| I blogs di Luis: Nazareth |
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| Scritto da Luis | ||||
| giovedì 24 dicembre 2009 | ||||
In occasione del Santo Natale vorrei proporre un confronto che ebbi con alcuni studiosi atei che propugnavano la curiosa tesi dell’inesistenza storica di Nazareth ai tempi della nascita di Gesù. La questione non è di poco conto, se davvero la città di Nazareth non esisteva ai tempi di Gesù viene automaticamente meno la veridicità dei vangeli e, quindi, ciò che ci apprestiamo a festeggiare è solo la nascita di un mito.
Resto veramente stupito dalle conclusioni di questo articolo. Le ricerche dei vari Holley, Massey, Acharya S., citati nell’articolo, non sono propriamente dei lavori storici, ma dei romanzi di fantasia, dove si parte da un preconcetto e si va alla ricerca di elementi, non importa se totalmente assurdi e scollegati tra di loro, che lo possano provare. Ma il metodo della ricerca storica non è questo. Prima si cercano gli elementi oggettivi, i documenti storici, le evidenze archeologiche, ecc.. e poi si formula una versione dei fatti che può dirsi “storica”. Scritto dal Moderatore, 29/9/2007. Luis, il libro “The Christ Conspiracy” riporta però una mole impressionante di dati e spunti di riflessione e approfondimento che può condurre il lettore a una visione generale molto ricca e interessante…. Si tratta di uno studio considerevole e un contributo notevole per illuminare uno dei periodi più importanti della nostra storia. Scritto da Luis, 29/9/2007. Caro Moderatore, io sono abituare a studiare la storia attraverso i documenti. Le prove dell’esistenza di Nazareth ai tempi di Gesù sono molte, si possono distinguere in letterarie (citazioni) ed archeologiche. Tra le citazioni riporto: •Giulio Africano (circa 200 d.C.), citato da Eusebio (H.E. 1.7.14), parla di Nazareth come un villaggio ebreo, e nello stesso passo parla di “desposynoi”, o parenti di Gesù, che provenivano da Nazareth e dalla vicina Cochaba e conservavano nota della loro discendenza con grande cura. •Un martire chiamato Conone, che morì in Panfilia sotto Decio (249-251 d.C.), dichiarò al suo processo: “Io sono della città di Nazareth in Galilea, e sono un parente di Cristo che io servo, come i miei antenati hanno fatto”. (Clemens Kopp, Die heiligen Stätten der Evangelien [I luoghi sacri dei vangeli], Friedrich Pustet, Regensburg, 1959: pagina 90). Queste citazioni ci informano del fatto che nel III secolo si parla ancora di una discendenza, annotata con cura, di parenti di Gesù. E’ evidente che la storia secondo la quale il “mito” di Nazaret sarebbe stato creato dai Carmelitani (sic!) sia una vera e propria panzana, visto che questi monaci si stanziarono negli anfratti del monte Carmelo, vicino l’odierna Haifa, solo tra il 1189 e il 1192 in concomitanza della terza crociata.. Importantissime sono, poi, le evidenze archeologiche: Nella zona in cui ora sorge Nazareth la vita umana esisteva già molto tempo prima di Gesù. Nel 1963 fu trovato un complesso di caverne sepolcrali nel quale vi era del vasellame della prima parte della media età del bronzo (Revue Biblique 70 [1963], p. 563; 72 [1965], p. 547). Nell’area della basilica latina dell’Annunciazione, c’era certamente un antico villaggio abitato per lungo tempo (scavi archeologici dentro e intorno a questa chiesa sono stati condotti da Benedict Vlaminck nel 1892, da Prosper Viaud nel 1889 e 1907-1909 e da Bellarimo Bagatti dal 1955 in poi). Furono trovate tombe del tipo “kokim”, che era noto in Palestina circa dal 200 a.C., e diventò in pratica il tipo standard di tomba ebraica. Alcune tombe erano chiuse con pietre rotolate, un tipo di chiusura tipico del tardo periodo ebraico fino al 70 d.C.. Da queste tombe, pertanto, si può concludere che Nazareth era un insediamento fortemente ebraico nel periodo romano. (The Archaeology of the New Testament, Princeton University Press: Princeton, 1992: pages 44-46).Infine, importantissima è la lapide in marmo grigio scoperta dall’equipe di archeologi israeliani diretta dal prof. Avi Jonah, dell’università di Gerusalemme, presso le rovine di Cesarea Marittima, sede estiva dei procuratori romani in Giudea, con quattro righe di iscrizione in scrittura ebraica quadrata, datata al III secolo d.C., in cui vi era riportato il nome della città di Nazareth. La ricerca storica è una scienza che si basa su elementi oggettivi. Questa ci informa che non esiste alcun dubbio circa l’esistenza di Nazareth al tempo di Gesù. Tutto ciò conferisce la più alta attendibilità storica alla notizia di Mt 2, 23. E rende impossibile non ritenere il testo “The Christ Conspiracy” di Acharya S., una vera falsità. Un saluto Scritto dal Moderatore, 29/9/2007. Grazie per l’interessante documentazione su Nazareth. Mi sembra che tu abbia riportato prove convincenti. Se mi sarà possibile, la farò presente all’autrice Acharya S. anche per avere un parere più autorevole. In ogni caso, il fatto che Nazareth esistesse già al tempo del racconto evangelico non cambia molto. Il libro di Acharya S. cerca di presentare, in una prospettiva diversa, tanti studi che negano la storicità stessa di Gesù o che ritengono che sia stato, al massimo, un leader carismatico e popolare. Come in tutti gli studi del genere, anche per la scarsità di documenti e testimonianze non di parte, l’autrice non pretende di “rivelare” la verità definitiva e totale sull’origine del Cristianesimo. Scritto da Luis, 30/9/207.
Quanto agli studi di Acharya S. ho già letto molto dei suoi lavori. Mi dispiace, ma resto della mia opinione. L’esercizio di andare a trovare coincidenze e similitudini meramente formali, tralasciando i reali significati di sostanza, non mi pare un metodo di ricerca storica scientificamente accettabile. Un saluto Scritto da Ateo1, 20/11/2007. Mi dispiace, ma al di là di ogni sforzo storico, credo che Gesù non sia più reale di Giove, Minerva, Saturno, Dioniso ecc. Anche nel mondo classico esistono infinite testimonianze di persone che sostenevano di avere incontrato questi dei. Anche Sant’Agostino li considerava reali. Perché mai, se sant’Agostino li considerava reali, i cristiani li considerano opera di fantasia? Scritto dal Moderatore, 20/11/2007. Concordo con Ateo1. Scritto da Luis, 21/11/2007. Carissimo Ateo1, mi dispiace, ma credo tu abbia preso un abbaglio. La stragrande maggioranza degli storici è convinta dell’esistenza storica di Gesù, infatti i riferimenti che possediamo sono altamente probanti e degni di ogni fiducia. Gli dei del paganesimo chi li ha visti? Abbiamo dei nomi? Le loro eventuali testimonianze ci sono pervenute? Nel caso di Gesù, oltre a tutta la testimonianza cristiana, abbiamo un’importannte testimonianza extracristiana. Giuseppe Flavio, Cornelio Tacito, Svetonio, Plinio il Giovane, Frontone, Celso, Thallos, ecc… Di tutte queste testimonianze abbiamo i documenti e conosciamo le loro motivazioni storiche. Degli dei pagani cosa abbiamo? Niente. Caro Ateo1, S.Agostino fu pagano solo in giovane età, ma poi si convertì al Cristianesimo divenendo un dottore della Chiesa. Un caro saluto. Scritto da Ateo2, 27/11/2007 Tombe a destra, tombe a manca, ma neanche una sinagoga??? Non è che Luca è stato confuso e sta parlando di un’altra città??? Scritto da Ateo3, 6/12/2007 @ luis mi limito a contestare (per adesso) la tua lettura dell’iscrizione trovata a Cesarea che riporterebbe il nome di Nazareth. La sinagoga in cui fu trovato il frammento di marmo sembra essere databile tra la fine del terzo secolo e l’inizio del quarto secolo E.C. [The Archeology of the New Testament, Jack Finegan, Princeton Univ. Press, 1992, p. 46], il che non consente all’iscrizione di essere una testimonianza dell’esistenza di un posto del primo secolo chiamato Nazareth. Rimane dubbio, comunque, se l’iscrizione nomini effettivamente Nazaret. Le lettere “n-ts-r-t” che compaiono nell’iscrizione sono circondate da orli spezzati della pietra (in effetti, la n è presente solo in parte), e non è sicuro quali lettere abbiano potuto precedere la “n”. Secondo me [l'autore è Frank R. Zindler], la “n” danneggiata era probabilmente preceduta da una “g” (una lettera molto stretta nell’alfabeto ebraico, che sarebbe entrata comodamente nello spazio ipotizzato dagli scopritori dell’iscrizione), e dunque l’iscrizione andrebbe letta Genezaret, non Nazareth. Genezaret fu fondata nel periodo ellenistico, ed era ben nota (The Probing Mind di Frank R. Zindler Marzo 1992). Scritto da Luis, 7/12/2007. Caro Ateo3, ho letto anch’io queste critiche alla corrente interpretazione che si attribuisce al marmo di Cesarea riportante il nome di Nazareth. Secondo i miei studi non sono critiche accettabili. Vediamo il perché. Come giustamente dici il reperto è stato trovato in una sinagoga del III – IV secolo d.C. e ciò lascia pensare ad una costruzione della lapide in quel periodo. Ma l’iscrizione si riferisce ad eventi successi molto tempo prima, infatti fa riferimento ad una delle ventiquattro famiglie sacerdotali (quella degli Happizzes, cfr. 1 Cr 24:15) che dopo le rivolte giudaiche (70-135 d.C.) si sarebbe trasferita a Nazareth. Quindi, siccome non può essere sorta dal nulla nel III-IV sec. d.C., è logico che la città di Nazareth esistesse già nel I secolo. Mi dispiace, caro Ateo3, ma anche l’ipotesi che l’iscrizione si riferisca a Genèsaret piuttosto che a Nazareth è da rigettare, sia dal un punto di vista storico che archeologico. Non è vero che la città di Genèsaret fu fondata nel periodo ellenista, esisteva già in tempi molto antichi e venne distrutta ai tempi della prima rivolta giudaica o forse addirittura prima, tanto che rimase la sola denominazione della “terra di Genèsaret”. L’autorevole Kinneret Regional Project, afferma che Genèsaret andò distrutta addirittura ai tempi della conquista assira del 733-34 a.C., da allora non esistono tracce di edifici permanenti nel sito per cui sarebbe impossibile identificare l’NTSRT della lapide con l’antica Genèsaret. Secondo il Prof. Thiede, invece, Genèsaret venne distrutta ai tempi della prima rivolta giudaica. In entrambi i casi, essendosi gli Happizzes trasferiti dopo le rivolte giudaiche, è impossibile che la città dell’epigrafe fosse Genèsaret. Occorre inoltre considerare che Genèsaret è una forma grecizzata del nome ebraico Kinnereth, con il quale questa antica città è nota nell’Antico Testamento, per cui l’epigrafe, qualora contenesse veramente questa parola, non dovrebbe riportare la “tsadi” che chiaramente compare nell’iscrizione. Caro Ateo3, non ci sono dubbi, ai tempi di Gesù la città di Nazareth esisteva. Tutto ciò è l’ennesima conferma della storicità dei vangeli. Un saluto. Scritto da Ateo4, 22/8/2008. Vorrei rispondere alle certezze di Luis circa Nazareth. Luis porta le seguenti prove: Giulio Africano, citato da Eusebio ecc. Questi era vescovo, martire e apologeta del Cristianesimo nascente; Eusebio è soprannominato Il Falsario. Giulio Africano scrive, fra l’altro, una lettera ad un certo Aristide in cui lo storico libico cerca di riconciliare la discrepanza tra le lineee genealogiche di Gesù riportate da Matteo e Luca; poi siamo nel III° secolo d.C.Siamo di fronte a due personaggi con tanta buona volontà di costruire prove a sostegno di quanto scritto precedentemente. Sono cioè parti interessate che non si possono portare a testimonianza. Eusebio poi….meglio non parlarne. Conone : idem come sopra; siamo sempre nel III° secolo d.C. in presenza di un’altro vescovo e martire; lui si proclama “parente di Cristo”; chissà perché non l’ha chiamato per nome: Gesù. Nazareth cominciò ad essere abitata dopo il 70 d.C., ma i Francescani non vogliono ammetterlo e falsificano le date delle scoperte archeologiche. Documentatevi cliccando: http://www.nazarethmyth.info/scandalfive.html. oppure leggete il libro: “The myth of Nazareth: the invented town of Jesus” by Renè Salm ; un libro definito :” A Joy to read” dal Prof. J.L. Falvey, Univ. di Cambridge. Insomma se Nazareth fosse stata abitata nei modi e nei tempi indicati da Luis, non si spiega perchè Vecchio Testamento, Giuseppe Flavio, Talmud ecc. non conoscono Nazareth. Accettando il fatto che invece cominciò ad essere abitata dopo la disfatta del 70 d.C. tutto quadra. La logica vuole la sua parte. Ho letto un’altro blog di Luis che riguarda il Giovanni da Gamala dell’agronomo Cascioli e anche lì vedo un uomo pieno di certezze nello smentire qualsiasi deviazione dal “Cristianamente corretto” Bene, Luis prova a leggere l’ultimo libro di Giancarlo Tranfo, “La croce di spine” e poi sappimi dire. Saluti a tutti Scritto dal Moderatore, 22/8/2008. Grande contributo Ateo4. Grazie! Per argomentare adeguatamente occorre tanto tempo e ricerca… Scritto da Luis, 6/9/2008. Salve Ateo4, è un piacere per me conoscerla e leggere il suo interessante commento. Che dirle? La sua opinione è per me degna di altissimo rispetto e non mi permetto assolutamente di mettere in dubbio la sua onestà intellettuale. Guardi, io ho letto attentamente la sua analisi e la ringrazio vivamente di avermi indicato alcuni testi dove poter approfondire determinati argomenti, ma non posso non notare alcune “difficoltà” che m’impediscono di sposare la sua tesi. Lei parla di totale inattendibilità delle notizie di Eusebio su Giulio Africano e di Conone. Ci dice che Eusebio di Cesarea è soprannominato “il Falsario”, ma mi permetta: da chi? Dalla comunità scientifica internazionale? Non mi risulta. Certamente Eusebio è, in genere, considerato poco affidabile, ma non per questo OGNI sua notizia deve essere considerata una falsità. Un’analisi storica seria deve considerare i contesti: laddove si riscontra un intento chiaramente apologetico è possibile considerare tale opzione, ma dove non esiste tale intento credo sia poco intelligente rigettare tutto indiscriminatamente.
Perché Eusebio di Cesarea doveva mentire su Giulio Africano? A cosa poteva servire inventarsi la presenza di parenti di Gesù ancora viventi? Sappiamo che ai tempi di Eusebio (III secolo) l’esistenza storica di Gesù non era messa in dubbio dai detrattori del Cristianesimo (Celso, Luciano di Samosata, Porfirio, ecc…) e che si è cominciati a dubitare dell’esistenza della città di Nazareth solo nel secolo scorso.Lo stesso dicasi per la testimonianza di Conone: che interesse poteva esserci nel definirsi “parente del Cristo” quando questo aveva come principale effetto l’attirarsi morte e persecuzioni (ad es la persecuzione di Domiziano, Egesippo, in Eusebio, H. E. III, 19.20, 1-6). CaroAteo4, vorrei farle notare che, come ho scritto in un precedente commento, l’iscrizione di Cesarea si riferisce ad eventi accaduti molto tempo prima delle rivolte giudaiche (70-135 d.C.), quindi il riferimento alla città di Nazareth deve essere verosimilmente retrodatato al I secolo. Ho trovato molto interessante la lettura del testo “The myth of Nazareth: the invented town of Jesus”, ma, francamente, non ho trovato in esso prove convincenti che possano confutare i risultati ottenuti da Bagatti nel 1955 e da Negev & Shimon Gibson . E che dire della truffa dei francescani smascherata dal René Salm, che lei indica riportata nel link segnalato? Che leggendo il link mi sono facilmente reso conto del fatto che il René Salm critica unicamente la metodologia scientifica del lavoro “Surveys and Excavations at Nazareth Village Farm (1997-2002): Final Report” di S. Pfann, R. Voss e Y. Rapuano (University of the Holy Land) senza intaccare minimamente la validità dei lavori del francescano Bagatti che restano un’importante e riconosciuto contributo alla ricerca scientifica sull’archeologia di Nazareth. Lei dice: “Insomma se Nazareth fosse stata abitata nei modi e nei tempi indicati da Luis, non si spiega perché Vecchio Testamento, Giuseppe Flavio, Talmud ecc. non conoscono Nazareth”.
Le faccio una domanda: “Conosce per caso l’esistenza di cittadine come Acilia, Vitinia o Guidonia?” Ovviamente non conosco la sua risposta, ma molti miei amici, non di Roma, mi hanno confidato di non averle mai sentito nominare. Si tratta di popolosi centri abitati posti alla periferia di Roma. Vede, caro Ateo4, l’aspetto che non mi convince affatto è che se gli autori dei vangeli, scritti nel I secolo, hanno riportato cose false sapendo che fossero false, perché avrebbero usato un nome di una città inesistente in quell’epoca? Se fosse stata inesistente i Giudei di allora e tutti i nemici del vangelo non avrebbero usato una tale falsità per distruggere la nuova religione cristiana? I vangeli fanno nascere Gesù a Betlemme, perché non lasciarlo in Giudea invece di farlo trasferire a Nazareth di Galilea? Perché Matteo, nel suo vangelo, deve “stiracchiare” una oscura profezia per inserire un riferimento alla città di “Nazareth”? Caro Ateo4, sono d’accordo con lei, la logica vuole la sua parte. Quanto al libro di Tranfo “La croce di spine” devo dirle che l’ho letto. Sicuramente avvincente ed interessante, ma sono dell’avviso che le prove storiche a supporto di ciò che viene affermato siano alquanto flebili. In particolare la storicità di questo Giovanni di Gamala mi sembra proprio una fantasiosa chimera. La prego non consideri questo mio giudizio solo una mia “cristiana certezza”, mi limito a riportare quanto affermato e sostenuto dalla totalità della comunità scientifica internazionale. Un caro saluto. Scritto da Ateo5, 7/9/2008. Luis, c’è solo da dire una cosa: o stai male o ti pagano. Scritto da Luis, 8/9/2008. Che dire? Non penso di stare male e non mi pagano. Semplicemente: studio! Un saluto Scritto da Ateo5, 8/9/2008. Lascia perdere, lo studio nn è cosa da credenti e soprattutto da cristiani, più che altro è presunzione. Non prendertela. Ciao Scritto dal Moderatore, 9/9/2008.
Da tempo ha rinunciato a rispondere a Luis perché ritengo sia una perdita di tempo. Per questo, pur col maggiore rispetto per i credenti, non perderei molto tempo a controbattere Scritto da Luis, 10/9/2008.
Carissimi, Si tratta di scienza e in questo campo, i pregiudizi o i condizionamenti non possono che avere vita breve. Il metro di giudizio diviene l’oggettiva valutazione degli elementi della ricerca ed a questo a cui io mi rimetto. Vedete, io non voglio convincere nessuno, spiego solo perché, in base ai miei studi, le conclusioni di questo articolo sono sbagliate. Tutto qui.
Caro Moderatore come puoi sostenere che gli studi di una persona che ha fede non siano scientifici? Mi fai venire in mente il celebre Quinto Settimio Fiorente Tertulliano (160-222 circa) che, contro le angherie che subivano i cristiani per il solo fatto che lo fossero, scriveva: “Le vostre sentenze, muovono da un solo delitto: la confessione dell’essere cristiano. Nessun crimine è ricordato, se non il crimine del nome” (Ad nationes I, 3). Carissimo, è proprio la mia onestà intellettuale e l’abitudine ad usare sempre il metodo storico-scientifico a spronarmi ad approfondire le mie conoscenze. Un caro saluto Quale scandalo per le illuminate menti laiciste: un cristiano che pensa e, udite udite, osa ribattere su temi storici pretendendo di porre tutto sul piano scientifico!!! E’ per me divertentissimo scioccare gli “alfieri” della ragione che si battono contro l’”oscurantismo” dei cristiani. In realtà la fede cristiana si basa su testimonianze storicamente valide che rendono il vangelo la parola autentica del Dio fattosi uomo: Gesù. Buon Natale a tutti. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (57) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 711
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