| Life is now |
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| Scritto da Luis | ||||
| giovedì 07 dicembre 2006 | ||||
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Ormai in ogni fascia pubblicitaria, pomeridiana, pre-serale, serale, post-serale, notturna, ecc… imperversano ossessivamente le gesta dei due “eroi”. Purtroppo, in famiglia, il bersaglio più colpito da tale bombardamento è l’erede di sei anni e, con raccapriccio, l’altro giorno l’ho sorpreso a ripetere ridendo l’odiata britannica frase “life is now”. Mentre ero ancora sconvolto dal pensiero di possibili devastanti e gravissime influenze sul processo di formazione delle passioni calcistiche del futuro ragazzo, feci caso, per la prima volta, al messaggio ripetuto ossessivamente dallo spot pubblicitario. “Life is now” cioè, più o meno, “la vita è adesso”, ossia “cogli l’attimo”. In effetti la frase, proposta in inglese, non ci trasmette subito il suo reale significato. O meglio, non lo trasmette a tutti, ma, molto probabilmente, lo trasmette direttamente al suo bersaglio: i giovani.Certamente la pubblicità vuole solo creare nei ragazzi l’innocuo “bisogno” di avere la possibilità di mandare più messaggini possibili, ma se riflettiamo un attimo sul senso della frase ci si accorge quanto sia inquietante. La vita è adesso, cioè viviamo il presente, il passato e il futuro non ci riguardano, se voglio fare una cosa, la faccio e basta. Perché bisogna aspettare? Perché pianificare e fare progetti? E’ molto meglio avere tutto e subito.Ma cosa resta di una vita senza un progetto? Si è veramente felici? Quali sono le soddisfazioni che ci rendono persone veramente realizzate? Non c’è un progetto nella dolorosa scelta dell’aborto, non c’è un progetto nella dramma della tossicodipendenza, non c’è un progetto nello sfascio di un matrimonio. Non c’è nessun progetto ogni volta che anteponiamo il nostro egoismo, senza rispettare i tempi dettati dall’amore."Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta invece è la porta ed angusta la via che conduce alla vita e quanto pochi sono quelli che la trovano!" (Matteo 7,13-14). E’ l’amore di Dio che ci rende felici. Aspettare il tempo propizio, saper fare delle rinunzie per la gioia futura, soffrire il giusto per apprezzarne il frutto. Tutto ciò ci realizza e ci rende liberi. Come padre dovrò presto confrontarmi con mio figlio su questi temi e per questo prego il Signore che mi aiuti e mi illumini. Un figlio che, ovviamente, dovrà essere laziale! Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (10) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 421
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