| Ancora su pedofilia e Chiesa |
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| Scritto da Luis | ||||
| mercoledì 12 settembre 2007 | ||||
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Certo la Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ne ha vissuti di periodi molto più oscuri, dove si perse il lume della santità ed anche dopo questo scandalo "non prevarranno le porte degli inferi", come ci promise Gesù. L'uomo è sempre ben intenzionato, ma la carne è debole, la Chiesa è santa, ma anche meretrice. Questa promessa di Gesù deve però smuovere le coscienze, non si può riposare sugli allori. Non siamo più nel medioevo, occorre condannare l'errore di quei sacerdoti, perché rendersene complici? Che vantaggio può esserci nell'affossare, insabbiare lo scandalo. Perché trasferire questi criminali in altre sedi con il pericolo del reiterarsi delle nefandezze? Perché ignorare il grido di dolore di tanti bambini brutalizzati? Perché sottrarsi all'autorità costituita, rispettata dallo stesso Gesù? Che scampo può esserci per tali persone? "Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare » (Mt 18, 6). E' difficile trovare nella scrittura parole di Gesù più dure di queste. Ora occorre riparare al male fatto, bisogna recuperare la credibilità perduta, serve un drastico cambio di rotta. La Chiesa deve fare ammenda della leggerezza commessa, deve essere prontamente emendato e, all'occorrenza, censurato ogni documento compromettente, come ad es. il "De delictis gravioribus", occorre subito collaborare con la magistratura. Certo si tratta di un grosso passo, ma a chi ha solo avuto sarà molto richiesto, ma a chi è stato affidato il popolo di Dio sarà richiesto molto di più, altrimenti sarà solo un "pianto e stridore di denti" (Lc 12, 32-48). Non ci resta, in questo momento come non mai, che affidarci alla misericordia di Dio affinché il suo Spirito Santo soffi forte sulla Chiesa. In realtà la potenza dello Spirito Santo si sta già facendo sentire, è di questi ultimi giorni la notizia, ovviamente ignorata dalla maggior parte dei media, che qualcosa all'interno della Chiesa Cattolica sta cambiando. Il Primate di Dublino, Monsignor Diarmud Martin, capo della Chiesa Cattolica d'Irlanda, una delle comunità cristiane più toccate dallo scandalo, ha intrapreso la strada dell'inflessibilità. Rendendosi conto che occorreva ripristinare il rapporto di fiducia tra la gente e la Chiesa, il Primate ha dichiarato che non è più tollerabile esporre i minori a tali rischi. In Irlanda i sacerdoti gravemente sospettati di abusi sono immediatamente sospesi e scatta subito l'indagine congiunta tra diocesi, polizia e servizi sociali. La collaborazione con le forze dell'ordine è stata totale, arrivando fino a mettere gli archivi diocesani a disposizione delle autorità. Una scelta dolorosa, ma necessaria. Bravo Primate di Dublino, forza Papa Ratzinger, ora tocca a te. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (30) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 494
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 12 settembre 2007 ) | ||||
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