| In difesa del Bamboccione |
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| Scritto da Marat | ||||
| lunedì 08 ottobre 2007 | ||||
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Prima dice che le tasse verranno alleggerite, in accordo con le promesse da marinaio del governo. Poi dice che non ci sono i presupposti, che le tasse rimarranno immodificate per qualche anno, magari tutta la legislatura e anche oltre...
Poi dice che c’è un buco enorme nel bilancio dello Stato, in gran parte lasciato da quei delinquenti del Centro Destra che lo hanno preceduto, e che va colmato con sacrifici dei contribuenti. Poi si accorge di aver fatto male i calcoli e dice che si, in fin dei conti non siamo messi poi così maluccio, anzi che addirittura avanzano dei soldi rispetto a quanto il fisco si aspettava con la finanziaria lacrime e sangue, e che avanza un “tesoretto” che può essere restituito ai contribuenti. Dopo rettifica: il tesoretto c’è, ma non lo si può restituire ai contribuenti: che fine ha fatto? Qualche spicciolo ai più economicamente deboli (praticamente una cifra che al massimo consente il pagamento di metà affitto mensile, certo meglio che un calcio nel sedere ma non che risolva i problemi) e il resto boh. Poi dice che gli italiani sono spreconi, e questo è in parte vero, ed è ora di sbattere fuori di casa i “bamboccioni”, quei trentenni (e quarantenni) mammoni che vivono a casa dei genitori anziché avere la dignità di trovarsi una casa e vivere autonomamente, produrre per sé e per lo Stato, consumare, aprire 3-4 conti nelle banche dei suoi amici, comprare un SUV e due Maserati e urlare orgogliosi che “Tasse è bello” !!! Io mi chiedo: vabbè che TPS e la casta cui appartiene vivono su un altro pianeta, fatto di privilegi feudali, di servizi gratuiti, di bonus e royalties, di fringe benefits e indennità, di esenzioni e lusso, di sprechi e ruberie, di sfrontata arroganza e potere economico, ma dico, da questo pianeta popolato di mostri acefali dai tentacoli lunghissimi e dalla poltrona fusa in monoblocco assieme al culo, prova mai a dare un’occhiata col telescopio sul nostro mondo reale e quotidiano, fatto di stipendi congelati da anni che hanno ormai registrato un distacco abissale dal carovita e dall’inflazione? Ha mai realizzato qual è il costo vero di un affitto di un bilocale in periferia di una città come Roma? E’ mai andato a fare la spesa settimanale da Panorama o da SMA? Ha mai fatto un pieno di benzina alla sua auto da 3000 cc senza usare i buoni benzina del Parlamento? Ha mai provato a girare una mattina a Roma per lavoro con una macchina anche superutilitaria, cercare parcheggio e non trovarlo, parcheggiare vicino alla fermata del bus e prendersi la multa, oppure parcheggiare sulle strisce blu a 1 euro all’ora e ritirarla dopo 10 ore (totale 10 euro), e questo per 25 giorni al mese? Ha mai letto e pagato una bolletta della luce e del gas? E il telefono? E il cellulare che a parte l’abuso è ormai quasi una necessità, con costi pesanti? E i vestiti e le scarpe, e gli accessori (un profumo almeno, che diamine!)? Parliamo del Bamboccione. Il Bamboccione è una figura mitologica che vive da parassita sul gobbo della Mamma, da cui succhia linfa vitale dando in cambio poco o niente. Tale miceto dal tallo filamentoso deve essere estirpato con un antimicotico somministrato a dosi farmacologiche: insomma, nella società dinamica vagheggiata da Padoa Schioppa, fatta di banchieri rampanti e giovani yuppies che iniziano a lavorare a 15 anni e andranno in pensione a 105, tutti abbronzati e con i capelli fluenti e candidi e i dentoni bianchi da coniglio del Ministro comico, non ci sarà più posto per lui. Il Bamboccione non ha motivo di esistere. Basta con la mamma-dipendenza e il conflitto di Edipo irrisolto: fuori dalle balle, un bel mutuo di 50 anni o un affitto da duemila euro al mese e il Bamboccione avrà la sua privacy. Però: quanto deve guadagnare il Bamboccione per affrancarsi da Mammà? Per TPS, prigioniero sul pianeta degli acefali, il quesito è un mero esercizio di dialettica sofistica. Per il Bamboccione reale, il problema è un semplice computo aritmetico. Un affitto di un bilocale in periferia, tipo Ostia o Laurentino, registrato con regolare contratto (ammesso che il Bamboccione riesca a trovarlo), si aggira tra 600-800 euro. Poi c’è il condominio, diciamo 100 euro al mese, anche 50 in un condominio poco pretenzioso. Poi c’è la triade luce-gas-telefono: certo, dipende dai consumi, il Bamboccione da solo consuma poco però consuma, se non vuole vivere al buio, non riscaldarsi e non cucinare, non fare e ricevere le telefonate. Diciamo, azzardando un’ipotesi di probabilità, 50-100 euro al mese, accorpando le voci della triade. Il Bamboccione è cellularizzato? Probabilmente sì, magari un vecchio Nokia del 1915 che usava pure D’Annunzio, e ipotizzando che il Bamboccione sia tirchio e si faccia chiamare dagli altri e si limiti, lui, solo a fare brevissime telefonate cronometrate al di sotto dei 10 secondi netti, diciamo che fa una ricarica da 50 euro ogni 2 mesi. Poi il Bamboccione si sposta, per lavoro o diporto, con una vecchia superutilitaria che ha fatto la guerra di Etiopia, e almeno un pieno a settimana lo farà. Magari ha la fortuna (che culo sto Bamboccione!) di avere il motore diesel, quindi risparmia qualcosina. Diciamo che con 50 euro a settimana se la cava: totale 200 euro al mese. Poi c’è il bollo (150 euro l’anno, diciamo 12 euro mensili) e l’assicurazione RCA (600 euro l’anno se il Bamboccione è in classe 1 e non ha mai fatto neanche un tamponamento in parcheggio, equivalenti a 50 euro al mese). Ma l’auto non è indistruttibile: ha il brutto vizio di ingolfarsi, di usurarsi, di rompersi. Un buon meccanico serve, diciamo che in un anno almeno 3-400 euro glieli lascia (30 euro al mese). E ignoriamo il carrozziere: il Bamboccione è fiero di andare in giro con la macchina sverniciata, graffiata, abbozzata, come se fossero medaglie al valor civile nella dura lotta quotidiana contro i pericoli della giungla cittadina. Il Bamboccione però ha un altro brutto vizio, oltre alla macchina e al cellulare: il MANGIARE!!! Eh già, diciamo 50 euro a settimana di spesa se si limita a mangiarsi un riso in bianco, la carne Simmenthal e beve l’acqua di rubinetto (e la sera si spara un bicchiere di Tavernello). La frutta la deve comprare al mercato, come la verdura, la carne solo pollo e tacchino (che comunque sono buoni e fanno bene), ma se si azzarda a circuire il filetto o la fiorentina allora sono dolori. Diciamo che, economizzando, può cavarsela con 300 euro al mese, senza strafare. I vestiti per fortuna li fa durare, deve solo di tanto in tanto comprarsi un pantalone, qualche mutanda, i calzini. Le giacche sono sempre quelle, per fortuna se veste classico o casual può riciclarsi all’infinito, cambiando i capi solo quando sono lisi. Comunque un 100-200 euro al mese vanno via. Totale delle voci? Facendo i conti della serva, il Bamboccione caccia a fine mese circa 1600-1800 euro. Se è economo o francamente tirchio, non spende per vestirsi, mangia 2-3 volte da Mammà, si attesta a quota 1200-1400. Se ha fatto la scuola di miracoli e illusionismo di Radio Elettra può scendere (ma siamo a livelli di pura sussistenza biologica) fino a 800-1000 euro. Dimenticavo: c’è il canone Rai (100 euro), qualche multa che arriva sempre, qualche lavoro condominiale straordinario, qualche guasto alla casa, qualche imprevisto. Se poi ha Internet ADSL sono dolori: l’abbonamento medio tutto incluso fa lievitare le spese telefoniche a 40 euro al mese, lira più lira meno. E tutto questo sempre che il Bamboccione abbia una salute di ferro: se si ammala e non vuole aspettare 6 mesi per fare una RMN o un’ecografia apre il portafoglio (50-400 euro a botta). Se va dallo specialista privato, che lo visita subito dedicandogli un po’ più di tempo dell’ospedaliero frenetico, se ne partono altri 100-400 euro; i farmaci da banco poi i paga per intero. E se il Bamboccione segue il principio del “Mens sana in corpore sano”? C’è lo sport e la cultura, palestra, calcetto, tennis, libri e riviste almeno, non certo fumetti, diciamo qualche puntata al cinema il mercoledì per risparmiare, e un’incursione a teatro ogni tanto. Allo stadio non ci va, i concerti non gli interessano, in discoteca ci va raramente, magari rimedia i biglietti. Però se il Bamboccione si vuole accoppiare deve fornire alla femmina qualche invitante esca: diciamo un aperitivo, una cenetta romantica a settimana, un week-end in qualche posto carino ogni 2-3 mesi. Questo il Bamboccione tirato e sparagnino. Se il Bamboccione è affetto da manie di grandezza e prodigalità le cose si complicano, ma il nostro Bamboccione è una creatura risparmiatrice per natura. Quanto siamo arrivati a calcolare? 1500-2000 euro al mese? E quanto guadagna il Bamboccione? Se è fortunato ha uno stipendio di 1500 euro. Più probabilmente, come primo livello, si porta a casa 1000-1200 euro. Se lavora come precario, o stagista o fate voi, si prende 700-800 euro. Mi dite allora voi come fa il Bamboccione a lasciare casa di Mammà? E se poi il Bamboccione è divorziato e mantiene i figli e magari l’ex? Meno male che esiste Mammà, alla faccia di Padoa (che schioppi lui e tutti i Tomàso)!!! Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (58) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 793
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