| "Contra Scalfari" |
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| Scritto da Otis | ||||
| lunedì 11 dicembre 2006 | ||||
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Titolo: “Chi non ama i diversi non è cristiano”.Già questo titolo è emblematico della concezione che Eugenio Scalfari ha degli omosessuali, visti non come persone ma come diversi. L'accordo prevede che entro il 31 gennaio sia presentato un disegno di legge sulle coppie di fatto nel quale vengano riconosciuti i diritti degli individui che abbiano deciso di vivere insieme stabilmente ma al di fuori del vincolo matrimoniale. Questi diritti riguardano aspetti rilevanti della convivenza, dall'assistenza reciproca tra i conviventi alle decisioni da prendere in casi di malattie di uno di essi, alla successione ereditaria, alla reversibilità della pensione, al pagamento degli alimenti in caso di separazione, all'uso comune dell'abitazione, ai diritti e doveri verso i figli e la loro educazione. Insomma tutti gli aspetti che configurano i rapporti interpersonali di una convivenza duratura, quale che sia l'età la razza la religione e il sesso dei due conviventi. Ma questo lo prevede già il matrimonio civile, dunque dov’è la novità? E’ nell’ultima frase: “quale che sia l'età la razza la religione e il sesso dei due conviventi”. Dunque stessa cosa una convivenza stabile (ma allora non è un matrimonio?) tra eterosessuali e omosessuali. Traspare, evidente, l’ipocrisia di chi propone un’idea (equiparazione delle coppie di fatto con il matrimonio civile) pensando di ottenere altro (equiparazione tra l’unione stabile eterosessuale e quella omosessuale). Perché la Chiesa cattolica dovrebbe opporsi ad una legge ispirata a questi principi? Perché non dovrebbe considerarla anzi come parte integrante e conforme al messaggio che emana dalla predicazione evangelica? Non è la tutela dei diritti individuali uno dei cardini di quel messaggio? Non è il rispetto della persona e la sua dignità? Non è l'includere una finalità dell'amore del prossimo e l'escludere un vero e proprio peccato di egoismo e di superbia? Non fu Gesù di Nazareth a salvare la peccatrice, a riscattare gli schiavi, ad amare i diversi e i deboli? Non è l'amore del prossimo ad aver reso grande il Cristianesimo e affidabili i veri cristiani anche da parte di chi non ne condivide la fede? Vediamo una frase alla volta: Perché la Chiesa cattolica dovrebbe opporsi ad una legge ispirata a questi principi? Quali principi? Ci sono principi? O cosa intende Scalfari per principio? Se intende qualcosa di fondamentale, che sta all’origine, beh il suo relativismo etico sarebbe contraddetto nei termini. Non è la tutela dei diritti individuali uno dei cardini di quel messaggio? Non è il rispetto della persona e la sua dignità? Non è l'includere una finalità dell'amore del prossimo e l'escludere un vero e proprio peccato di egoismo e di superbia? Appunto, si deve legiferare in merito ai diritti individuali, non ai diritti di una coppia che non può essere in alcun modo equiparata alla coppia eterosessuale fondata sulla natura. Non fu Gesù di Nazareth a salvare la peccatrice, a riscattare gli schiavi, ad amare i diversi e i deboli? Chi ha parlato di peccatori, di schiavi, di diversi, di deboli? E’ dunque questa la considerazione che Scalfari ha degli omosessuali? E’ in nome di questa concezione (le sta bene On. Grillini essere considerato peccatore, schiavo, diverso e debole?) che si vorrebbe fare una legge di equiparazione tra il matrimonio civile e l’accoppiamento “di fatto”? Complimenti per il rispetto che ha per le persone omosessuali! Certo non da cristiano, ma da “vecchio e vituperato laicista” come si definisce da solo. Non è l'amore del prossimo ad aver reso grande il Cristianesimo e affidabili i veri cristiani anche da parte di chi non ne condivide la fede?” Se il cristianesimo è grande e i cristiani sono affidabili, non lo sono “a tratti”; affidabili quando sono utili a giustificare propri punti di vista e inaccettabili quando contraddicono le proprie aspettative. Provi a leggere, caro Scalfari, tutta la vicenda con gli occhi di chi sa vedere l’amore del prossimo in maniera oggettiva, per il “bene dell’altro” e non solo per un emozione volta a soddisfare i desideri dell’ io e delle sue voglie, delle sue passioni disordinate, delle devastanti conseguenze di una grave carenza affettiva. S'invoca la famiglia, ma una legge equa sulla convivenza non mette a repentaglio alcuna famiglia. Io non credo che le famiglie in quanto tali si sentano in pericolo per la convivenza in quanto tale. Non credo che esista un problema di supremazia sociale tra famiglia e convivenza, tanto più di fronte ad una legge che non pretende di parificare quei due istituti. Innanzitutto le persone che decidono di convivere e di non soggiacere ai vincoli matrimoniali lo fanno proprio per non avere vincoli, dunque niente gioghi pesanti e doveri inalienabili. Non vedo perché sobbarcarli di tale peso giuridico quando alla radice scelgono di non averlo. E questo è lapalissiano. Ma è talmente chiaro che il vero intento della legge non è quello di normare le situazioni delle coppie eterosessuali (già c’è il matrimonio civile) ma di far passare subdolamente una legislazione sulle coppie omosessuali. Ogni altra parola è superflua. Non credo che i figli nati o comunque esistenti all'interno d'una convivenza debbano suscitare affetti e diritti minori dei figli nati all'interno d'una famiglia. E questo chi l’ha detto? Ma a quale convivenza ci si riferisce? Lei sa (comincio a dubitare della sua lucidità o della sua buona fede, decida lei) che i figli per crescere bene hanno bisogno di stabilità. E lo sfascio dell’istituzione matrimoniale (che cominciò con il referendum sul divorzio dove si vollero trasformare in regola le eccezioni) sta producendo generazioni di giovani sbandati, senza riferimenti, in balìa dei malati della sua e della mia generazione. Beh, lei vorrebbe mettere i bambini in mano a coppie incerte, che rifiutano l’istituto matrimoniale per sentirsi liberi di sciogliere il legame quando vogliono? O vorrebbe metterli in mano a una coppia omosessuale? Ce lo faccia capire. Lo faccia capire alle migliaia di coppie eterosessuali che aspettano invano di ricevere in adozione un figlio, dopo avere subito analisi e indagini sociali ed economiche di ogni genere… E perciò pur non essendo cristiano ma apprezzando, rispettando e ammirando il messaggio evangelico, resto stupefatto e dolorosamente colpito dall'egoismo e dalla superbia e dalla sfrontata certezza con cui la gerarchia e coloro che ne seguono le prescrizioni si schierano in battaglia contro il riconoscimento d'un fatto che esiste, è un prodotto d'amore e che è ispirazione del diavolo voler cancellare, disconoscere, discriminare, punire. Ma se lei non è né cristiano né credente perché si erge a giudice di chi cristiano e credente è? Da quale forma di autorevolezza discende il suo verbo? Solo perché ha fondato e diretto il giornale dalle cui colonne detta i suoi editoriali? Non mi sembra una giustificazione ragionevole. C'è un'inquietante e ottusa mancanza di amore in questa brutale crociata indetta dalla gerarchia, che mette in dubbio l'autenticità del messaggio cristiano e rischia di trasformarlo in un fondamentalismo della peggiore specie. Non ne possiamo più dell’ormai banale e abusato termine “crociata”. E’ l’abuso vigliacco di chi non ha più da niente da dire. Se la Chiesa si esprime contro una “propaganda” che riduce l’amore al solo possesso è chiamata a renderne ragione! E’ accusata da atei e “vituperati laicisti” di tradire il vangelo dell’amore. Ma dove siamo arrivati? Mi stupisce che questo messaggio così platealmente tradito venga fatto proprio da cattolici che dicono d'esser pervasi dalla fede ancorché l'abbiano a loro volta tradita nei comportamenti della loro vita privata. L'hanno tradita in nome dell'amore e non saremo certo noi laici a censurarli. Tutt'altro. La sua requisitoria, caro Scalfari, è ben più di una censura. Lei dalle colonne del suo giornale ha lanciato una campagna di delegittimazione e pretende di chiudere la bocca alla Chiesa, ai cristiani e a chi non la pensa come lei e come quelli che posseggono il suo giornale. E questo ricorrendo spesso a menzogne e interpretazioni falsate dell’altrui pensiero. Lei non vuole censurare. Lei vuole abbattere quella che considera una cultura pericolosa di cui non ha la minima stima, al di là di qualche “concessione” zuccherina. Al pari dei più pericolosi massoni.Ma grazie a Dio oggi c’è la rete internet e la gente può verificare in libertà e confrontarsi in libertà, anche senza soldi e senza sponsor alle spalle. Un gran regalo dell’intelligenza umana al Padreterno e a chi davvero cerca la verità. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. 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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 11 dicembre 2006 ) | ||||
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