| Il lato debole della società aperta (La libertà difficile) |
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| Scritto da Makarios | ||||
| domenica 03 dicembre 2006 | ||||
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(Friedrich Nietzsche) È il frontespizio di un libro di Joachim Fest che introduce una bella e importante riflessione sulla libertà difficile in una società “aperta” come la nostra democrazia occidentale.[1] Il libro propone una riflessione sui pericoli insiti nelle attuali democrazie, che non hanno più PUNTI DI RIFERIMENTO FORTI, dopo il cambiamento storico avvenuto nel 1989, con la caduta dell’impero sovietico. In polemica con chi ha frettolosamente annunciato l’avvento di un’età dell’oro, ma anche durissimo con chi contrabbanda le vecchie ideologie utopistiche e totalitarie sotto nuove e false vesti, Fest indica delle possibili strade per prendere coscienza del delicato momento storico che attraversiamo. La fine delle età utopistiche, ha messo l’uomo di fronte ad una debolezza radicale, non trovando più di fronte a sé degli antagonisti che davano senso alla vita. È necessario capire che la decadenza di un avversario comporta qualcosa di diverso dalla sua stessa decadenza, e cioè o una maggiore consapevolezza di sé, oppure lo SVILIMENTO DEI VALORI E IL DILAGARE DELL’EGOISMO, ovvero un regime di futilità, incapace sia di percepire l’esistenza di principi e valori sovraordinati, sia di assumersi delle responsabilità. Quello che ci vuole adesso è “UNA SALUTARE PAURA DELL’AVVENIRE”. Prima o poi, dice l’autore, anche per la comunità liberale (la nostra occidentale) potrebbe arrivare il giorno in cui i vantaggi di una vita sicura, della libertà di consumo e delle occasioni di guadagno verranno considerati insufficienti; allora si risveglierà “L’ESIGENZA DELL’ASSOLUTO”, DELLA SPIRITUALITA’, DELL’AVVENTURA E DELLA GRANDEZZA. Potrebbe, continua, l’autore, anche profilarsi nuovamente il desiderio di capi carismatici, la cui capacità di seduzione non è stata esperita fino in fondo nonostante tutte le catastrofi che hanno provocato. I fascismi di qualsiasi specie, anche religiosi, sono la grande tentazione nelle condizioni di transizione in cui le tradizionali forme di vita si disintegrano e le nuove forme di vita non si sono ancora sviluppate. Perdita di senso della vita, ambiguità, isolamento e insicurezza esistenziale fanno parte del presente e sono il prezzo degli spazi decisionali e delle occasioni di partecipazione offerte a singolo individuo, oggi in misura enormemente maggiore rispetto al passato.[1] Joachim FEST, La libertà difficile, Ed. Garzanti, 1996.
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 07 dicembre 2006 ) | ||||
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