| Fàcite ammuìna 4 - La notte dei morti viventi |
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| Scritto da Marat | ||||
| venerdì 25 gennaio 2008 | ||||
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Si è conclusa ieri una fase buia e squallida di quello squallido e triste reality show che si chiama politica italiana. Un governo indecente, inetto, litigioso, incapace non dico di risolvere i problemi ma addirittura di affrontarli, espressione di una maggioranza risicata assai raccogliticcia divisa su tutto tranne che nell’identificazione del Nemico Assoluto da abbattere, ha finalmente tirato le cuoia.Questo nonostante l’imbarazzante spettacolo di un premier che, incassata l’ovvia fiducia della Camera dove aveva una maggioranza sicura in virtù di quella famosa legge elettorale “porcata” partorita dal Centro-destra, anziché rassegnare dignitosamente le dimissioni e presentarsi dal Capo dello Stato da una posizione di forza relativa, si è sputtanato nel tentativo di sopravvivere in Senato, sperando che qualche mebro dell’opposizione fosse colpito da influenza, meningite, infarto o dissenteria, mercanteggiando sottobanco l’acquisto di qualche voto in saldo (vero signor Cusumano?), rivendicando presunti meriti ed esibendosi in un discorso esilarante sulle grandi realizzazioni del suo esecutivo . .Infatti: pensiamo all’emergenza cronica (che ossimoro, vero?) dei rifiuti in Campania. Pensiamo alla macrocriminalità infiltrata nella politica, nella finanza e negli enti locali.
Pensiamo alla fame di sicurezza dei cittadini, in continuo aumento e mai saziata. Pensiamo agli scioperi che hanno paralizzato la penisola, selvaggi e illegali, continui, veri ricatti cui il governo ha sempre ceduto, salvo dichiarare la propria vittoria. Pensiamo alle grandi opere pubbliche, mai partite, con lo spreco delle risorse offerte dai finanziamenti comunitari. Pensiamo al lievitare del costo della politica (Parlamento ipertrofico, sottosegretari in esubero, poltrone moltiplicate per accontentare tutti, ma proprio tutti, nomina di Autorithy inutili e dispendiose ecc ecc), spacciato in maniera indecorosa come un “risparmio” (sic!). Pensiamo al grottesco progetto di riordino delle carriere universitarie. Pensiamo alla schizofrenica politica estera, affossata dalla maggioranza e garantita dall’appoggio dell’opposizione. Pensiamo al pendolarismo ideologico tra Chiesa e mondo laico, di natura tattica per garantirsi ora da una parte ora dall’altra su temi fondamentali quali l’aborto, l’eugenetica, la ricerca sperimentale sugli embrioni. Pensiamo all’incremento osceno della pressione fiscale, sbandierata come una medicina capace di guarire il paese dal deficit ereditato dall’Orco di Arcore (anch’io che non capisco quasi un tubo di economia sarei capace di dimezzare il debito pubblico raddoppiando le imposte: ma l’economia non si identifica con l’aritmentica, sennò anche mia figlia potrebbe degnamente sostituire il grottesco Padoa Schioppa). Insomma, il premier più irritante partorito dalla classe democristiana negli ultimi cinquant’anni si è autodistrutto incassando una prevedibile sconfitta in Senato, che sperava di evitare per il rotto della cuffia basandosi sul famoso fattore “C”. Ma non si governa solo col culo, anche se a Prodi e soci litigiosi il culo è servito egregiamente per tirare a campicchiare un po’ di più. E lo zombie di Bologna, che io davo per spacciato già lo scorso febbraio, riuscito nel fantastico intento di risorgere dalla tomba più per incapacità della Destra ad affondarlo che per merito dei suoi sodali attaccati a poltrona e relative prebende, questa volta appare proprio distrutto. Il ruolo di Mastella è stato solo marginale: è stato il pretesto trovato quasi per caso per eliminare il morto vivente indigesto all’opposizione, alla maggioranza degli italiani e addirirttura ai suoi stessi compagni che cercano spazi di manovra autonomi. Come pizzicare il dito di chi sta aggrappato a un cornicione con una mano sola e con la spalla slogata: il problema non è il pizzico, ma il modo e il motivo per cui la vittima si trova aggrappata al cornicione. Adesso però viene il bello, o il brutto: cosa seguirà all’era del morto vivente? Un governo di larghe intese? Tra chi? Non mi sembra che il puffo milanese sia in vena di cercare intese con Veltroni, il quale prima dice di voler correre autonomo, poi da la solidarietà a Prodi, poi cerca mediazioni improbabili. Un governo istituzionale o del Presidente, che traghetti il paese verso il referendum elettorale, avversato dalla miriade di partitini (mastellici, diniani, casinisti, radicali, verdi, rossi, gialli, neri ecc) che sono terrorizzati dall’idea di sparire dal Parlamento (e perdere soldi e potere)? Un reincarico a Prodi, consentendogli di elemosinare una nuova maggioranza (dovrebbe includere Storace, Diliberto, i Verdi, gli ex mastelliani, i post-diniani….)? Fantascienza. Nuove elezioni subito? Magari, ma scommetto che Napolitano manco ci pensa. Un governo tecnico che faccia riforme urgenti (hahaha!) e che porti il paese a nuove elezioni, non si sa se col vecchio sistema del “porcellum” o con uno nuovo (hahahahahaha!!! Partorito quando e come?).
Un governo magari capitanato da Draghi. Capito il rebus? Alla fin fine viene fuori che gli unici in grado di salvare il paese sono i banchieri. Cui, tra l’altro, il paese è già stato di fatto consegnato. Mi vengono i brividi…. Dalla notte dei morti viventi si passa all’invasione degli ultracorpi…… Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (88) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 15730
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