| Oggi sposi |
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| Scritto da Marat | ||||
| lunedì 02 novembre 2009 | ||||
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Quindi scordiamoci i film pecorecci che offendono il buon gusto e l’intelligenza di un pubblico torpido rimbambito da talk show e reality finti, farciti di pseudocomici falliti e bolsi e ninfette e strappone recuperate alla rinfusa dai cascanti palinsesti di Rai-set o da isole di famosi dimenticati o da salotti decadenti: il film di Luca Lucini si presenta ai nastri di partenza con un’idea semplice e geniale (l’organizzazione del matrimonio di quattro coppie diversissime con problemi più che personali le quali non si conoscono, ma i cui maneggi e destini finiranno per intrecciarsi in un caleidoscopico finale travolgente), forte di una sceneggiatura brillante e spumeggiante, sostenuto da giovani attori cavalli di razza che gareggiano in bravura senza che sia possibile stabilire la palma del vincitore, e arricchito da parti di supporto e da cammei di valore sopraffino forniti da un Michele Placido strepitoso, una dolcissima e misurata Lunetta Savino, un simpaticissimo Renato Pozzetto. Le vicende delle coppie si dipanano naturalmente attraverso dialoghi irresistibili e momenti di sentimento. Un ispettore di Polizia (Luca Argentero) belloccio e concupito dalle colleghe e dalla sua superiora che vuole convolare con la aristocratica figlia dell’ambasciatore indiano (la bella Moran Atias); un faccendiere in odore di intrallazzi con la mafia, cafonissimo e apparentemente ricchissimo (Francesco Montanari, lontano anni luce dalla livida e feroce interpretazione del “Libanese” di Romanzo Criminale) che vuole impalmare la splendida Gabriella Pession, della categoria letterine tutte TV e gossip; una fenomenale Isabella Ragonese, già splendida precaria frustrata di “Tutta la vita davanti”, qui cameriera di un ristorante di lusso dove lavora il suo promesso, aiuto-aiuto cuoco (Dario Bandiera); una ambigua e grintosa estetista ventenne (Carolina Crescentini, bella e brava) che conquista al matrimonio il ricchissimo settantenne Pozzetto padre di un giudice imbranato e sfigatissimo che poi di lei finisce per innamorarsi (Filippo Nigro, uno spasso). La trama non ve la racconto perché vi toglierei il piacere di godervi una serie scoppiettante di sorprese divertentissime e di dialoghi travolgenti, di gag e tòpoi classici della commedia degli equivoci che qui si reinvestano e si modernizzano, mantenendone peraltro inalterato lo spirito e la finalità di divertire con garbo. Sappiate che il film ha un lieto fine per tutti (o quasi), che i nodi vengono al pettine e che l’amore (vero) trionferà: nel mezzo ci sono tematiche importanti e complesse trattate con delicata ironia (il multiculturalismo etnico e religioso, i pregiudizi razziali e di classe, i problemi dei giovani senza una lira ma pieni di amore e coccole, la società dell’immagine, le indagini pilotate dai procuratori un po’ fissati, le differenze di età, le dinamiche di coppia di giovani e meno giovani e altro ancora). Una nota a parte: mi devo ricredere, Luca Argentero (ex Grande Fratello) è proprio bravo. Non è un bel visetto e basta tipo Carabinieri 2 o 3, e ha superato il clichè del bel culattone creatogli da esperienze precedenti tipo Ferzan Ozpetek dove mi sembrava sopravvalutato. Sa recitare, e sa recitare bene, è simpatico, convincente e sa fare anche ridere. Di Placido posso dire solo che migliorando invecchia come un buon Barolo, e quando fa il pugliese dà il meglio di se. Gli altri sono eccellenti, e altro non aggiungo. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (35) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 406
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