| Gino Strada: il genocidio del Darfour non esiste |
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| Scritto da Otis | ||||
| venerdì 24 novembre 2006 | ||||
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Mi chiedo perché c'è sempre qualcuno - e sono sempre i soliti - che debba decidere quali siano le emergenze intrernazionali in corso e perché questo qualcuno debba identificarle sempre laddove c'è una qualche responsabilità dei governi occidentali. Perché negare che il regime integralista islamico sudanese sta facendo strage di cristiani? Perché questa lentezza negli interventi? (anche se l'ONU ha approvato una risoluzione per inviare una forza di contrapposizione che però stenta ad essere attuata). J. Leonard Touadi, intellettuale del Congo, attualmente Assessore alle politiche Giovanili e della Sicurezza di Roma, su Adista del 18 novembre scorso ci ricorda, in merito alla "missione civilizzatrice (dell'Europa, ndr), che annulla, annienta, azzera le altre culture", le famose "tre M" di Serge Latouche: mercanti, militari e missionari, dando l'idea che la missione cristiana sia stata sopprattutto negativa per le culture africane perché ad essa si sono accompagnate stragi e azzaramenti culturali. Spero che Touadi si riferisca a qualche secolo fa, ma già il fatto di ricordarlo in continuazione, e sempre dandone lettura prevalentemente negativa, dà l'idea di un desiderio recondito di screditare l'opera evangelizzatrice della Chiesa. Oggi, mi sembra, il comune del quale è rappresentante istituzionale sia piuttosto aperto, a partire dal sindaco Veltroni, all'idea che tanti progetti di promozione umana e culturale debbano passare attraverso l'opera insostituibile dei missionari cattolici. Specialmente di fronte all'ignavia e all'inefficienza che caratterizza le organizzazioni internazionali. Tornando a Gino Strada continuo a domandarmi: perché evidenziare sempre ciò che di negativo l'occidente produce, spesso andando a pescare, riguardo la Chiesa, in epoche remote, e negare tutte le stragi, le violenze, le violazioni dei diritti civili che oggi vengono perpetrate in nome dell'Islam? Non riesco a capire. L'incontro tra le culture è sempre auspicabile. Ma a partire da reciprocità e rispetto. E chi ha percorso già la strada dell'ingiustizia ha il dovere, in nome del suo ingiusto passato, di indicare qual'è la strada migliore perché certe aberrazioni non si ripetano. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (10) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 425
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