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Questa bandiera a mezz’asta sventola in onore della memoria di Giovanna, del suo coraggio, e in rispetto del dolore di chi l’ha amata e ama ancora.
E in rispetto a tutte le famiglie come quella della signora Giovanna e del suo consorte ufficiale di Marina ritorno perciò marinaio in questa occasione, tenendo così questa bandiera della Marina Italiana nel mio cuore fino al giorno di Natale, quando lo spirito cristiano puntualmente rinasce, e non scrivendo più alcunché fino a quel giorno …
Come al solito si è dovuto anche assistere all’ennesima sceneggiata della mediocrità politica che pretende di attuare la tipica e ormai patetica e indisponente cortina di fumo sui reali responsabili della oramai attuale apoteosi dell’illegalità in Italia, da quella del potere improduttivo e usurario di banche e finanziarie e poi giù, sempre più giù passando per la criminalità sempre più ricca e consolidata e poi ancora più in basso fino agli sfasciatori dei copri raccoglitori di immondizia che danno fastidio all’ultimo commercio deprimente di quei disperati che ormai normalmente grufolano nell’immondizia per poi rivendersela sui marciapiedi alla faccia della sanità e di un ordine pubblico ormai pressoché scomparso dal vivere quotidiano.
Come si è arrivati tanto in basso? Chi ha assistito fino ad oggi a tanto nell’indifferenza o nell’incapacità fino a quest’ultima ennesima tragedia che ha falcidiato l’anche ennesima famiglia italiana?
Accanto al solito schifoso teatrino, i soliti imbecilli che svolazzano gracchiando e rubando stipendi nei mass media cui appartengono nel momento in cui disertano la vanga e si arrogano il diritto e la possibilità di menzionare particolari su come siano stati ritrovati gli indumenti addosso alla vittima, alla ricerca ienesca di un clamore che esemplifica una volta ulteriore quanto la loro povera mente sia più ammalata dall’ignoranza barbara che irrispettosa.
Un altro povero e tipico elemento di questi animali dal TG1 espimeva una sua pseudo sorpresa su come tutto sommato potesse essere stato poco ragionevole da parte della signora, o di chiunque al suo posto, passare da quelle parti ritenendo di non poter passare di conseguenza qualche rischio per la propria incolumità… siamo arrivati anche a questo, alla pretesa da parte dei cittadini di potersene tornare a casa loro in libertà, senza ammettere di poter essere stuprati e trucidati da qualcuno.
In realtà, in quest’ultimo evento abominevole, ha importanza menzionare il nome della solita bestia, del solito politico che “s’indigna e s’impegna”, del solito giornalista che dice le solite cose (quando va bene), dei soliti tuttologi, dei soliti razzisti? Questi infatti ormai non meritano più nome, sono i soliti, i soliti “noti”. Il nome ce l’ha la donna italiana che ha lottato con tutte le sue forze per la propria libertà, per non essere oggetto di nessuno stronzo, timbrando questa volontà con le proprie unghie sulla faccia del suo carnefice; e poi l’altra donna, la signora rom che ha fermato l’autobus di linea per far soccorrere Giovanna e ha poi indicato alle forze dell’ordine la bestia da catturare.
Come siamo arrivati a questo punto, ripeto. E lo ripeto perché sicuramente per molti è un punto come ieri e come l’altro ieri. E invece no. Sembra, e sembra perché hanno sempre martoriato una memoria pericolosa in tutti i modi possibili, cercando come disperati di far apparire “tutto” sempre sostanzialmente inerente a una sostanziale normalità… e così ci hanno fottuto, ubriacando da una parte col circenses la popolazione che riusciva ad anestetizzarsi con calciopoli, reality, quiz, lacrime, sangue, coscie e via dicendo, e tacciando allo stesso tempo i “piagnoni” che si lamentavano dell’amministrazione sempre più becera, come antidemocratici e antipolitici. E così alla fine diventa antidemocratica anche ogni forma di pretesa democrazia diretta: referendum, petizioni, cortei, manifestazioni. E così alla fine è anti politico chiunque critichi l’operato dell’aristocrazia politica. E qui cade la mandria di asini, poiché, come ha giustamente ricordato l’altra sera Fassino in televisione, “il politico è coliche trova soluzioni”; ergo, di converso, ciò significa sicuramente che almeno il 90% dei nostri referenti parlamentari fa ,in sostanza, antipolitica.
Ma chi, chi sarà, ci si chiede allora, quel 10% rimanente, oscuro e fin oggi nascosto?
Difficile rispondere, in quanto è un dieci per cento di speranza relativo a una nuova generazione che avrebbe ritrovato in sé la cultura e l’etica del progresso inteso come cammino dell’umanità durante il quale i padri, invece di sfruttare i figli per un proprio imminente benessere, insegnano a quest’ultimi in modo che, così facendo, di generazione in generazione la conoscenza possa sempre andare inesorabilmente in avanti con giovamento di tutta la specie umana…
Certo, una cosa del genere è dura da mandare giù ai futuri paleopolitici, ossia a quel 90% che resta convinto che l’unico progresso ammissibile sia in primis quello personale, poi quello della famiglia, anzi, della famìgghia, e poi magari della propria clientela partitica e poi di quella non partitica, eccetera eccetera, arraffando e imponendo come capita, ma sempre in nome della Politica!
Che ne faremo di costoro? L’ideale sarebbe una bella teca di fossili, per il bene dei posteri, affinché non si dimentichi, mai.
E invece a noi, oggi, ci vogliono sempre far dimenticare, nell’oblio della mondezza umana e materiale che ormai ci è familiare nella sua fragrante normalità, perché è ormai quotidiana…
E in questo oblio io comincio ad avere delle visioni, create queste da una fantasia che mi riportai strane immagini ; immagini di anni sessanta in cui uno stipendio era ciò che comportava la creazione di un nucleo familiare, primo mattone della società; immagini di una cultura letteraria in cui si parla ormai pacificamente di quanta connivenza c’è sempre stata fra personaggi di stato a vario titolo con personaggi di criminalità organizzata; immagini di anni settanta in cui comincia ad essere disgregata in ogni dove quella logica meritocratica senza la quale tutto quello che dovrebbe trainare la società diventa infine putrida casta; immagini confuse di un certo Rino Gaetano che nel 1976 comincia a cantare che ha un fratello figlio unico “perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati malpagati e frustrati” e che perciò viene “sfruttato represso calpestato odiato deriso frustrato picchiato derubato dimagrito declassato sottomesso disgregato malpagato” ; immagini di stragi impunite; immagini di uno scandalo ritenuto da mass media stranieri del tempo come il più grande di tutti quelli italiani fino ad allora, riguardante i finanziamenti erogati dallo stato per il terremoto dell’Irpinia, e che è stato stradimenticato vergognosamente, mentre sarebbe vitalissimo ricordare tutto bene, e sapere tutto bene, per non sbagliare più, per non far più morire barbaramente, vergognosamente, persone come Enzo Tortora, da dimenticare anche lui, più di altri, più di tutti gli altri dove è stato per fortuna possibile dire “è stato lui! perciò io non c’entro nulla! E’ stata la mafia, la ndrangheta, il rapinatore, il bandito, il rom…. E perciò io, lo giuro, non solo non ho colpe alcune, ma anzi porgo il cordoglio e poi mi indigno, e m’impegno…”
Impegniamoci anche noi a non farci più strumentalizzare dai parolai, dagli ideologi, dai prestigiatori che in tanti modi vanno al potere con un bagaglio di mediocrità che non deve essere ammissibile da parte di chi amministra la Cosa Pubblica.
Riandremo a votare, ma questa volta voglio sapere nei programmi Chi ha intenzione di porre Chi a fare qualche cosa nella pubblica amministrazione. Capacità, serietà, e soprattutto credibilità. Insomma, una Rivoluzione, in nome della nostra dignità, della nostra libertà, dei nostri sacrifici così poco rispettati da chi chiama ancora ipocritamente Biagi la legge Trenta, da chi ha fracassato la famiglia italiana obbligandola a due stipendi che neanche bastano più, alla precarizzazione selvaggia del lavoro, a mutui vergognosamente gestiti da banche che sfruttano il bisogno della casa peggio degli usurai che sono tali in quanto speculano sul bisogno in genere. E infine obbligandola a fare continuamente da guardia ai propri figli oppure a vivere nella continua paura, non più per il loro futuro, ma per questo loro presente ,sempre più barbaro, sempre più orco in ogni dove.
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