| I blogs di Luis: l'uomo e l'evoluzionismo |
| Scritto da Luis | ||||
| sabato 18 ottobre 2008 | ||||
Dal conosciutissimo blog d’ispirazione cristiana di Andrea Tornielli, un giornalista vaticanista de “Il Giornale”, traggo uno scambio di idée che ebbi con una persona razionalista atea fermamente convinta del fatto che la teoria evoluzionista di Charles Darwin dimostri chiaramente la non esistenza di Dio.
scritto da Luis, dicembre 5, 2007. Se l’evoluzione, grazie alle sue rigide regole, è stata in grado di “costituire” l’organismo che meglio si adatta ad ogni ambiente, come mai con la specie “Homo sapiens” questo fenomeno non ha avuto la stessa efficacia? Tutti gli organismi viventi esistenti, dai protozoi alle piante, fino ai primati, costituisco degli esempi perfetti di adattamento all’ambiente, non ci sono errori, un meccanismo perfetto. Purtroppo nell’uomo tutto ciò non si è verificato. Infatti la complessità eccessiva del suo cervello lo svincola dalle leggi evolutive. L’uomo, infatti, grazie a questa sua complessità cerebrale, è una testimonianza vivente del fallimento del fenomeno evolutivo. L’uomo, infatti, con la sua complessità cerebrale sa curarsi sempre meglio, sottraendosi alla selezione naturale; con la sua complessità cerebrale, può decidere autonomamente di suicidarsi, contravvenendo all’istinto naturale della sopravvivenza; oppure con la sua complessità cerebrale può decidere di non riprodursi, ponendo un grave freno all’istinto della perpetuazione della specie. Bisogna, quindi, ammettere che fino alla comparsa delle scimmie l’evoluzione ha ben funzionato, poi il meccanismo perfetto si è inceppato. Calcolando che sul nostro pianeta ci saranno milioni e milioni di specie di organismi viventi, come mai l’evoluzione ha prodotto solo una specie sbagliata, cioè l’uomo “Homo sapiens”? E come mai una regola ferrea, scientificamente ineccepibile, possa, all’improvviso, non essere più valida? Secondo il mio modesto avviso le probabilità che l’evoluzione abbia funzionato male nel caso dell’uomo sono infinitamente poche. Allora, perchè l’uomo può agire contro le regole evoluzionistiche? Ma l’uomo è veramente costituito dalla sola materia? scritto da un utente cristiano, dicembre 5, 2007 Caro Luis, il tuo modo di ragionare mi piace… A Luis domando: Che interpretazione da al fatto che è esistito un periodo della storia naturale, nel quale sono convissute contemporaneamente più specie umane? Ha capito bene, più specie umane, dotate di un cervello con capacità superiori, rami distinti del cespuglio evolutivo delle quali noi siamo i soli ad essere sopravvissuti fino ad ora. L’uomo di Neanderthal per esempio non e’ un nostro antenato, ma un’altra specie umana. Ovviamente abbiamo un antenato comune, così come tutte le forme di vita sulla terra. Vedo inoltre, che in questo blog, si ha una concezione distorta di cosa sia l’evoluzione dell’uomo. E’ sbagliato ritenere che l’uomo discenda dalla scimmia. Non è vero è falso. Noi e le scimmie discendiamo da un antenato comune che era sicuramente un primate non è era né uomo né scimmia. L’evoluzione non è un processo lineare, ma come già teorizzato da Darwin una sorta di cespuglio, un corallo. Ripeto, che vi costa studiare un po’ se davvero vi interessa l’argomento? Le scoperte scientifiche sono un patrimonio di tutti! Perdersele è davvero triste. scritto da Luis, dicembre 6, 2007. Caro Ateo1, come saprai certamente il concetto di “specie” è solo una convenzione che ci aiuta a capire le varie fasi della differenziazione e specializzazione degli organismi all’ambiente. Infatti l’uomo di Neanderthal si è rivelato, secondo lo spietato meccanismo evolutivo, inadatto a dare origine ad una discendenza duratura così è stato soppiantato da altri uomini (ad es. l’uomo di Cro-magnon, ecc…), che hanno percorso altre linee evolutive. Ma sempre di uomini si tratta, ognuno con le peculiari qualità che lo distinguono dagli altri animali (senso del soprannaturale, capacità dell’astrazione, ecc..). In quest’ottica, non ha quindi importanza fare distinzioni tra specie e linee evolutive, convenzioni che sono solo strumenti per lo studio dell’affermazione evolutiva dell’animale uomo, ma è significativo constatare che quest’essere, già ai suoi albori, manifestò, seppure in modo ancora non ben sviluppato, le caratteristiche interiori che lo distinguono da tutti gli altri esseri viventi. Un saluto. Neanderthal e Homo Sapiens hanno condiviso la loro permanenza su questo pianeta per migliaia di anni. Cioè contemporaneamente. Erano un altra specie. Stiamo parlando di “umanità” distinte. scritto da Luis, dicembre 7, 2007 No, caro ateo1, l’umanità è una, solo che alcuni uomini non sono riusciti ad essere competitivi per l’ambiente e il loro “ramo” evolutivo si è spento, mentre altri uomini con un percorso evolutivo differente ci sono riusciti e così esistiamo noi. Questo fenomeno, in modo intraspecifico, avviene ancora oggi, i soggetti più deboli soccombono, almeno quelli a cui non è possibile accedere alle cure sanitarie. Come già detto le differenze morfo-funzionali tra gli uomini, in base alle quali convenzionalmente si individuano delle “specie”, non escludono il fatto che tutti questi uomini, anche se si sono adattati in modo differente all’ambiente, hanno manifestato (graffiti e pitture sulle pareti, sistemi di sepoltura, ecc…) la propensione al soprannaturale, la capacità all’astrazione, ecc…, tutte caratteristiche che assolutamente non si ritrovano negli altri animali. A questo fatto C. Darwin non seppe dare una spiegazione convincente.Un saluto. scritto da Luis, dicembre 7, 2007
A proposito, mi scuso con te, utente cristiano, per non averti risposto prima. Mi fa molto piacere che ti piaccia quello che scrivo. Ciao. scritto da ateo1, dicembre 7, 2007 Penso che usiamo la parola “umanità” con significato differente (lei si riferisce al genere io alla specie).
Oggi l’umanità è una. Cioè gli unici rappresentati, come specie, del genere “Homo” siamo noi. Ma in passato non era così, esistevano differenti specie umane. Poi se per lei la classificazione in specie è una pura convenzione provi a far accoppiare un asino e un cavallo (specie distinte, ma stesso genere “Equus”) e a ottenere una prole fertile. scritto da Luis, dicembre 7, 2007.
Caro ateo1, che c’è? Se l’uomo è in grado di differenziarsi dall’animale per le caratteristiche che ho già indicato, allora esiste un chiaro indizio della presenza di una scintilla divina. E tutto ciò a prescindere dal fatto che gli individui appartengano o meno alla stessa specie. Un saluto. scritto da ateo1, dicembre 7, 2007. Con certezza, possiamo oggi affermare che almeno la capacità di astrazione non appartiene solo all’animale uomo. Anzi gli uccelli la sviluppano ben prima. Quindi deduco seguendo il suo ragionamento che quello che lei chiama “scintilla” sia da riferirsi più alla “propensione del soprannaturale”. Quindi deduco, seguendo il suo ragionamento che nella storia naturale ci sia stato un “preciso momento” in cui sia stato “infusa” questa scintilla. Le chiedo, quando? Che evidenza abbiamo che non sia come il linguaggio frutto anch’essa di un processo evolutivo? Cosa la convince che le “capacità superiori” siano comparse “dall’oggi al domani” e non siano invece il frutto di processi evolutivi anch’essi? La neuroscienza e lo studio del cervello ci fa propendere per questa seconda ipotesi. La stessa Coscienza è oggi studiata in termini evolutivi. Badi bene, io non sto affermando con certezza dogmatica che non sia corretto quello che dice lei. Sto affermando che l’evidenza e gli studi attuali la rendono la soluzione meno probabile. E’ altresì dogmatico rifiutare a priori che possa esistere una spiegazione naturale per la comparsa del linguaggio, della coscienza, dei sentimenti umani, del concetto di astrazione, del sentimento religioso etc. Lei ritiene questa ipotesi, un’ipotesi o la rigetta aprioristicamente? scritto da Luis, dicembre 8, 2007. Caro ateo1, per rispondere alla tua domanda devo ritornare a quello che ho già scritto precedentemente.
La scienza ha dimostrato solo il fatto che l’intelligenza umana è il frutto di una evoluzione. Anche gli animali sono intelligenti, ma di un grado inferiore. Di tutto ciò, essendo uomo di scienza, ne sono ovviamente convinto. Ma proprio perchè abituato a seguire un ragionamento logico-scientifico, vedo che alcune caratteristiche umane non si riscontrano in alcun modo negli animali. Non so dire quando è comparsa la scintilla, ma indubbiamente questa esiste e la scienza non ha saputo dare una risposta. Un saluto. scritto da ateo1, dicembre 8, 2007. Cosa le da così tanta certezza che le caratteristiche umane non seguano le leggi evoluzionistiche? Su che basi di evidenza fa questa affermazione? scritto da Luis, dicembre 8, 2007 L’evidenza è questa: l’uomo è svincolato dalle leggi evolutive. Ma allora l’uomo è solo materia? Un saluto. scritto da ateo1, dicembre 8, 2007 Luis, io capisco bene cosa intende, lei si riferisce a quel “quid” in più, a quell’essenza “immateriale” che probabilmente chiama “anima”. Ma tutto ciò si trova nella Genesi, mentre non c’è evidenza scientifica che l’”anima” esista realmente. La parte “immateriale” che ci contraddistingue da altri animali, le “funzioni superiori” sono frutto della singolarità del linguaggio, interpretabili anch’esse per vie evolutive. Sentimenti, memoria, autocoscienza, ora ci sembrano un sistema “perfetto”, ma non è scontato che siano sempre stati tali. La mente è frutto di attività cerebrali e il cervello come organo si è evoluto, come tutti gli altri organi. Ovviamente non abbiamo “fossili” dei sentimenti quindi è più difficile trovare “dei proto-sentimenti” o una “proto-coscienza”, ma questa ipotesi non è da rigettare aprioristicamente. Gli studi di Steven Pinker sul linguaggio al contrario ci fanno propendere per un’interpretazione evolutiva dello stesso. Lo stesso concetto di “coscienza” dal punto di vista delle neuroscienze contemporanee sta facendo dei balzi enormi nella conoscenza, basta leggere i lavori di Ramachandran per rendersene conto, e tutti in chiave evoluzionistica, e tutti supportati da evidenza sperimentale. La sua è un’ipotesi, il “salto ontologico per scintilla” che non è scientifica per definizione, non essendo supportata da evidenza. La rispetto su di un piano filosofico/teologico, ma la rigetto da un punto di vista scientifico, in quanto non contemplabile all’interno di un sistema esplicativo naturalistico (unico dominio di ricerca della scienza). scritto da Luis, dicembre 8, 2007 Caro ateo1, ho la vaga impressione che, invece, non riesci a capire quello che intendo. Sarò diretto e conciso: l’uomo è in grado di compiere azioni, avere pensieri, elaborare propositi, che non rispettano le leggi evoluzionistiche. Questo che dico non è un’ipotesi, ma una evidenza a cui, almeno per adesso, la scienza non ha saputo dare una risposta convincente. Molto probabilmente tu sarai convinto che in un futuro la scienza saprà trovare una spiegazione plausibile a questo fenomeno, convinzione rispettabilissima. Al contrario io penso che l’uomo ha la facoltà di sottrarsi all’istinto. Questa facoltà la chiamo “libero arbitrio”, cioè la possibilità di decidere il proprio comportamento senza essere condizionato dall’istinto. L’uomo è in grado di distruggere il proprio ambiente, uccidere per divertimento, morire per i propri persecutori, sottrarsi all’istinto della sopravvivenza, ecc… niente di tutto questo riescono a fare gli animali. Gli animali, al contrario dell’uomo, agiscono governati esclusivamente dall’istinto. E’ per questo che un animale non può essere considerato né buono, né cattivo, ma l’azione che compie è sempre giusta, funzionale allo scopo evolutivo. Quando nella Genesi si parla dell’albero della conoscenza del bene e del male si allude proprio a questa facoltà dell’uomo di scegliere la via del bene o quella del male. Di tutto ciò ne sono convinto non tanto per la fede, ma per l’osservazione della realtà. Un saluto. scritto da ateo1, dicembre 8, 2007. Lei dice: “L’uomo è in grado di distruggere il proprio ambiente, uccidere per divertimento, morire per i propri persecutori, sottrarsi all’istinto della sopravvivenza, ecc… niente di tutto questo riescono a fare gli animali”. Ovviamente, sono d’accordo con lei su questo, quello in cui io dissento (e temo che difficilmente potremmo arrivare ad un punto di accordo) è che il motivo per cui possiamo farlo esuli dall’evoluzione, tutto qui. Quello che lei descrive credo sia riconducibile al concetto di “coscienza”. Che a sua volta può essere scomposto in differenti funzioni, dal punto di vista delle attuali scienze cognitive. Oggi, tramite evidenze empiriche, stiamo ridisegnando le passate convinzioni che avevamo sul concetto di mente/cervello/funzioni superiori. Per esempio, prenda la “coscienza di sé”, studio di casi clinici in cui i due emisferi sono separati hanno dimostrato che i soggetti avevano due “coscienze di sé”; stimolazioni al lobo temporale inducono in pazienti visioni mistiche etc. Il cervello per quanto resti un campo di ricerca molto ampio, non è più “il mistero” tout-court che è sempre rappresentato. La mia posizione si basa sulle scoperte recenti (ultimi 30 anni, basta sfogliare una rivista come Science, Nature, New Scientist per leggere decine di articoli) dello studio del cervello, del suo funzionamento, prove empiriche, sperimentali. Ovviamente la strada da fare nella ricerca è ancora lunga…ma non è certo pari a zero. In altre parole mentre la sua posizione, rispettabilissima su di un piano filosofico/teologico, sarebbe stata inoppugnabile fino a metà del secolo scorso, oggi non è più così scontata. La invito a fare qualche lettura sulle scoperte di neuroscienza recenti e vedrà che la sua granitica convinzione potrà rimanere tale solo mettendo da parte la criticità scientifica per far posto alla fede. L’osservazione non basta, la scienza è spesso controintuitiva e spesso l’osservazione può portare a brutti scherzi. Detto questo, se vuole continuare a cercare “conferme” sulla Genesi …faccia pure. A questo punto penso proprio che tu abbia ragione, non è possibile trovare un punto d’accordo. Secondo me non è ragionevolmente possibile sottrarre la natura umana dalle leggi naturali evoluzionistiche. L’uomo è il frutto di una evoluzione, quindi ogni sua caratteristica deve essere stata raggiunta attraverso queste leggi. Non è producente, ai fini della validità del metodo scientifico, pensare che tali caratteristiche “esulino” dalle leggi evoluzionistiche. La scienza che hai citato ha solo confermato l’enorme complessità del cervello umano, ma non ha mai dimostrato, ma neanche minimamente saputo spiegare, il perchè l’uomo è in grado di mettere in atto determinati comportamenti totalmente “innaturali”. Caro ateo1, ti sembrerà incredibile, ma le risposte più convincenti per spiegare questi comportamento non ha saputo darle la scienza, ma proprio quel libro che ti fa sorridere: la Genesi. Un saluto. scritto da ateo1, dicembre 8, 2007. Sì ha ragione mi sembra incredibile. scritto da Luis, dicembre 9, 2007. Incredibile, ma logico. Queste caratteristiche dell’uomo attengono alla sua parte spirituale. La scienza, quindi, può spiegare ben poco. Spettacolari parole di sapienza e conoscenza su questa profonda natura umana le si possono leggere proprio nella Genesi. Un saluto.
In realtà la pur validissima teoria evoluzionistica si rivela insufficiente a spiegare l’enorme complessità dell’”animale” uomo. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (81) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 613
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
||||
| Ultimo aggiornamento ( sabato 18 ottobre 2008 ) | ||||