| La sindrome del "Tribùla" |
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| Scritto da Il Grande Houdini | ||||
| lunedì 12 febbraio 2007 | ||||
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I VIP, o presunti tali, lo adorano zampettando nelle sue esclusive discoteche a Porto Cervo e in Versilia. Come ha fatto il geometra Briatore ad arrivare al successo? La scalata al successo inizia a Cuneo, sua città natale, attraverso passaggi non proprio esaltanti. Auto saltate in aria, crac finanziari, tavoli verdi, gioco d’azzardo, condanne in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo e 3 anni a Milano per truffa e relativa fuga alle isole vergini per sfuggire alla galera. Coraggiosi ritorni in Patria per gradita amnistia, importanti amicizie e donne, belle e disponibili. Un cocktail esplosivo. Sapientemente shakerato si ottiene il Flavio Briatore di oggi. Personaggio discutibile e vagamente disgustoso, ma di forte carisma e diabolicamente tentatore.Nella sua rete è caduta il Ministro Giovanna Meandri. Sull’ Espresso si legge: “R. Vecchioni e signora, hanno deciso di vendere la loro dimora africana. Tra le persone molto interessate all’affare c’è in prima fila la Melandri che, del resto, il Kenya già lo conosce bene essendo stata ospite, più volte, nella lussuosa villa dell’imprenditore Flavio Briatore”. E’ bastata questa notizia a far saltare i nervi al Ministro ed offuscare la sua immagine di diessina doc. Un articolo devastante che butta la Melandri nel girone dei radical chic quelli che sono dalla parte degli operai e dei più deboli e poi frequentano solo ricchi e famosi imprenditori, quelli che dichiarano di essere dispiaciuti per la fame nel mondo e poi vivono nel lusso. Lei ha subito negato tutto, ha detto di essere stata in Kenya non dal ricco Briatore, ma dai poveri bambini, e che la casa che ha comprato non è la villa di Vecchioni ma una semplice e umile dimora. Il tutto sarebbe finito li se Carlo Rossella non avesse voluto dare altro colore sulla faccenda sulle pagine di Chi: “ Una mia carissima amica che frequenta con regolarità la vivace dimora Briatore mi ha confermato di aver incontrato la bellissima signora Melandri per una, due e forse tre volte.”Anche il povero, si fa per dire, Flavio aveva elogiato Giovanna in una intervista su la Stampa definendola una cara amica e ospite gradito ai suoi party. "Lo odio a tal punto che non posso far meno che andare alle sue feste…" sarà l’ossessivo pensiero del ministro. Una sorta di sindrome di Stoccolma dove la vittima Giovanna alla fine adora il suo carnefice Flavio a costo di far brutte figure sui media. La sindrome del lusso e dell’ipocrisia, la sindrome del "Tribùla". Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (12) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1104
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 13 febbraio 2007 ) | ||||
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