| L'assedio |
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| Scritto da Livius | ||||
| giovedì 17 gennaio 2008 | ||||
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Credo che la fase finale di un assedio possa essere ben rappresentata dalla pretesa di appropriarsi dell’identità altrui.
Ho infatti potuto ascoltare il signor Clemente Mastella mentre dichiarava pubblicamente il fatto di essere perseguitato dalla magistratura in quanto cattolico… Uhmmm….
Nel gruppo dei miei conoscenti e amici usiamo chiamare bonariamente una famiglia: “i Ceppaloni”; e questo a causa del fatto che , secondo noi, il cristianesimo esternato da questo nucleo sembra considerato da loro abbastanza sufficiente anche se solo rivolto all’interno della propria realtà familiare, una volta fatte chiaramente salve le dovute frequenze liturgiche e parrocchiali in genere.
Come non notare infatti, amplificata dalla televisione, l’ondata di affetto degli abitanti di Ceppaloni intervistati verso i loro “onorevoli” genitori? Se poi la “monnezza” inizia appena lasciata Ceppaloni… ma chi se ne frega! Assedio. L’assedio è quando te ne vorresti stare tranquillamente a casa tua, con i tuoi, dopo una giornata di lavoro, mentre strana gente cerca di sfrattarti continuamente facendoti pagare il tetto sotto cui dormi con tutte le tasse e balzelli possibili; dimezzandoti lo stipendio con una nuova moneta che ha funzionato egregiamente per spiegare il principio dei vasi comunicanti (nulla scompare! Quello che non hai più te, ce l’ha qualcun altro); obbligando di fatto le famiglie italiane a far uscire di casa entrambi i genitori per andare a lavorare; fracassando la qualità scolastica; rimbecillendo quanto più massa popolare possibile con circenses televisivi infimi, volgari, e falsi; con la precarietà del lavoro, con i referendum popolari ignorati o “disattivati” successivamente; con il Papa che deve stare zitto; con i manifestanti pacifici bastonati al G8 da certe forze del dis-ordine che facevano però “pippa” di fronte agli agguerriti blockbuster che gli facevano le boccacce e intanto distruggevano la città di Genova; e ancora con una informazione sfacciatamente deviante e omertosa nei telegiornali che stravolgono nel loro palinsesto ipocrita la reale proporzione di ciò che effettivamente è l’interesse del cittadino. Mi aspetto da un momento all’altro qualcosa che nei prossimi telegiornali dovrà essere sicuramente conseguente al “piattino” della solidarietà politica generale pubblicizzato dai TG nei confronti di Mastella; una informazione tipo: “Buonasera. Mastella conferma le dimissioni e Prodi le respinge (punto). Ma chi è il procuratore Maffei? Sappiamo che da piccolo era una birba, che faceva sempre arrabbiare la mamma e che a volte rubava le merendine a scuola, e che poi da adolescente ha avuto la ragazza e che poi e bla bla bla….” fine della informazione. Solidarietà. In internet sul sito www.demauroparavia.it trovo le seguenti definizioni: 1a - armonia perfetta, concordia con altri nel modo di pensare, di sentire, di agire o condivisione degli impegni e delle responsabilità assunte insieme ad altri a cui si è legati da rapporti di affinità ideologica o da comuni interessi | capacità dei membri di un determinato gruppo di prestarsi reciproca assistenza e il comportamento che ne deriva: s. di classe, umana 1b - partecipazione umana e morale o impegno diretto offerti a chi è in una situazione critica o dolorosa: gesto, manifestazione di s., esprimere la propria s. ai parenti delle vittime 2a - TS dir., vincolo che può caratterizzare le obbligazioni con più debitori o con più creditori, per cui la prestazione può essere richiesta a uno solo o adempiuta nei confronti di uno solo, avendo effetto anche per gli altri 2b - TS dir., situazione in cui si trovano i condannati per uno stesso reato, i quali sono coobbligati al risarcimento del danno materiale e non. Certo la “2b” ha un fascino tutto suo… comunque, togliendo la “2a” e (per adesso) anche la “2b”, rimangono le definizioni “1a” e “1b” come quelle più atte per spiegare, la prima, come è intesa dai cittadini la solidarietà di tanta classe politica nei confronti dei Mastella; la seconda, la “1b” più opportunamente selezionabile da chi questa solidarietà l’ha pubblicamente manifestata (Prodi, Dini, Berlusconi, eccetera), ma che comunque non può non avere come consequenziale un giudizio di valore a priori sull’operato della magistratura nella figura del procuratore Maffei. E questo è, a mio avviso, gravissimo e emblematico di come la solita casta, ormai mammalucchizzata, seguiti ad autoreferenziarsi e ad allontanarsi sempre più da un ideale consesso civile dove “cosa pubblica”, moralità civile e onestà, hanno dei significati da sempre ben precisi, ma continuamente soggetti a tentativi di manipolazione da chi ormai non è più capace neanche di accorgersi come, inevitabilmente, si possa dare del “farabutto” a Tizio, quando di fronte a un contenzioso, si scelga di dare in ogni caso, da subito, e quindi faziosamente, la propria solidarietà a Caio. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (109) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1261
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