| L'eresia esiste ancora! |
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| Scritto da Makarios | ||||
| giovedì 23 novembre 2006 | ||||
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Il nuovo codice di diritto canonico, promulgato nel 1983 dopo 24 anni di lavoro che l'hanno completamente rifatto e perfettamente allineato al rinnovamento conciliare, dice al canone 751: "Viene detta eresia l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa". Il canone 1364 stabilisce che l'eretico al pari dell'apostata e dello scismatico, incorre nella scomunica latae sententiae. Ciò vale per tutti i fedeli, per i sacerdoti, e quindi anche per i teologi. La Chiesa si è ammodernata con il Concilio Vat. II, tuttavia rimane valida la sanzione contro eretici ed eresie, rubricate dal codice come: "delitti contro la religione e l'unità della Chiesa". In un mondo dove, in fondo, lo scetticismo ha contagiato molti credenti, è un vero scandalo la convinzione della Chiesa che ci sia una "Verità" con la maiuscola, e che questa Verità sia riconoscibile, esprimibile e, entro certi limiti, anche definibile in modo preciso. E' uno scandalo che è condiviso anche da cattolici che hanno perso di vista l'essenza della chiesa, la quale non è un'organizzazione puramente umana, ma difende un deposito che non è suo. Sta qui una delle radici della crisi attuale della fede. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (8) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 379
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