| Giovanni Falcone, un servitore dello Stato |
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| Scritto da Otis | ||||
| mercoledì 23 maggio 2007 | ||||
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Dopo il ricordo del presidente del XIII Municipio in diversi hanno preso la parola prima che i bambini delle scuole elementari, insieme ai ragazzi dele medie, leggessero i nomi delle oltre settecento vittime innocenti della mafia. Alla cerimonia era presente anche una folta delegazione di studenti del Liceo Labriola, da anni impegnato nella sensibilizzazione al "culto" della legalità, contro ogni mafia. Davanti ai presenti il prof. Romano, docente di storia e filosofia e collaboratore della presidenza ha pronunciato il messaggio che segue che noi riteniamo particolarmente efficace per la diffusione della cultura della legalità. Per questo ve lo proponiamo integralmente.
"Siamo contenti di essere qui, nella sede del Municipio a riflettere sul significato della vita di Giovanni Falcone, a ricordare i nomi delle vittime innocenti della mafia, a dire con chiarezza e senza ambiguità il nostro si alla cultura della legalità e il nostro no alla cultura della mafiosità. Siamo contenti di essere qui perché i Municipi sono le istituzioni territorialmente più vicine ai cittadini e perciò sono i luoghi dove si pronunciano i si e i no che decidono se sul quel territorio si promuoveranno diritti o si dispenseranno favori, se in quel territorio la politica sarà al servizio dei bisogni dei cittadini o se i cittadini saranno al servizio della politica. Come è noto la mafia ha i suoi rituali, il suo linguaggio e i suoi simboli. Ma anche la legalità ha il suo linguaggio e i suoi simboli. Non c'è dubbio che questo albero piantato in questo luogo e questa stessa cerimonia marcano un territorio e dicono in maniera inequivocabile che qui la politica deve essere e sarà la più nobile e la più alta delle attività umane, dove si incontrano o magari si scontrano le idee sul come meglio perseguire il bene comune, e non il luogo dove si scende per meglio tutelare interessi personali o di gruppi di potere. Allo stesso modo non è privo di significato che la biblioteca della mia scuola è intitolata a Peppino Impastato e a Giuseppe Puglisi, perché ricorda a tutti, docenti e studenti, che nessuna promozione umana è possibile al di fuori della legalità e che nessun sapere diventa veramente utile alla collettività se non è sostenuto dalla consapevolezza dei diritti e dei doveri sociali. La legalità infatti non è il limite all'agire degli uomini ma la condizione per l'espressione e la promozione delle potenzialità e dei talenti di tutti; senza legge vincerebbero i più potenti, i più ricchi o forse solo i più violenti. Io credo che una buona politica e una buona scuola siano gli antidoti più efficaci nella lotta alle mafie e alla diffusione della cultura della legalità. Nel tempo passato si diceva che l'arte degli alchimisti fosse quella di trasformare il fango in oro. Io vorrei che fosse chiaro a tutti che la mafia è come un alchimista al contrario; essa infatti trasforma l'oro della vita in fango, seppellisce tutto quello che ha vita, amministra e dispensa morte, produce tragedie e le trasforma in occasione di lucro. Pensiamo alla vita di tanti ragazzi distrutti dalla droga; pensiamo alla devastazione ambientale, al traffico di vite umane, di armi, di rifiuti tossici, pensiamo al lavoro nero o all'usura. Il denaro e il potere della mafia nasce da tutto questo. Dove noi vediamo la bellezza della gioventù, dove noi vediamo luoghi stupendi, dove noi vediamo fragilità umana e disperazione là la mafia vede profitto e potere. Deve essere chiarissimo che l'assassinio di Falcone e di tutti gli uomini dello Stato è una sconfitta gravissima per lo Stato. Non deve essere il sacrificio di Giovanni Falcone a doverci insegnare qualcosa ma piuttosto la sua vita. "Non eroi - come disse - ma solo uomini e donne che agiscono per spirito di servizio". Gli eroi li creano e poi li piangono quelli che nella loro vita li hanno disprezzati e ostacolati in ogni modo. Gli eroi sono funzionali alla deresponsabilizzazione di tutti gli altri. E invece la lotta alla mafia per l'affermazione della cultura della legalità si deve fondare proprio sulla responsabilità quotidiana di ciascuno di noi , qualunque sia il ruolo o la funzione che svolge nella società. Questo è l'impegno a cui ci chiama la frase di Falcone "Gli uomini passano, le idee restano; restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini." Ecco quale è il vero significato di questo albero, segno di fertilità e di resurrezione, nella casa di tutti i cittadini di Ostia." Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (49) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1138
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 27 maggio 2007 ) | ||||
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