| Andrea Chenier |
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| Scritto da Chenier | ||||
| lunedì 19 marzo 2007 | ||||
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Andrea Chenier - di Umberto Giordano (Foggia 1867, Milano 1948) – Libretto di Luigi Illica- Prima rappresentazione Scala di Milano, marzo 1896.
L’Andrea Chenier, non è considerata dai critici musicali un’opera di grande struttura melodica; io non sono in grado di valutare ciò che manca in essa per potersi definire perfetta. Quello che mi affascina e che mi trasporta in un etereo mondo di ideali e di gloria emotiva è la potenza espressiva che essa emana diventando interprete del pensiero puro ed eroico che alberga in ogni mente umana. L’esplosione della rivoluzione decapita cattivi e buoni, il vecchio regime viene eliminato nel sangue e se ne viene a formare uno nuovo. Il poeta Chenier accusa con rime pungenti i ricchi corrotti ed effeminati che pensano solo a parrucche e gavotte senza curarsi della miseria che li circonda. E quando esprime questi pensieri in presenza della nobiltà, tutti inorridiscono al suo ardimento… solo una fanciulla, la contessina Maddalena, esprime “umanamente un guardo di pietà”. Maddalena viene salvata dalla furia omicida dalla serva Bersi che la nasconde tra le prostitute della città. Chenier, pur essendo anche egli un nobile, è ancora libero da accuse e Maddalena a lui si rivolge per avere protezione. La cosa non è gradita a un ex servo della famiglia di Maddalena ora divenuto un pezzo grosso del nuovo regime. Costui per eliminare il rivale ha la comoda arma dell’accusa infamante; fa incarcerare Chenier come traditore della patria a cui seguirà il rituale ghigliottinamento. Maddalena, raccoglie i suoi ultimi gioielli, corrompe una guardia del carcere e si sostituisce ad una donna che sarà giustiziata nello stesso giorno di Chenier. Andrea e Maddalena, sulla carretta che li porta al patibolo, cantano la gioia del loro amore che da lì a poco diventerà infinito. “Tu sei la poesia che alfin si dona al suo poeta, tu sei la meta dell’esistenza mia!” E’ un’opera potente, forte, che fa vibrare i sentimenti. Le romanze del tenore sono taglienti come asce e lievi come uno zefiro…. Non si può fare a meno di seguirlo nelle altezze della sua poesia, magistralmente adattate da Luigi Illica da quelle originale del poeta storico. E’ un’opera che dovrebbero conoscere i giovani certamente i più attratti alle istanze di giustizia, di onestà, di donazione e di furore eroico. Andrea Chenier si può considerare una voce “pulita” che non viene ascoltata da coloro che hanno coniato e proclamato la famosa triade “Egalité, fraternité, humanité”. Non c’è mai tempo per ascoltare i poeti.
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