| Home video: L'ultimo re di Scozia |
|
|
|
| Scritto da Marat | ||||
| martedì 28 agosto 2007 | ||||
|
Chi come me ha qualche annetto in più ricorderà senz’altro la parabola politica e personale del presidente–dittatore dell’Uganda, salito al potere nel 1970 con il solito colpo di stato e mantenutosi in tale occupazione attraverso un regime sanguinario che fece più di 300.000 vittime tra i suoi compatrioti finchè non fu detronizzato da un altro golpe e fuggì in esilio, morendo nel suo letto nel 2003 nell’Arabia Saudita dei petroldollari. In questo pregevole film la figura del dittatore cannibale (che arrivò al punto di mangiarsi alcuni tra i suoi figli) è vista attraverso gli occhi del giovane medico idealista Nicholas Garrigan, che dalla natia Scozia si recò nel paese centrafricano per trascorrervi un anno sabbatico utile per accumulare esperienza all’estero e che finì per diventare il medico personale di Amin.
Figura complessa e sfaccettata, per nulla banale e prevedibile, il dittatore feroce sapeva mostrarsi (quando lo voleva, beninteso) amabile e divertente, grande amicone, pronto alla battuta scherzosa e apparentemente sincero e diretto. Un’immagine accattivante, non costruita a tavolino dagli esperti di public relations ma assolutamente naturale, che trasse in inganno anche il giovane seguace di Esculapio, che vedeva in lui un governante dinamico e pragmatico, attento alle istanze sociali del suo paese e nemico del neocolonialismo. Un presidente che voleva presentarsi come il “papà” degli ugandesi pronto a difenderli dalla miseria e dallo sfruttamento delle multinazionali e della solita cattiva America. Mentre il film scorre, si svelano a poco a poco gli altri tratti meno piacevoli della personalità del dittatore: la sindrome paranoica che gli faceva vedere complotti e tradimenti in tutte le persone che lo circondavano, la sospettosità maniacale, la crudeltà, la ferocia, la megalomania. E anche il dottor Garrigan diventerà testimone e involontario complice delle atrocità del generale supremo, fino a trasformarsi in suo antagonista e vittima. Uno strepitoso Forest Whitaker dal curriculum importante (da Apocalypse Now a Panic Room per citare alcune opere) sorprende per la freschezza e la naturalezza con cui ci restituisce un Amin quotidiano, sia pure nella sua mostruosità, aiutato anche da una impressionante somiglianza fisica. Il dottore è interpretato da un bravo attore, James McAvoy, perfetto nel ruolo del giovane medico un po’ superficiale (va in Africa per lavorare ma anche per divertirsi, gnocca compresa) ma animato da buoni sentimenti, che ispira tenerezza per la sua candida ingenuità che verrà distrutta dalla cruda realtà, lontana anni luce dalle dichiarazioni d’intenti e dagli idealismi da salotto. Si nota appena la presenza di Gillian Anderson, la spiritata Scully di X-Files, qui meno a suo agio tra negretti e savana che non tra mostri e alieni. Film da vedere: per chi non sa niente di Amin e dei suoi colleghi di autocrazia africana (Mugabe, Bokassa, Mobutu e via discorrendo), ma anche per chi questi figuri li ricorda bene, con disgusto e inquietudine, come il simbolo dell’eterna contraddizione dell’Africa post-coloniale, avida di libertà e autogestione ma spesso vittima di faide tribali e generali golpisti megalomani. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (14) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 539
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Il mondo che vogliamo è un network a-partitico di libero pensiero, riflessione, critica sociale, politica e cultura con gli occhi aperti verso ciò che di buono e di positivo si può costruire.
Un sito non solo di critica ma anche di buone notizie.
Un network di informazione non giornalistico che si apre all'occhio del cittadino con filmati video e segnalazioni in movie
Questo sito Web non appartiene ad alcuna istituzione ecclesiastica, civile o
militare; non è collegato ai siti segnalati o recensiti, né è responsabile
del loro contenuto. La segnalazione di un sito non comporta per ciò stesso
l'approvazione di tutti i suoi contenuti. I documenti forniti, sia testuali
che multimediali, non implicano alcun coinvolgimento delle istituzioni
ecclesiastiche, civili o militari eventualmente citate, direttamente o
indirettamente, con le attività e le finalità proprie del sito.
Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62, si dichiara che questo sito non
rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene
aggiornato ad intervalli non regolari. Questo sito non è collegato ad alcun
periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o
economiche e in ogni caso fini di lucro, altri vantaggi materiali o ingiusto
profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al
principio della totale gratuità.
Tutti i marchi eventualmente citati o riprodotti nel sito appartengono ai
rispettivi proprietari che ne detengono integralmente i diritti. L'uso di
logotipi e immagini caratteristiche o peculiari non implica in alcun modo
l'appartenenza di questo sito alle persone fisiche o giuridiche ad esse
eventualmente connesse, né un coinvolgimento delle stesse - diretto o
indiretto - con le attività e le finalità proprie del sito e viceversa. I
testi non firmati, salvo diversa indicazione, si intendono di proprietà
dell'Autore/titolare del Sito.