| C'è futuro senza Natale? |
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| Scritto da Makarios | ||||
| martedì 12 dicembre 2006 | ||||
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La motivazione è il rispetto per le altre religioni, o altrimenti, come qualcuno ha subdorato la paura di urtare la sensibilità degli islamici.
Qualcuno è arrivato a dire: è stato un calcolato e cinico mercantilismo.
Comunque sia, chi ne fa le spese, è la gente comune e i bambini, che trovano in questi simboli l'iinnocenza di un immagine, che richiama tenerezza e semplicità.
A Birmingham ora lo chiamano «Winterval». A Luton, vicino a Londra, «Luminous». All'aeroporto di Roissy, a Parigi, il vecchio «Joyeux Noel» è stato sostituito da un laico «Buone feste». La parola "Natale" in Europa comincia a diventare impronunciabile. E' una faccenda di lingua politicamente corretta. La nuova linea del bon ton pluralistico e multietnico è: non nominare il Natale, e nemmeno festeggiarlo. Per rispetto, dicono, dei cittadini di altre religioni - e in particolare, par di capire, dei musulmani. Conquistato da questo "rispetto" il 74% delle aziende inglesi, che hanno bandito ogni luminaria, o festa tra colleghi. Scoraggiati i biglietti di auguri, zittiti i cori di «Silent night» negli ospedali. 2006, il primo Natale "corretto" spegne le luci di Londra, zittisce le cornamuse. Dovrà sembrare un giorno come gli altri. La nuova tendenza si allarga nella Spagna di Zapatero in nome della "laicità dello Stato", e spunta anche da noi, nelle scuole dove direttori correttissimi sopprimono d'ufficio quella provocatoria capanna con l'asino, il bue. Per rispetto verso le altre religioni, ripetono gli attivisti della correttezza. In pubblico, invece, dire «Natale» suonerà sconveniente. Winterval, Vacanze d'inverno, garbati neologismi a sostituire la impronunciabile parola. Il che ricorda il Mondo nuovo di Huxley, dove il termine «mamma» è osceno e proibito. Solo i bambini, a dire ancora «Natale». E i genitori a zittirli: si dice «Luminous», maleducato! La domanda nasce spontanea: è possibile un mondo senza il Natale? O anche: è accettabile un futuro senza l'opportunità del Natale?
Ma il Natale non permette una sosta meditativa, una semplice opportunità, per richiamare gli uomini alla pace, alla famiglia, alla semplicità, al piacere di stare insieme senza utilitarismi? Siamo veramente sicuri che possiamo fare a meno del Natale in un mondo dove aumenta il pericolo della guerra e del terrore?
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 12 dicembre 2006 ) | ||||
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