| Il Papa alla Sapienza: il Paese dei no |
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| Scritto da Administrator | ||||
| mercoledì 16 gennaio 2008 | ||||
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Avrei voluto misurare il tono e il livello della eventuale contestazione, verificare la sguaiataggine della piazza annunciata dagli studenti e la capacità del governo di assicurare la libertà di parola a tutti i cittadini, prevenendo o reprimendo ogni violenza. Pensavo che tutto questo si sarebbe riversato sui caporioni e sui pecoroni della protesta; per la verità lo sdegno c’è stato ugualmente, in parte sincero in parte finto, ma non è la stessa cosa. Un gruppo di imbecilli intanto ha scompostamente esultato all’annuncio della rinuncia della visita. Altri si sono vantati di aver vinto una battaglia, ma è facile in proposito ricorrere al frustro luogo comune che si tratta di una vittoria di Pirro. Anch’io, come tanti, mi vergogno di aver studiato e di essermi laureato alla Sapienza; da ora in poi sarà meglio cancellarla dai nostri curricula. Di troppe cose dovremmo putroppo vergognarci: questo è diventato il paese dei rifiuti e non solo di quelli dell’immondizia. Qui si rifiuta tutto: le discariche non troppo lontane da casa, anche se questo significa che dovranno essere per forza vicine a casa d’altri, tanto che ce ne importa… Rifiutiamo le grandi opere, l’alta velocità; rifiutiamo l’energia nucleare per il pericolo che essa comporta; ma il pericolo – se c’è – sussiste perché siamo circondati da generatori nucleari posti ai nostri confini e da cui attingiamo energia a caro prezzo.
Gli ambientalisti tacciati, mi pare da Popper, tra i più stolti nemici dell’ambiente, rifiutano i risultati della tecnologia e vorrebbero, per esempio, che l’Italia sembrasse un cimitero, deturpata da milioni di eliche mosse dal vento per riuscire a scaldare l’acqua della doccia… L’Italia non è più “il paese dove il sì suona”, è diventata il paese del no che tra l’altro non suona. Ho premesso che parlo da irresponsabile; ma mi viene il sospetto di essere un irresponsabile tra irresponsabili. Domani, in ogni modo, il Papa non andrà alla Sapienza. Avrà avuto le sue buone ragioni o le avranno avute i suoi prudenti consiglieri. La sua assenza graverà sulla inaugurazione dell’anno accademico in manieraancora più significativa della sua (mancata) presenza. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (21) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 653
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 16 gennaio 2008 ) | ||||
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