| Frammenti di spiritualità: S. Caterina da Siena mistica del 300 |
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| Scritto da Makarios | ||||
| martedì 06 febbraio 2007 | ||||
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Vorrei aprire con S. Caterina da Siena, Dottore della Chiesa e nostra patrona nazionale.
L’opera più bella, a mio avviso della santa vergine senese, è “IL DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA”, nella quale la mistica dialogando nella sua anima con Dio cerca l’unione perfetta con Lui “con affetto d’amore”. Tutta l’opera si regge e si articola intorno a poche idee forza, quali Verità e misericordia, conoscenza e carità, perfezione e umiltà, libera volontà e obbedienza, morte e vita eterna, felicità e provvidenza. La santa nasce a Siena nel 1347 e muore a Roma nel 1380. Fin da giovanissima, ultima di molti figli di un tintore senese, di bell’aspetto e vivace, viene conquistata dal Signore Gesù che la eleva alle altezze della mistica, dopo una lunga serie di “estasi” e di altre esperienze spirituali, culminate più tardi nel dolore delle “stigmate”, ma senza lesioni visibili. Inizio col riportare alcuni stralci del cap. 22 intitolato: “Come Dio induce quest’anima a riguardare la grandezza di quel ponte, che va dalla terra al cielo”. Il “ponte” è Gesù Cristo Figlio unico di Dio. E’ Dio che le parla: “Apri l’occhio del tuo intelletto, e vedrai gli accecati e gli ignoranti. Vedrai pure gli imperfetti e i perfetti, che mi seguono davvero; affinché tu possa dolerti della dannazione degli ignoranti, e rallegrarti della perfezione dei miei figli diletti. Vedrai ancora qual modo tengono quelli che camminano nella luce, e quelli che camminano nelle tenebre. Voglio, però, che innanzi tu rimiri il ponte, che è l’unigenito mio Figliuolo, e che tu veda la sua grandezza, che si estende dal cielo alla terra: rimira, cioè, come la terra della vostra umanità sia unita a Cristo colla grandezza della Divinità. Per questo ti dico che esso va dal cielo alla terra, appunto a causa di quella unione, che io ho fatta nell’uomo-Dio. Fu questa una necessità, se si voleva rifare la via rotta, come ti ho detto, affinché giungeste a vita, e passaste l’amarezza del mondo.Non si poteva fare dalla terra un ponte di tanta grandezza, che fosse sufficiente a passare il fiume e a darvi la vita eterna; poiché la terra della natura umana non bastava a soddisfare per la colpa, e a togliere via la marcia del peccato di Adamo; quella marcia che corruppe e ammorbò tutto il genere umano. Convenne dunque che essa si unisse coll’altezza della mia natura, Divinità eterna, acciocché fosse sufficiente a soddisfare per tutto il genere umano. La natura umana in Cristo sopportò la pena, mentre la natura divina, unita con la natura umana, accettò il sacrificio del mio Figlio, offerto a me per voi, per togliervi la morte e darvi la vita. Così l’altezza si umiliò alla terra della vostra umanità, e dall’unione fra l’una e l’altra si fece il ponte e si rifece la strada. Perché egli si fece via? Affinché voi veniste davvero a godere insieme con gli angeli. Ma per avere la vita, non basterebbe a voi che il mio Figlio si fosse fatto ponte, se voi non teneste per esso ponte”. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (13) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 431
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