| Crisi di Governo? No, fallimento del bipolarismo. |
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| Scritto da Roland | ||||
| venerdì 23 febbraio 2007 | ||||
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Da una parte una sinistra troppo variegata tenuta insieme dallo spago dell’antiberlusconismo ma con principi lontani distanze incolmabili, dall'altra una destra completamente asservita agli interessi del possidente di Arcore. Non se ne esce fuori.
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La crisi di governo dimostra che l’Italia che vuole l’italiano medio e quella di vent’anni fa. Perché in fondo è nella nostra natura vivere a pane e compromesso. Siamo proprio noi i primi che si indignano contro l’evasione fiscale e poi non si fanno fare la fattura dal dentista, siamo i primi che non compriamo un cd perché troppo caro e poi scarichiamo, scrocchiamo e cracchiamo musica su internet, siamo i primi a prendercela col Sindaco per il traffico e poi ci facciamo togliere la multa dall’amico Vigile. A noi la coerenza di una Margaret Teacher o di uno Zapatero ci spaventa perché ci metterebbe di fronte ad un cambiamento di mentalità a cui non siamo pronti. L'impressione è che quelli fedeli ai propri principi sono coloro che non hanno nulla da perdere. Agli altri (ormai siamo in tanti) alla fine sta bene questo gioco instabilità faziosa dove una legge può essere aggirata per una virgola. Rivolgendo invece lo sguardo alla nostra classe politica mi vien da pensare che non so se quelli del Bagaglino siano parodie dei Onorevoli o i nostri politici siano in realtà onorevoli parodie del Bagaglino! Alleanzucce trasversali, giochi delle parti, cori da stadio e risse in parlamento, striscioni, bandiere, porta a porta e ballarò stucchevoli, poi tutti uniti se si tratta di incenerire le loro intercettazioni telefoniche. Altro che Alvaro Vitali e Renzo Montagnani, i nostri politici sono la vera fiction trash del 2000. Il problema è che non abbiamo modo di farci sentire. Se si scende in piazza, la piazza viene strumentalizzata. Per far sì di risolvere un problema siamo costretti a rivolgerci a Striscia la Notizia o alle Iene perché in altro modo gli amministratori a cui abbiamo dato il voto non ci danno ascolto. Ah, dimenticavo! Gli abbiamo dato il voto sì, ma grazie all’ultima riforma elettorale, che ha di fatto cancellato una volontà popolare sancita da un referendum, in realtà non li abbiamo scelti noi. “Nel mondo che vorrei” vorrei subito nuove elezioni ma prima un governo di transizione di cui NON facciano parte gli attuali leader dei partiti. Professionisti seri, laureati e professori in scienze politiche, giurisprudenza ed economia che riescano a partorire una equa legge elettorale che permetta all’elettore la vera scelta del candidato, una legge che preveda che nessun condannato in via definitiva sieda in parlamento e che preveda la presenza del 50% di liste civiche apartitiche che mettano all'ordine del giorno del consiglio dei ministri la quotidianità della vita. Ma purtroppo malinconicamente mi sveglierò da questo sogno perchè come dice trilussa "senza l'ombra di un rimorso, sai che ber discorso ce faranno tutti insieme sulla pace e sul lavoro, pe' quer popolo cojone risparmiato dar cannone". Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (33) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 837
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