| Prete manesco? Sì se per religione. |
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| Scritto da Makarios | ||||
| venerdì 15 dicembre 2006 | ||||
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L’articolo scrive: “Se il marito picchia la moglie in un contesto di dissidio tra coniugi derivante dal diverso credo religioso, non necessariamente viene integrato il reato di maltrattamenti, a condizione che si tratti di episodi sporadici ed espressione di una reattività estemporanea”.La circostanza emerge da una sentenza della sesta sezione penale della Corte di Cassazione, contro un ricorso presentato dal Procuratore Generale di Catanzaro, per una causa tra un uomo (il marito picchiatore) e una donna testimone di Geova (la moglie).
Mi sono chiesto se si poteva allargare questa interpretazione anche alle funzioni di un povero prete di un quartiere di Roma, che deve affrontare quasi giornalmente il duro lavoro di difendere la Sacra dottrina da tante aggressioni (verbali naturalmente), di persone che dicendosi cristiane purtroppo credono - o pensano di credere - in una religione diversa da quella ufficialmente insegnata dalla Chiesa Cattolica. Il povero malconcio (il prete) cerca di mantenere la calma, non senza provare momenti di reattività, che si misura dal colore rosso del viso di fronte a delle vere e proprie vessazioni, ed improvvisi aumenti di pressione che mettono a dura prova la tenuta delle arterie, che per fortuna ancora tengono (chissà ancora per quanto?).È automatico pensare a quella indimenticabile serie di film su Don Camillo e Peppone, ricavati dalle opere del geniale scrittore Guareschi, che hanno fatto sorridere intere generazioni di italiani, dove quel santo “omone” di don Camillo aggiustava le cose correggendole con il metodo difeso proprio dalla sesta sezione.Se il ragionamento è giusto si potrebbe spostare il metodo anche ai nostri metodi “pastorali”, per correggere (fraternamente e per amore…) i nostri giovani riottosi e ribelli a tutti i costi, che hanno dimenticato l’educazione e il rispetto, che si contraddistinguono per una testarda e antipatica diversità di religione. Le nostre parrocchie sono comunità vive, ma siamo sicuri che non aiuterebbe l’educazione alla fede dei sani scappellotti, e qualche ceffone, o strizzanti pizzicotti da urlo, o anche delle lunghe tirate di orecchie?Meditate! Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (13) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 330
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 18 dicembre 2006 ) | ||||
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