| Quell'ultima sporca meta |
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| Scritto da Roland | ||||
| mercoledì 27 dicembre 2006 | ||||
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Sedici metri di maleducazione. Sì perché sono proprio sedici i metri che dividono il cassonetto semi pieno in primo piano da quello che si scorge sullo sfondo completamente vuoto. Siamo a Via Corrado del Greco, all’altezza del civico 190, è il giorno di Santo Stefano e quello che vedete non è nulla in confronto a quanto c’era il giorno di Natale, quello in cui siamo tutti più “buoni”.
Il 25 dicembre metà del marciapiede era ostruito da sacchetti di immondizia e scatolami vari residui dei cenoni della vigilia (peccato che non avevo con me la digitale, ma credetemi sulla parola).
E invece quel cassonetto lì sullo sfondo, insieme ad un suo compagno, erano soli e vuoti ad invocare attenzione. Sedici metri non dovrebbero costare alcuno sforzo per noi che facciamo footing, per noi che ci gonfiamo i bicipiti in palestra, per noi che imitiamo le gesta di Totti e Del Piero nei sintetici del calcetto, per noi che ci lamentiamo delle istituzioni. Eppure quei sedici metri sembrano davvero essere uno sforzo disumano quando scendiamo dalla nostra linda casa con in mano un misero chilo di rifiuti. Quella ultima, sporca, maledetta meta che nonostante sia lì a portata di mano, proprio non riusciamo a raggiungere. Purtroppo poi non si tratta solo di una cosa di questi giorni di festa, ma è un’immagine che spesso in passato questi occhi hanno immortalato. E qui non c’entrano le Istituzioni, il Sistema e la Finanziaria, ma semplicemente la volontà di percorrere sedici metri di buona educazione e senso civico. E questo dipende esclusivamente da noi gente comune. E allora? La andiamo a segnare questa meta? Tra i buoni propositi del nuovo anno ce li mettiamo questi sedici metri?
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 27 dicembre 2006 ) | ||||
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