| Un Babbo Natale a metà |
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| Scritto da Roland | ||||
| lunedì 08 gennaio 2007 | ||||
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Eccome se ci crede! La sofferta decisione del regalo da scegliere, la lettera da inviare al Polo Nord, i ripensamenti, l’estenuante attesa la notte della Vigilia e la magia di quel momento in cui occhi ancora assonnati si illuminano alla scoperta che sotto l’albero c’è un dono che fino alla sera prima non c’era. E se però quel regalo non corrispondesse a quanto richiesto?
E se anche la mattina del sei gennaio le speranze fossero state disattese? Sarebbe un Natale a metà? Sarà stato così per questo figlio che tanto agognava la PlayStation? Sì perché questo era il regalo atteso, proprio lei, la passione di bambini, ragazzi, giovani e adulti. Presente in quasi tutte le case del mondo, argomento di discussione in ogni dove per scoprire trucchi e meccanismi per andare avanti nelle varie epopee di videogames interminabili. E allora perché questo Babbo Natale e questa Befana non hanno voluto soddisfare l’agognato desiderio di questo bambino? Sappiate che per questo Babbo Natale è stata una decisone molto molto sofferta. Sofferta perché la sensazione è quella di non aver dato la possibilità suo figlio di essere al passo con i tempi, di lasciarlo indietro rispetto a compagni di classe, vicini di casa o parenti che con un joistick in mano sono in grado di far fare cose mirabolanti ad automobili, supereroi o calciatori virtuali. D’altro canto Babbo Natale non riteneva neanche giusto che un bimbo, di neanche sei anni, fosse così precocemente iniziato ad estenuanti battaglie virtuali ma che ci sarebbe dovuto arrivare per gradi, passando per giochi forse più semplici ma in grado di stimolarne la fantasia o magari di rendere partecipi altri bimbi o genitori troppo spesso alle prese con minuti contati. Un regalo che tra l’altro avrebbe permesso a mamma e papà di avere anche un po’ di tempo per loro, ho sentito infatti ad un TG di ragazzi capaci di starsene per 4 - 6 ore consecutive a giocare e di smettere solo perché giunta l’ora di cena. Non male come babysitter questa Play! Ma non voglio affatto star qui a demonizzare la Play Station, credo solo che ogni cosa ha il suo tempo. Ci saranno altri giorni per scoprirla ed averla, per adesso meglio il biliardino, la pista, Superman e vada pure per i mostruosi Gormiti che per muoversi hanno comunque bisogno della mano e soprattutto della fantasia del bambino. Non saprò mai se la scelta di Babbo Natale è stata quella giusta, scelta che comunque più in là andrà affrontata anche per capi d’abbigliamento griffati, telefonino, palmare e motorino. Solo il tempo potrà dircelo. Per ora, fortunatamente, gli altri giochi sono riusciti sostenere l’onda d’urto della Play, dopotutto non essendo stata proprio la primissima richiesta, Babbo Natale e Befana si sono potuti appellare all’emendamento che prevede che la prima scelta è quella che conta. Ora, quel Babbo Natale a metà si ritrova sullo stretto piedestallo del dubbio a guardare le feste appena trascorse e a sognare un unico vero Babbo Natale capace di fare doni e scelte giuste affinché bambini della medesima età possano giocare e crescere insieme, magari in scuole anche più funzionali, e a chiedere a te, visitatore di questo blog, se ti sei mai sentito un Babbo Natale a metà. Lunghi giorni e piacevoli notti. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (13) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 475
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 gennaio 2007 ) | ||||
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