| La crisi della fede viene dall'idea di Chiesa |
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| Scritto da Makarios | ||||
| martedì 05 dicembre 2006 | ||||
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Oggi la fede non viene criticata apertamente come in passato, legata a moti rivoluzionari, nei quali ci si identificava chiaramente. Oggi la crisi della fede è più sottile, direi “RINUNCIATARIA”, quindi si defila anonimamente, senza chiasso. È come assistere a quelle morti nascoste, senza rumore, senza dare fastidio, partendo da questo mondo in punta di piedi: NEL SILENZIO. Ma dov’è il punto di rottura, la crepa che allargandosi minaccia l’intera stabilità dell’edificio?
La crisi va focalizzata innanzitutto sul concetto di Chiesa, sull’ecclesiologia. La chiesa oggi appare più una “costruzione umana”, che divina. Uno strumento creato da noi e che possiamo cambiare a piacimento a seconda delle esigenze del momento. Si è insinuata l’idea protestante di chiesa, che storicamente nasce come rifiuto della “Chiesa di stato”, per crearla liberamente a seconda dei bisogni dell’uomo. È la struttura libera delle chiese nord-americane, dove ognuno si fa la “sua” personale chiesa. Questa visione solo “SOCIOLOGICA” della chiesa, senza una visione soprannaturale o sacramentale voluta dal suo fondatore, Dio stesso, è la grande frattura che dà origine alla crisi. Come si è arrivato a questo? La categoria teologica che viene espressa con noncurante superficialità è la chiesa come “popolo di Dio”. Questa definizione, citata da documenti autorevoli del Concilio - male interpretata e volutamente non unita ad altre concezioni sempre conciliari, impoverendone il significato - appartiene all’Antico Testamento. Popolo di Dio è infatti, nella S. Scrittura, Israele nel suo rapporto di preghiera e di fedeltà al Signore. Il concetto di popolo, in tempi fortemente sospetti, potrebbe richiamare il collettivismo nel senso (oggi) democratico basato sulla maggioranza dei consensi, e quindi pretendere come popolo di Dio un comportamento corrispondente, cioè democrazia liberale, maggioranza nelle decisioni e tante altre cose che conosciamo. La chiesa riceve la sua connotazione NEO-TESTAMENTARIA più evidente nel concetto “CORPO DI CRISTO”. Si è Chiesa e si entra a far parte in essa non attraverso appartenenze sociologiche, bensì attraverso l’inserzione nel corpo stesso del Signore, per mezzo del battesimo e dell’eucarestia. Dietro il concetto oggi così insistito di chiesa come “popolo di Dio” stanno suggestioni di ecclesiologie le quali tornano di fatto all’Antico Testamento; e anche, forse, suggestioni politiche, partitiche, collettivistiche. Da un testo di J. RatzingerSolo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (15) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1111
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