| I blogs di Luis: la vita di serie B |
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| Scritto da Luis | ||||
| mercoledì 05 agosto 2009 | ||||
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Febbraio 2008, siamo in piena campagna elettorale, sul sito di Clerofobia ci si scaglia contro Giuliano Ferrara che denuncia, in un’intervista a Repubblica, l’uccisione di un bambino malato. Diceva Ferrara: “Aveva 21 settimane. Aveva occhi, naso, bocca, braccia, piedi, cuore, sistema nervoso e tutto il resto. Se ne stava lì aspettando di nascere, lottando per vivere. Provava dolore o piacere, a seconda. Erano in simbiosi, sua madre e lui, ma lui non era un parassita. Era un essere umano di sesso maschile .“ Ribattevano i laici: Il bambino innanzitutto non era un bambino, ma un feto ed era affetto da una malattia cromoscomica gravissima, la sindome di Klineferter che avrebbe assicurato alla madre e soprattutto al figlio una vita di merda, da eunucoide ritardato mentale. E’ questo che vuoi Giuliano Ferrara? Che valore ha la vita per i laici? Intervengo per suscitare la discussione. Scritto da Luis, 16 febbraio 2008. Articolo rabbrividente, un vero inno all’eugenetica di nazista memoria. Si mettono al mondo i figli per amarli perché sono un frutto d’amore, non perché debbano essere solo belli e sani, secondo la “moda” edonistica di questa società decadente. Un saluto. Scritto da Ateo1, 16 febbraio 2008. Luis, ci sarebbe tanto da dire e da ridire sui genitori che “mettono al mondo i figli per amarli”. Temo che, nonostante l’oggettiva buona fede di molti, i moventi reali dei genitori siano ben altri. Moventi tanto inconfessabili da essere spesso ignoti anche ai diretti interessati. Scritto da Luis, 16 febbraio 2008. Caro Ateo1, sono d’accordo con te, moltissime volte si mettono al mondo dei bambini come se fosse un gioco. Essere genitori implica il gravoso, ma bellissimo, compito di formare i cittadini del futuro. Una formazione che deve avvenire nell’amore, per riconoscersi veramente degli esseri umani e per costruire una società migliore. Scritto da Ateo2, 16 febbraio 2008.
Credo che un figlio che nasca con gravi malformazioni non viva benissimo. Luis, i nazisti sterminavano le persone con handicap più o meno gravi perché pesavano sulle spalle della società e questo è avvilente, siamo perfettamente d’accordo…, ma fermare la formazione di un feto malformato a due mesi non è neppure lontanamente paragonabile a quello di cui sopra. E’ anzi una scelta responsabile e logica poiché per quanto amore tu possa dare ad un figlio senza le braccia e le gambe o addirittura senza parte del cervello, questo non potrà mai vivere dignitosamente. Scritto da Luis, 16 febbraio 2008 Caro Ateo2, come dici giustamente i nazisti eliminavano le persone handicappate perché pesavano sulle spalle della società, noi oggi eliminiamo tanti esseri umani perché peserebbero sulle spalle dei genitori. La differenza? Scusa, ma non la colgo. Amare non significa andare al supermercato e scegliere il prodotto migliore, amare significa donazione ed accoglienza. Chi è amato vive sempre dignitosamente perché è riconosciuta la dignità della sua vita e il suo posto nella società. Chi è amato si sente accolto. Non si tratta di agglomerati di cellule, ma di esseri umani. Scritto da Ateo 2, 16 febbraio 2008. Cioè. Mi vorresti dire che non cogli la differenza tra un feto di 6 settimane ed un uomo? Allora non ti serve un Papa ma un paio d’occhiali… scusa eh, ma per me è solo pura demagogia campata in aria fare sti paragoni. Perdonami. Scritto da Luis, 16 febbraio 2008. Non ti preoccupare, caro Ateo2, non mi offendo. Però, pur avendo un bel paio di occhiali, non riesco a considerare di diversa natura la vita umana di un uomo adulto e quella di un feto di 6 settimane. I due individui appartengono entrambe alla specie Homo sapiens L. Ciao, ciao. Scritto dal Moderatore Laico, 16 febbraio 2008. Secondo te Luis, mettere al mondo un figlio malato è un atto d’amore? Anche impedire con la scusa della morale (ma quale morale ) di usare il condom tra coniugi di cui uno è sieropositivo è un atto d’amore…. Tienitelo stretto il tuo papa tanto buono… io personalmente non lo vorrei neppure regalato… Scritto da Luis, 16 febbraio 2008. Caro Moderatore, ti rispondo di si! Mettere al mondo un figlio malato è un atto di immenso amore. Vedi, secondo me la vera sofferenza non sta nell’essere handicappati fisicamente, ma moralmente. Il corpo è solo un accessorio, si è dignitosamente uomini nella misura in cui si ama e si è amati. Un carissimo saluto Scritto da Ateo3, 17 febbraio 2008.
L’equivoco su cui La biologia ci permette oggi di descrivere esattamente quello che succede nei diversi stadi di sviluppo dell’embrione. Per contro, quali sono le caratteristiche dell’essere umano, qual è il valore morale della vita embrionale se paragonato con altri valori? Sono questioni etiche e filosofiche alle quali la scienza non può rispondere. Liberi i “credenti” di affidarsi alle risposte della fede. Liberi gli altri cittadini di non farlo. Scritto da Luis, 17 febbraio 2008. Caro Ateo3, chi può decidere quando si è persone? Chi può decidere quando si è esseri umani? Quali sono i criteri scientifici che ci fanno con esattezza individuare la formazione di un essere umano? Che differenza c’è tra un feto di 90 giorni ed uno di 91 giorni? Che differenza c’è tra un feto alla nascita e dopo che è nato? L’unica differenza è il numero delle cellule che compongono il suo organismo. E’ assurdo pensare che si è esseri umani in base al numero di cellule che formano il proprio corpo! In Svezia si è “umani” solo alla 18esima settimana, ma in Olanda occorre aspettare la 22esima settimana. Per gli Inglesi, invece, Svedesi e Olandesi rispettano solo delle insignificanti cellule perchè per loro occorre aspettare la 24esima settimana. Ecco a cosa porta la scienza quando è dominata dal relativismo. Appartenere alla razza umana non dipende da una quantità, ma è una qualità di quelle cellule. Ogni embrione ed ogni feto hanno cellule caratterizzate da un patrimonio genetico umano, unico ed irripetibile! Il rispetto della vita umana è un valore inviolabile e fondamentale (così come garantito dalla nostra Costituzione) e non può essere dipendente da una mera scelta personale, perché altrimenti non sarebbe più un valore fondamentale. Scritto da Ateo4, 17 febbraio 2008. Mammamia! Io, pensionato, vivo in Brasile. Devo dire che la battaglia sull’aborto ora é a livello mondiale. Assisto sempre a tutte le trasmissioni tv e specialmente la domenica quando parlano i vari Cardinali, i quali, da un po’ di tempo insistono sulla sacralità della vita ecc, ecc, argomenti che prima erano in secondo piano. Abbiamo altri problemi qui (droga, corruzione, squadre di sterminio, prostituzione infantile , e chi piú ne ha….). Scritto da Luis, 17 febbraio 2008. Caro Ateo4, non pensi che problemi gravissimi come droga, corruzione, squadre di sterminio, prostituzione infantile, ecc… non derivino dal mancato rispetto della vita umana? Un saluto. Scritto da Atea5, 18 febbraio 2008. Non c’è un giusto e sbagliato qui. Alcuni genitori se la sentono di mettere al mondo e mantenere un figlio down o affetto da gravi sindromi come questa. Altri no. Caro Luis i tuoi principi ti porteranno a chiedere alla tua donna di non abortire un figlio affetto da gravi sindromi, ma non è detto che i tuoi principi devono essere universali. La 194 è fondamentale per tutelare quelle persone che invece non se la sentono. E nessuna legge può obbligare una donna che non se la sente a rovinarsi la vita.
La 194 tutela Dovreste imparare che i vostri valori cattolici non sono universali, la 194 non obbliga nessuno ad abortire. Toglierla significa, invece, privare una famiglia di un’opportunità che vorrebbe sfruttare. Mi pare semplice da capire. Chissà se lo è anche per te. Scritto da Luis, 18 febbraio 2008. Cara Atea5, il rispetto della vita umana è un valore fondamentale inviolabile e non negoziabile, non può essere, quindi, subordinato ad una scelta personale. Non sarebbe più un valore fondamentale. Credo che tu faccia confusione tra la legge naturale e la morale cristiana. Il rispetto della vita umana è un principio fondamentale della legge naturale a cui sono soggetti tutti gli uomini. La morale cristiana appartiene solo ai cristiani e sarebbe ingiusto imporla. La 194 è una legge che viola gravemente la legge naturale permettendo l’odioso crimine dell’uccisione dell’innocente. Un caro saluto. Scritto da Ateo6, 19 febbraio 2008. Luis, essendo fisioterapista ho spesso a che fare con ragazzi celebrolesi. C’e’ un ragazzo di 26 anni che non capisce nulla dalla nascita, causa cordone ombelicale attorno al collo, vive le sue giornate con lo sguardo fisso nel vuoto o fissando il muro, ogni tanto si morde la lingua così forte che se non si interviene se la stacca di netto, perché non capisce che il dolore che prova se lo sta infliggendo da solo, prende farmaci dalla mattina alla sera per l’epilessia e per una serie continua di infezioni e per finire a volte non dorme per qualche giorno di fila costringendo i suoi genitori a non dormire per guardarlo a vista nel caso si facesse del male. E tu, con arroganza, dici: “Secondo me la vera sofferenza non sta nell’essere handicappati fisicamente, ma moralmente”, ma in che cavolo di mondo vivi??? Ma come si fa!!! Scritto da Luis, 19 febbraio 2008. Caro Ateo6, ma tu sai quanto è amato quel ragazzo celebroleso dai suoi genitori? Sai quanto ama quel ragazzo i suoi genitori? Tu sai a quante persone questo ragazzo insegna l’importanza della vita? Riflettici Ateo6, è importante. Scritto da Ateo6, 19 febbraio 2008. A Luis: quel ragazzo e’ amato dai suoi genitori come e non più di un ragazzo normodotato, lui non ama nessuno perché il suo cervello è così danneggiato che non capisce assolutamente nulla, e se il prezzo per insegnare l’importanza della vita a qualcuno é che qualcun altro passi una vita di sofferenze indicibili…tanti complimenti a chi ha inventato questo sistema! Stai cercando di dire che dio l’avrebbe fatto strozzare col cordone ombelicale per dare delle belle lezioni di vita alla gente??? Un motivo in più per essere ateo! Scritto da Luis, 20 febbraio 2008. Caro Ateo6, la vita di quel ragazzo suscita l’amore dei suoi genitori, solo questo da un senso profondo ed importante a quella vita. Vedi, carissimo, ogni vita suscita amore e noi uomini abbiamo bisogno della maggiore “quantità” possibile d’amore. Purtroppo il mondo che viviamo, per colpa della mancanza d’amore, è imperfetto. Ma Dio sa trarre il bene anche dalle disgrazie, in lui troviamo un senso anche nel profondo dolore. Una vita come quella di quel ragazzo insegna tante cose a chi gli sta intorno. Insegna i valori veri della nostra esistenza, insegna una visione matura e responsabile della vita, ci fa capire tutte le meschinerie in cui cadiamo ogni giorno ma, soprattutto, ci insegna ad amare veramente. Scritto da Atea7, 6 maggio 2008. Lasciate che Luis pensi ciò che vuole.. ma come donna devo dire che il diritto di decidere sul mio corpo non me lo può togliere nessun Luis o papa cattolico di turno. Non ho mai abortito, ma non dubiterei se fossi rimasta incinta da uno stupro o se accadesse ora sarebbe un guaio con il mio stipendio di merda.. Ci dimentichiamo che ogni 15 secondi c’è al mondo una donna stuprata??? E questa cattiveria chi la fa? Un’altra donna? Ma perche tutti sti cattolici non si occupano dei bambini GIA NATI E MALNUTRITI che hanno la morte di compagna sicura? Comunque il corpo della donna e’ nostro e solo nostro, mi spiace Luis, ma l’uomo ci ha dominato per più di 2000 anni e già abbiamo la pazienza esaurita. I figli si portano al mondo SOLO SE SI VUOLE! Relativismo ed egoismo, sono queste le caratteristiche dominanti delle tesi favorevoli alla legittimazione della pratica dell’interruzione della gravidanza. Che vita è quella di un malato? Perché devo “buttare” la mia vita appresso ad un figlio malato? Il corpo è mio e lo gestisco io! Nella Germania nazista si uccidevano i malati, i minorati, perché la loro vita non era ritenuta degna di essere vissuta, erano errori che non potevano intaccare la purezza della razza ariana. Si pensava che lo Stato non potesse accettare le persone malate perché improduttive. Soprattutto ci si credeva padroni assoluti di poter decidere quale vita era degna di essere vissuta e quale vita andava distrutta. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (43) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 507
1. 11-08-2009 15:55 Caro Luis, non c'è che dire: le tue argomentazioni sono profonde, logiche, e le sai esprimere con toni pacati e linguaggio chiaro e semplice. Cosa che non è per niente scontata. Peccato solo che parli con chi non vuole sentire: quegli stessi che non capiscono (o fingono di non capire) che abortire un embrione o un feto presuntivamente "malato", comunque lo si consideri, è sempre e comunque un'aborto eugenetico. Ossia un omicidio assimilabile a quelli commessi dai nazisti secondo il piano Nacht und Nebel. Ma questi ignoranti di laicisti ipocriti in nome di "diritti" personali e relativi si fanno la morale a loro uso e consumo, per cui uccidere un feto è un "diritto". Ma ci rendiamo conto? omicidio uguale a dirito? Con questi presupposti cosa si vuole dialogare? Mi spiace, ma io penso che per questa gente egoista e ignorante che vive per i propri comodi (il lavoro, la carriera, il fitness, il sesso, le vacanze, il ristorante, il cinema...) non esista spazio per il sacrificio quale è quello di convivere con un "diverso". Alla faccia di tutta la loro ipocrisia di merda sui "diversi", che vanno bene purchè non stiano loro tra le balle. Un caro saluto e complimenti per saper trattare questi argomenti delicati con una grazia che a me manca. Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
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