| Titanic Italia - il cambiamento |
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| Scritto da Il Grande Houdini | ||||
| giovedì 26 giugno 2008 | ||||
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C’è una novità, il transatlantico italico ha cambiato guida. Il giovane rampollo, sponsorizzato dal dimissionario ammiraglio e destinato a sostituirlo al timone del transatlantico, non ce l’ha fatta, è stato detronizzato da un vecchio lupo di mare capace di superare ogni tempesta...
Si tratta di un personaggio molto ricco, proprietario di molti cantieri navali e con l’hobby del timone. Vuole, nonostante l’età, condurre lui il “Titanic Italia” perché ha promesso a tutti i passeggeri una fantastica crociera verso acque tranquille e calde. Impresa apparentemente impossibile, vista la latitudine troppo a Nord della rotta e la stagione decisamente proibitiva, ma lassù, in prima classe, l’inossidabile condottiero ha convinto tutti ed è stato scelto. Molti si chiedono il perché di tale decisione. Che bisogno ha di perdere tempo nel condurre il transatlantico anziché occuparsi dei suoi affari? Mistero. I ricchi passeggeri non hanno voluto saperne del giovane erede, i suoi impegni elettorali sono risultati inconsistenti ed impopolari, troppo simili alle scialbe iniziative del vecchio ammiraglio scalzato a furor di popolo dalla plancia dei comandi. Il vecchio nocchiero è tornato in silenzio nei suoi uffici a sbrigare i suoi affari. Possiede una società di studi economici e realizza consulenze per le società appaltatrici, che si occupano delle manutenzione ordinaria e straordinaria della nave, il più delle volte costosissime ed inutili. Il giovane delfino invece è in ottimi rapporti con il ricco ammiraglio nuovo di zecca. Deve tutelare i suoi affari. Negozi, supermarket e qualche compagnia assicurativa. Si tratta di cooperative che hanno il monopolio in parecchie parti nella nave e il giovane rampollo, che è in stretto contatto con chi gestisce tali attività, ha capito che è meglio non fare la guerra e ogni tanto chiudere un occhio e a volte, se necessario, tutti e due. E’ bene non inimicarsi un pezzo da novanta simile, gli affari sono affari. Qualche tempo fa hanno tentato insieme di assicurarsi il controllo di un paio di banche, affare poco limpido tanto da offuscare la loro immagine e dei loro collaboratori. E’ finita male. C’è molta euforia nei saloni che contano e nei piani nobili della nave e si sono aperti due nuovi casinò gestiti da due fedelissimi del nuovo ammiraglio, tutti e due con un passato molto oscuro e sinistramente indecifrabile. Le immagini del nuovo “timoniere” sono dappertutto, il suo volto sorridente appare su quasi tutti i canali della tv di bordo e sulla rivista concorrente a quella ufficiale della nave, del resto, molto canali televisivi e la rivista sono di sua proprietà. Ama le sfide, compresa quella con l’età. A settantadue anni suonati, anziché pensare alle problematiche senili, si atteggia a playboy circondandosi di giovani fanciulle pronte a tutto per la notorietà e un posto al sole nelle meravigliose terrazze offerte dalla prima classe del “Titanic Italia”. Riduzione della prostata e catetere non fanno per lui, avanti con il lifting e il trapianto di capelli.
Il “nostro precario” non è solo. La piccola associazione della terza classe, attraverso ex-precari che ce l’hanno fatta, lavora senza sosta. Hanno fissato un incontro segreto con un tizio amico dell’associazione. E’ un giornalista e lavora alla rivista ufficiale del transatlantico. Lo scopo è quello di fornire al “nostro precario” le coordinate della cabina dell’ex cameriere di prima classe. L’informatore giornalista vive momenti di difficoltà, perché non è ben visto dalla direzione del giornale, molto vicina ai desideri del nuovo ammiraglio E’ considerato troppo scomodo e parla troppo. I suoi articoli sono relegati spesso alle ultime pagine dalla rivista, vicino all’oroscopo. I fatti che racconta non piacciono lassù in alto in prima classe e il suo posto di lavoro è sempre in discussione. L’incontro avviene in una saletta da tè al primo corridoio della seconda classe. Il giornalista si presenta all’entrata con un abito di alta moda firmata Armani e con una strana tinta di capelli, un curioso biondo cenere. Insieme a lui una giovane fanciulla molto raffinata con lunghi capelli biondi. Dopo momenti di disorientamento i due si riconoscono e velocemente, con un lieve accento campano, il giornalista rivela il numero della cabina del pensionato al “nostro precario”, che ringrazia, saluta e con la preziosa informazione si dilegua tra la folla. Sarà un giornalista di frontiera, ma guadagna bene… quel vestito… e poi quella ragazza… avrà pensato il precario vedendo sfrecciare lungo il corridoio il suo informatore elegantissimo con la bionda accompagnatrice alle calcagne disimpegnandosi abilmente sui suoi altissimi tacchi a spillo. Evidentemente i contratti dei giornalisti sono buoni… c’è qualcosa che non quadra.. di che cosa si lamentano questi giornalisti? Che sta succedendo? Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (25) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 415
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 26 agosto 2008 ) | ||||
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