| Vaco Rossi? No grazie! |
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| Scritto da Luis | ||||
| martedì 26 giugno 2007 | ||||
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L'incredibile successo di questo artista ha pochi riscontri in Italia. Vasco Rossi è, infatti, il cantante rock italiano più noto ed amato dal mondo giovanile. Le sue canzoni, le sue musiche, sono le più conosciute e diffuse. Dall'inizio della sua carriera, primi anni 80, a tutt'oggi, milioni di giovani hanno eletto le sue canzoni a vere e proprie colonne sonore della loro adolescenza. Vasco Rossi ha potuto anche beneficiare di una critica entusiastica, peraltro meritata, che ha contribuito non poco al suo successo. I suoi pezzi sono resi famosi dalla pubblicità e l'uscita di ogni suo album conquista in breve tempo i primi posti nella classifica delle vendite discografiche. Si può tranquillamente dire che la nostra società ha eletto l'artista modenese ad icona dell'espressione del mondo giovanile. Non c'è quindi da stupirsi se nel 2005 la Libera Università di Lingue e Comunicazione, per mano del Professor Marco Santagata, ordinario di letteratura italiana all'Università di Pisa, gli ha conferito la laurea honoris causa in scienze della comunicazione. Eppure in tutta questa approvazione entusiastica dell'arte di Vasco Rossi percepisco qualcosa che non mi convince. Certamente non mi permetto di criticare la sua musica, non ne sarei in grado, ma i testi delle sue canzoni si. Intendiamoci, ognuno ha il diritto di dire ciò che vuole, la mia critica è rivolta esclusivamente a questa nostra società che stupidamente propone modelli deteriori ai suoi giovani. Una tra le più famose canzoni di Vasco Rossi Vita spericolata dell'83 fa l'elogio della vita senza impegni e senza valori indugiando sui piaceri dell'alcolismo. Stesso ritornello in Vado al massimo e splendida giornata, entrambe dell'82, dove l'autore propugna un'esistenza sfrenata e senza responsabilità. Abbiamo paura che i nostri figli vengano a contatto con la droga e l'alcool, ma poi esaltiamo certi modelli. Sempre nell'82 Vasco Rossi cantava in Cosa ti fai: "Dimmi che cosa ti fai. Non dirmi che non ti droghi mai! Dai!". Oppure in Vuoi star ferma: "Vuoi star ferma, vuoi con i pensieri, un altro whisky qui, un altro whisky si...". Non parliamo della violenza che trasuda da certe canzoni diffusissime tra i giovani. E' il caso di Gli spari sopra dell'93: "Se la guerra poi adesso cominciamo a farla noi, non sorridete... gli spari sopra...". Vero e proprio inno alla distruzione di ogni valore di una società civile è il testo di Siamo solo noi, una canzone famosissima di Vasco Rossi dell'81: "Siamo solo noi che non abbiamo più rispetto per niente neanche per la mente, siamo solo noi che poi muoiono presto, quelli che però è lo stesso. Siamo solo noi che non abbiam più niente da dire dobbiamo solo vomitare, siamo solo noi quelli che ormai non credono più a niente e vi fregano sempre...". L'unica forza vitale che spinge quest'uomo a continuare la sua disperata esistenza è l'istinto sessuale sfrenato molto ben espresso in Rewind del 98 e l'amore per il denaro decantato in Cosa succede in città dell'85: "Conta si il denaro...altro che no, me accorgo soprattutto quando, quando non ne ho, egoista certo... perché no? E perché non dovrei esserlo? Quando c'ho il mal di stomaco c'è l'ho io o no?". Per il resto c'è solo la desolante e triste mancanza assoluta di una speranza nella vita, di un valore da coltivare, tutto è negativo e da buttare. In canzoni come Un senso del 2004, Siamo soli del 2001, C'è chi dice no dell'87, traspare tutta la disperazione di una esistenza senza senso che non può non influenzare negativamente una coscienza ed una personalità in formazione come quella adolescenziale. A mio modo di vedere Vasco Rossi rappresenta l'ennesimo modello falso e deteriore che questa società di oggi, incapace di sottrarsi alle logiche del business a tutti i costi, riesce a propugnare. Certamente mi rendo conto che la stragrande maggioranza di coloro che leggeranno quest'articolo mi considererà un vecchio bigotto reazionario, poco male sono vaccinato. Il vero problema in questione restano quei genitori devastati dalle morti dei loro figli nelle stragi del sabato sera, dalla droga e dall'alcool... Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (19) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 504
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