| Da bambino ero razzista |
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| Scritto da Otis | ||||
| giovedì 06 novembre 2008 | ||||
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Ecco perché, avendo sempre tifato per un Papa africano, che ancora non arriva, l’elezione di Obama alla Presidenza degli Stati Uniti d’America mi ha dato un’immensa gioia. Quegli stessi americani che per secoli hanno convissuto con lo schiavismo, con la segregazione razziale, con uno stato sociale che emargina i più poveri (sempre loro, gli afro-americani), che manda a morte una percentuale di neri più che doppia rispetto ai bianchi, quella stessa America ha saputo oggi dare una sterzata e ha scelto come Presidente un nero, figlio di un keniota e di un’americana.
Non m’importa, per il momento, che Obama sia per l’aborto, il più grande genocidio di sempre, che sia favorevole alla pena di morte (e come avrebbe potuto vincere in America se fosse contrario?), per me è sufficiente che sia stato eletto, anche se sui suoi fondamenti etici, ovviamente, nutro più di qualche perplessità. Obama è nero, e mi basta. Perché se questo nostro mondo comincerà ad occuparsi seriamente dei diritti dei neri (e potrebbe essere finalmente l’America di Obama a farlo) allora vorrà dire che già si sarà occupato di tutti gli altri diritti, perché l’Africa e gli africani hanno il primato storico di essere considerati sempre gli ultimi in tutto. E il nostro mondo avrà la speranza di diventare migliore. Viva gli Stati Uniti d’America. Viva Obama. Abbasso tutte le guerre dimenticate. Abbasso la guerra in Congo. E speriamo che ancora una volta l’America intervenga a farsi gli affari degli altri, dei più poveri però, di quelli che non contano niente e che nulla possono restituire. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (61) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 443
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