| Razzismo in tribunale |
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| Scritto da Marat | ||||
| venerdì 12 ottobre 2007 | ||||
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E’ successo che un italiano, regolarmente residente in terra teutonica dove regolarmente svolge il lavoro di cameriere, è incappato nelle maglie della giustizia per aver sottoposto la fidanzata a violenze sessuali ripetute, torture continuate, sequestro di persona e lesioni personali. Il simpatico giovanotto provava un po’ di gelosia nei confronti della ragazza lituana (si sa, quelle dell’Est sono tutte “bottane” avrà pensato) e allora non ha trovato di meglio che chiuderla in casa per tre settimane dove si è sfogato a suon di botte, violenza carnale ripetuta e continuata, anche con l’ausilio di amici che si sa, quando c’è da dare ua mano non si tirano indietro, torture articolate e ingegnose tipo sigarette spente sulle parti intime, frustate e quant’altro.
La ragazza, sfuggita alla follia del delinquente, lo ha denunciato alla Polizia. Scatta l’arresto, segue poi il processo. E qui si scopre che questa famosa Europa unita, fatta di principi, di uguaglianza e solidarietà e comune sentire e blablablà, cade spesso in contraddizioni grottesche che farebbero anche ridere se non tradissero anche, purtroppo, una sostanziale difformità e lontananza di valori veramente condivisi tra i Paesi e i popoli della comunità. Infatti il giudice tedesco, verosimilmente erede di Kaltenbrunner e Rosenberg, ha comminato alla testa di cazzo italiana una pena sostanzialmente mite per l’ordinamento di quel paese (sei anni di reclusione con i vari sconti previsti da fruire subito) con la singolare motivazione che l’italiano è….. SARDO, per cui ha delle peculiari “impronte culturali ed etniche”, in virtù delle quali ha minore responsabilità penale per ciò che ha commesso dato “il quadro del ruolo dell’uomo e della donna esistente nella sua patria” che quindi “deve essere considerato un’attenuante”. Traduciamo: il criminale (su questo non ci piove, certe cose non si fanno punto e basta), benchè capace di intendere e di volere, essendo un subumano tra l’altro italiano e per di più terrone, deve essere ritenuto più simile a una scimmia antropomorfa o un pit-bull un po’ ottuso, cui un’educazione al limite tra circo Barnum e corte dei miracoli ricevuta nella sua terra di microcefali ha plasmato lo scarso cervello in senso ulteriormente limitativo. Quindi, essendo una sottospecie umana con una (sub)cultura misogina e animalesca, va capito, poverino, e su di lui non si deve infierire più di tanto. Se quelle porcherie le avesse commesse un tedescone ariano con gli occhi azzurri e i capelli biondi rasati da maziskin gli avrebbero dato 15 anni, ma all’umanoide inferiore bisogna solo chiuderlo nella stalla per un po’, tanto non può capire….. Ma i tedeschi questo vizietto di considerarsi la Razza Eletta ce l’hanno da sempre, anche da prima che saltasse fuori Hitler, diciamo dall’epoca del Barbarossa e dei Cavalieri Teutonici, passando per Federico il Grande e il Kaiser. E in particolare ce l’hanno nei confronti di noi italiani, probabilmente soffrendo di un complesso di superiorità che tradisce la loro insicurezza e le loro paure, oltre che il loro desiderio di rivalsa verso l’impero romano con cui ebbero sempre un rapporto conflittuale e di inferiorità. Nelle cose importanti come nelle piccole mostrano boria, arroganza, disprezzo a mala pena dissimulato nei confronti degli italiani, gente di “Kaporetto” e di “Custoza”, “traditori dell’8 settembre” e “amici degli arabi” (e in questo un po’ c’hanno ragione). Anche nel calcio ci detestano e ci vorrebbero vedere umiliati, salvo beccarsi tremende scanizze tipo il 4 a 3 di Città del Messico o il 2 a 0 di Germania 2006. E per questo ci invidiano. Salvo poi sfogarsi con sentenze tipo quelle pronunciate dal togato nibelungo, vittima di pregiudizi un po’ puerili e frutto di profonda ignoranza. E questa sarebbe Europa? Non so come si dovrebbero muovere le nostre istituzioni, non credo che si possano usare i canali diplomatici per cercare di ottenere una più giusta e adeguata pena per il delinquente italiano (in genere si fa il contrario), ma almeno chiedere chiarimenti e scuse ufficiali per la gaffe del giudice nazi-razzista senz’altro. A meno che noi italiani vogliamo accettare di buon grado queste discriminazioni in seno alla UE, alla cui nascita abbiamo contribuito in maniera determinante, ritenendoci soddisfatti del giudizio che subiamo quotidianamente nell’immaginario collettivo dei popoli europei: popolo di mafiosi, suonatori di mandolino, truffatori, disonesti, mandrilli violentatori, sequestratori eccetera. Certo, i luoghi comuni sono difficili a morire, spesso pure noi italiani ne siamo condizionati nei confronti degli stranieri che vivono da noi (e anche di altri italiani che vivono al di sotto di un certo parallelo): per cui tutti gli arabi sono ladri e terroristi, tutti i rumeni violentatori e banditi da rapina in villa e così via. Come sempre la verità sta nel mezzo, generalizzare è pericoloso e stupido e porta a creare mostri inesistenti confondendo i pochi criminali con la maggioranza della gente onesta e laboriosa. Ma noi italiani, con tutti i nostri difetti e limiti (e sono veramente tanti), almeno sul razzismo non abbiamo nulla da rimproverarci. Siamo fatti per la tolleranza, per la disponibilità, per la comprensione. Se i flussi migratori diventano incontrollati con la ricaduta di notevoli problemi in termini di sicurezza, sovraffollamento, criminalità, allora diventiamo insofferenti (ma razzisti mai, o solo raramente). E allora perché dobbiamo continuare a subire questa strisciante discriminazione “….da parte di progenie di gente che ignorava l’arte con cui tramandare nei secoli le proprie gesta in un’epoca in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto” (citazione a braccio dal Duce, che questa volta ci sta benissimo….)? Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (23) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 552
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