| Strage di Erba ed Erodi |
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| Scritto da Livius | ||||
| venerdì 15 dicembre 2006 | ||||
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Quelle creature si trovano ad essere scannate in braccio alle loro madri per la colpa di essere simili al Nazareno anche per l’età, oltre che per la loro natura di bambini. Mi viene in mente che il Natale è la festa dei bambini proprio per la loro somiglianza strettissima al Cristo, tanto più se venerato nella mangiatoia, povero, ma ricco a sufficienza di quello che basta ai bambini: l’amore del padre e della madre.
Ho letto che qualcuno nell’Europa cristiana ritiene opportuno non ledere la sensibilità di alcuni bambini togliendo riferimenti cristiani da canzoni natalizie. Mi sembra una contraddizione in termini, una scemenza insomma, probabilmente non rispondente a verità, altrimenti, da lì alla strage dei presepi, il passo sarebbe sicuramente breve. Ritorniamo quindi dalla cretinata del “pericolo dei presepi” al pericolo vero, ossia alla “strage degli innocenti”… Erode, Erode il Grande che nella tradizione fa una fine simile all’Erode successivo che fa tagliare la testa a Giovanni Battista, morto roso dai vermi… come a dire che certi esseri non meritano neanche che ci si sporchi in qualche modo per avere una giustizia che qui, in terra, evidentemente non si potrebbe avere, tanto enorme il male che rappresentano. E quindi la loro fine è morire da sé stessi, come ha fatto Hitler, grosso modo. Quanti bambini furono anche infilzati nel duecento durante la crociata contro gli albigesi? Il bello è che la paternità della frase “uccideteli tutti: Dio riconoscerà i suoi!” è storicamente anche contesa fra la figure del legato papale Arnaud Amaury e Simone di Montfort, non si capisce bene se per onore o per la vergogna di aver assassinato tutti gli abitanti di Beziers, uomini, donne e bambini, fra cui, ahimè, vi erano diversi eretici. Dico la verità, quest’ultimo episodio in fondo lo cito anche per compiacere qualche acuto politico di oggi, che ora potrà ancora meglio dire: “Visto che ho ragione? Guardate fino a che punto può arrivare la spada dell’integralismo!”; ma sì, accomodatevi, sicure figure che volete vi si ritenga più referenti del Papa sui dettami dell’amore universale, presentati in questo tanto bene dai vostri interessi, dal vostro esempio, eccetera, eccetera. E il Papa deve chiedere scusa, e il Papa non deve dire questo, e non deve dire quello, il nichilismo, il relativismo, i pacs, l’aborto, l’eutanasia, insomma basta, che diritto ha? In effetti al giorno d’oggi l’unico a non avere il diritto di parlare sembra sia proprio il Papa. Uno accende la televisione. Tutti parlano, opinionizzano, cantano anche se stonati come una campana e tutti battono le mani, ballano, piangono, strepitano, trombano e dicono parolacce quanto gli pare… Ma il Papa, eh no! Non vale che parli, non può, non è giusto! Ho capito! Considerando i fattori messi insieme, ossia la capacità dei nostri referenti politici, più la capacità dei manager delle imprese statali o parastatali, più i vari dirigenti, compresi quelli dei massmedia, costoro, dovendo riprodursi, cercano di agevolare i cervelli più simili a quelli loro! Non Se Ne Può Più. Oramai siamo circondati, questa è la verità. Oramai è impossibile anche votare alle prossime elezioni, questa è la realtà del piano inclinato di oggi, sempre più giù, e sempre più velocemente. Come è possibile ritenere che il cuore dell’umanità, la religione, possa, se vissuta integralmente, essere in qualche modo pericolosa? Perché certe menti continuano a millantare quella che avrebbe, se fosse, un suo preciso nome, ossia la “strumentalizzazione della religione”, per integralismo religioso? Può la religione in sé avere a che fare con gli Erodi? Può avere a che fare con l’atrocità di chi deportò i duecento bambini dal ghetto di Roma ad Auschwitz? Un grido è stato udito in Rama,un pianto e un lamento grande;Rachele piange i suoi figlie non vuole essere consolata,perché non sono più. (Matteo 31,15)Non credo ci sia consolazione nemmeno dopo la strage di Erba. Il male con questa faccia ti fa passare la voglia di vivere; ti fa andare nella stanza dei tuoi bambini mentre dormono e no, non tiri un sospiro di sollievo, quanto piuttosto cominci a considerare se non sei stato un pazzo incosciente, a mettere al mondo una cosa così bella in un mondo dove qualcuno è chiamato uomo, ma ingiustamente; neanche con aggettivi, che di appropriati non ne esistono. Un mondo dove se rimanessero per disgrazia orfani, magari potrebbero ritrovarsi adottati da due mamme, oppure da due papà… Un mondo dove ho sentito al telegiornale la fine del bambino massacrato a Erba, angelo innocente, agnello ucciso da chi sarà nulla. Notizia fra le notizie, ho provato sinceramente nausea a sentirla nel solito modo, con le solite imbarazzanti e grottesche interviste alla “come si sente in questo momento” (com’è che non hanno chiesto: “perdonate gli assassini?” era di moda fino a poco tempo fa), insieme alla finanziaria, alla truffa telefonica, e con lo stesso tono. Mi dispiace: le viscere, il cuore, mi hanno detto che la sensibilità della nostra cultura dovrebbe, percependo certe mostruosità, fermarsi di brutto, altrimenti di fronte a fatti atroci come questo se ne ufficializza la possibile quotidianità, una sorta di omologazione nella notizia che oggi c’è e domani non c’è più, e questo è ancora più mostruoso e terrificante.
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