| GRAZIA DELEDDA MUSA (DIMENTICATA)DI CINEMA E TV |
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| lunedì 07 dicembre 2009 | ||||
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di Raffaele Iaria
Eppure, oggi, Grazia Deledda è una “musa dimenticata”. Tante altre sue opere meriterebbero di essere proposte al grande pubblico cinematografico o televisivo, come “La danza della collana”, romanzo del 1924 rilanciato in questi giorni da Avagliano in una edizione a cura di Gianni Maritati, giornalista culturale del Tg1. Oltre alla presentazione, in coda al romanzo appare un saggio dello stesso curatore dedicato proprio a “Grazia Deledda fra cinema e tv”.
Tanti gli altri film da ricordare: “La Grazia” (sceneggiato e diretto da Aldo De Benedetti nel 1929, all’indomani della vittoria del Premio Nobel per la Letteratura), “Le vie del peccato” (di Giorgio Pastina, 1946), “Delitto per amore” (di Augusto Genina, 1950, dal romanzo “L’edera”, sceneggiato poi per la tv nel 1974), “Amore rosso” (di Aldo Vergano, 1953, dal romanzo “Marianna Sirca”, anche questo sceneggiato poi per la Rai nel 1965), “Proibito” (di Mario Monicelli, 1954), “Il segreto dell’uomo solitario” (di Ernesto Guida, 1990). Sul versante tv, da rievocare anche l’enorme successo di “Canne al vento”, sceneggiato in bianco e nero diretto da Mario Landi nel 1958. Appartiene alla storia degli adattamenti televisivi anche il film “Il cinghialetto”, diretto da Claudio Gatto nel 1981 per Raidue. Da sottolineare la qualità di queste produzioni e la presenza spesso di attori e attrici di primo livello: da Lea Massari ad Amedeo Nazzari (sardo come l’autrice), da Roldano Lupi a Franco Interlenghi. Di tutti questi film e sceneggiati – racconta Gianni Maritati – <non esistono edizioni in dvd: solo i vhs di alcuni titoli, rintracciabili su Internet attraverso un buon motore di ricerca. Su YouTube, inoltre, è visibile una scena di “Delitto per amore”, mentre sul sito http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.html sono disponibili alcune scene di vari film (“Cenere” e “Proibito”, ad esempio) in contributi che parlano del cinema di ambientazione sarda. Presenti, nello stesso sito, anche le edizioni integrali di “Canne al vento” e di “Marianna Sirca”, che in un rigoroso bianco e nero, sottolineato dal potere evocativo della musica e da una recitazione di altissima qualità, ci restituiscono il sapore di una rappresentazione arcaica e dolorosa della Sardegna>. Sarebbe utile, dunque, oltre che culturalmente meritoria, l’iniziativa di riproporre in dvd tutti i titoli “deleddiani”, invitando sceneggiatori e registi di oggi a rileggere romanzi e novelle di Grazia Deledda per trarne nuova ispirazione. Scrive ancora il curatore: <“La danza della collana” non è mai stato trasposto sul piccolo o sul grande schermo, ma la narrativa di Grazia Deledda è stata - e speriamo continui ad essere - una fonte d’ispirazione importante per gli autori di cinema e di televisione. Autori che hanno privilegiato non solo le storie più classiche di ambientazione sarda ma anche quei personaggi femminili caratterizzati da uno spirito ansioso, ribelle e anticonformista. Una “fonte” che non ha prodotto nel tempo moltissimi titoli, ma che si è ritagliata uno spazio ben riconoscibile nella storia della produzione audiovisiva, costituendo per decenni praticamente l’unico “passaporto per immagini” verso la civiltà sarda da parte dei “non sardi”>. Raffaele Iaria Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (59) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 640
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