| Pagine di Ostia bambina |
|
|
|
| Scritto da Otis | ||||
| sabato 28 marzo 2009 | ||||
|
Pagine di Ostia bambina
Trilogia di memorie
Ho avuto la fortuna di abitare al quarto piano proprio nel periodo in cui stava sorgendo l'Ostia dei grandi palazzi di via delle Baleniere e dintorni.
Mi godevo tutte le fasi dei lavori affacciato alla bassa e pericolosa ringhiera del mio balcone, braccia conserte sul ferro e mento appoggiato sulle mani incrociate. A volte stavo ore a guardare i muratori che impastavano, mattonavano, inchiodavano e li paragonavo a quelli della Sicilia, dove ritornavo ogni estate e dove tutto mi sembrava migliore, per concludere che lì erano più veloci, più precisi e più simpatici.
Le strade erano ancora sterrate ed era divertentissimo andarci in bicicletta, soprattutto quando era piovuto e le pozzanghere erano grandi come laghi. Con il mio primo amico, ci divertivamo ad attraversarle in una corsa sfrenata per evitare di affossarci nel fango che si era formato sul fondo. Un giorno arrivò con la sua bici nuova fiammante. Ne andava fiero perché l'aveva avuta dopo di me e rappresentava una specie di rivalsa. Per anni si era dovuto accontentare di una vecchia bici ruota ventiquattro e meno adatta alle acrobazie di quelle pieghevoli che avevamo io e mio fratello. La pozzanghera che aveva davanti era estesissima e nessuno aveva avuto il coraggio, in quei giorni, di attraversarla. Si piazzò spavaldamente di fronte al lato più corto per affrontarla longitudinalmente. "Sei matto! Tua madre ti ammazza se ti vede!" gli dicevamo con mio fratello. Lui non ci ascoltò nemmeno, prese la rincorsa e cominciò a pedalare velocemente. Come entrò nell'acqua si formò dietro la ruota posteriore una scia profonda che si allargava man mano che la bici procedeva verso il centro della voragine. I piedi cominciarono a sfiorare il pelo dell'acqua ma lui continuò con vigore a pedalare. La corsa non s'interruppe all'improvviso, fu un progressivo scemare di velocità, di giri di pedale, di spavalda sicurezza. Il suo viso cominciò a passare dal rosso fiammante dello sforzo vigoroso al pallido e poi bianco colorito di chi vede sfumare ogni possibilità di salvezza. La sosta sembrò non arrivare mai ma infine, preceduta da un frenetico sterzare a destra e sinistra per mantenere la bici in equilibrio, arrivò. I piedi dovettero cedere alla realtà e la bici sprofondò per mezzo metro nell'acqua fangosa insieme alle sue gambe. Mio fratello ed io presagimmo il disastro e riuscimmo a frenare il benché minimo ghigno. Gianni arrivò a noi dopo aver percorso a piedi, bicicletta trainata dal manubrio, l'altra metà della pozzanghera. Cercammo di avere parole di conforto, qualche commento d'incoraggiamento, come a dire che nessuno avrebbe potuto farcela. Ma la sconfitta bruciava e lui ci lasciò in mezzo alle nostre strade sfasciate, in sella alle nostre bici, per andare a pagare il tributo dovuto a sua madre. Quel giorno aveva anche i pantaloni lunghi. Tornati su casa andammo al balcone per considerare dall'alto le fasi dell'impresa fallita e ci accorgemmo che, al di là del sostegno morale, era stato veramente bravo ad arrivare fin lì, forse neanche noi ci saremmo riusciti. Il mazzettare continuo di un muratore nello scheletro del palazzo di fronte ci distrasse da quel pensiero e riprendemmo a guardare al di là delle lamiere le voragini che si aprivano sul terreno sabbioso, ieri dominio di paludi e zanzare, oggi fondamenta di un condominio già vecchio.
I FIGLI DEGLI ALTRI
L'Hotel Satellite è stata l'ultima delle grandi imprese edilizie cui ho avuto la fortuna di assistere dal mio balcone al quarto piano. Il palazzo dove sono cresciuto è del '66, uno dei primi di via delle Aleutine, per cui quasi tutti i cantieri sono passati al vaglio delle mie osservazioni e degli immaginifici voli della mia fantasia. Nessun altra costruzione ha suscitato però in me interesse quanto quella del primo, vero grande albergo di Ostia. L'avevo proprio di fronte al balcone della cucina e le sue impalcature fanno da sfondo a una foto in cui poso per il mio primo giorno di scuola.
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (51) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 443
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
||||
| Ultimo aggiornamento ( sabato 28 marzo 2009 ) | ||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Il mondo che vogliamo è un network a-partitico di libero pensiero, riflessione, critica sociale, politica e cultura con gli occhi aperti verso ciò che di buono e di positivo si può costruire.
Un sito non solo di critica ma anche di buone notizie.
Un network di informazione non giornalistico che si apre all'occhio del cittadino con filmati video e segnalazioni in movie.
Questo sito Web non appartiene ad alcuna istituzione ecclesiastica, civile o
militare; non è collegato ai siti segnalati o recensiti, né è responsabile
del loro contenuto. La segnalazione di un sito non comporta per ciò stesso
l'approvazione di tutti i suoi contenuti. I documenti forniti, sia testuali
che multimediali, non implicano alcun coinvolgimento delle istituzioni
ecclesiastiche, civili o militari eventualmente citate, direttamente o
indirettamente, con le attività e le finalità proprie del sito.
Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62, si dichiara che questo sito non
rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene
aggiornato ad intervalli non regolari. Questo sito non è collegato ad alcun
periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o
economiche e in ogni caso fini di lucro, altri vantaggi materiali o ingiusto
profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al
principio della totale gratuità.
Tutti i marchi eventualmente citati o riprodotti nel sito appartengono ai
rispettivi proprietari che ne detengono integralmente i diritti. L'uso di
logotipi e immagini caratteristiche o peculiari non implica in alcun modo
l'appartenenza di questo sito alle persone fisiche o giuridiche ad esse
eventualmente connesse, né un coinvolgimento delle stesse - diretto o
indiretto - con le attività e le finalità proprie del sito e viceversa. I
testi non firmati, salvo diversa indicazione, si intendono di proprietà
dell'Autore/titolare del Sito.