |
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| Scritto da Marat | ||||
| venerdì 01 dicembre 2006 | ||||
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Ha condannato il fondamentalismo (uccidere in nome di Dio è un’offesa), il laicismo del mondo occidentale (unità delle chiese contro la secolarizzazione della società), ha deprecato le scissioni tra i cristiani (le divisioni tra cristiani sono uno scandalo per il mondo), ha riaffermato la tutela delle minoranze religiose (garanzia di libertà religiosa), ha sottolineato il ruolo “ecumenico” del Patriarca di Costantinopoli, irritando il premier turco Erdogan (musulmano praticante) che ritiene, secondo le leggi del suo stato (e secondo le proprie convinzioni) che il Patriarca Bartolomeo sia solo un’autorità religiosa “locale”, non universale. Insomma, pur mostrandosi gentile, accomodante, umile e disponibile, non ha ceduto di un millimetro nelle sue posizioni: del resto la Storia ha dimostrato che la debolezza esagerata non generarisultati, meglio la determinazione e la convinzione di essere portatori di qualcosa di importante e migliore. E qui veniamo, per associazione di idee, a considerare comparativamente il messaggio forte anche se gentile lanciato dal Papa e le parole recentemente pronunciate dal Presidente Napolitano sul confronto-scontro tra la civiltà occidentale e quella islamica. Napolitano ha detto in soldoni che tutte le civiltà sono uguali e quella occidentale in particolare non è superiore a quella islamica. In effetti, oggigiorno, non è politically correct esprimere gerarchie di bontà e superiorità di culture, pena un’accusa immediata (e un po’ superficiale) di razzismo; meglio parlare come il Presidente della Repubblica con linguaggio buonista un po’ fasullo di civiltà uguali pur nelle rispettive diversità. E già, ma bisogna essere ciechi e sordi e anche un po’ ottusi per fingere di vedere identità e parità di livello tra un mondo che, pur nelle sue contraddizioni ed errori, offre libertà individuali, tolleranza, rispetto per i “diversi”, uguaglianza di fronte alla legge, stato di diritto, tutela della donna, tutela dei lavoratori, parità tra uomo e donna, difesa della vita, condanna della schiavitù, progresso tecnologico-scientifico, miglioramento della qualità della vita fino al raggiungimento del massimo benessere, separazione tra Stato e Chiesa, alfabetizzazione e acculturamento diffuso sganciato dalla religione… e un altro mondo in cui la donna non conta nulla, la religione determina la legge, la libertà individuale (anche di dissenso religioso ) è impensabile, l’apostasia un reato capitale, il benessere per la popolazione è un miraggio (mentre pochi hanno ricchezze immense), la tecnologia e la scienza non sono autoctone ma importate, con ritardo e in maniera incompleta, proprio dall’Occidente. Certo, l’Occidente non è il migliore dei mondi possibili: tra la teoria e la pratica ci corre uno spazio enorme, c’è parità di diritti tra uomo e donna però esiste una strisciante discriminazione, si dichiara di difendere la vita e poi si difende l’aborto e l’eutanasia, come pure la sperimentazione anarchica sugli embrioni congelati; il benessere è un fine sacrosanto ma si rischia di cadere nel consumismo sfrenato e nell’edonismo… Come pure non bisogna confondere l’Islam-religione, che come tutte le religioni va trattata con il massimo rispetto, dall’integralismo islamico che in maniera intransigente e fanatica fa della religione il cardine della società in senso teocratico e trasferisce nelle leggi la materia religiosa. Però lasciatemelo dire: meglio avere una civiltà con tutti questi difetti e storture ma che ha in se la potenzialità di una condizione di totale rispetto per la persona umana e i suoi diritti naturali, da cui tutto consegue, che vivere in un mondo totalizzante dove l’individuo è condizionato da tutto e dove la religione determina ogni aspetto della sua vita quotidiana; meglio una società volterrana in cui si può, orgogliosamente, sostenere che “io non condivido quello che dici, ma sarei disposto a dare la vita perché tu lo possa dire”, che il mondo delle madrasse che educa i ragazzi a combattere gli infedeli per convertirli con la spada, sostenendo, loro sì, che la loro civiltà è superiore al nostro mondo decadente. Per cui, con tutto il rispetto per il Presidente Napolitano, uomo sensibile e di cultura, raro esempio di tolleranza e correttezza, alle sue parole – comprensibili in quanto uomo politico di primo piano con precise responsabilità pubbliche – preferisco e condivido le opinioni dure e crude, ma veritiere, della Fallaci. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (40) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 992
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