Le chiacchiere che pretendono di ubriacarci dai media sembrano più che altro provenire dalla valle dell’eco o da uno stormo di pappagalli che ripete parzialmente le lamentele ormai ataviche dei poveri italiani che lavorano e pagano le tasse anche per chi non le paga, dei precari, e di chi vorrebbe lavorare con di fronte una consolidata realtà fatta di sfruttamento ormai legalizzato.
Una propaganda caricatura di quella che si vorrebbe passata e sepolta da strati geologici, fossilizzata dalla grassa risata di bambini che finalmente hanno capito e dicono tranquillamente: "non mi inganni lupo cattivo! So bene chi sei!”
Ma non c’è niente da fare. Questi signori seguitano ad essere convinti di fare il solito bel lavoretto spudorato ripetendo i nostri lamenti che prima delle elezioni hanno stigmatizzato come qualunquismo disturbatore di piazza…
Che dice la gente? Dice: “Troppe tasse sulla busta paga!”. Bene, ripetiamolo ad alta voce e scriviamolo chiaramente sui manifesti con cui imbratteremo gratis le città italiane! E poi che dice?
Dice: “Sicurezza per uscire di casa senza rischi per la propria incolumità! Città non sepolte dallo sporco! Fine del precariato! Possibilità di avere un tetto sulla testa! Controllo dei prezzi sui beni di prima necessità, casa compresa! Una politica sull’energia dove parli più l’ingegner Rubbia che non i soliti deficienti e incompetenti! Fine dei privilegi di casta! Difesa del “merito” e quindi del lavoro e del sacrificio che guarda al futuro del singolo e quindi di tutti! Ridateci i soldi degli evasori fiscali, quelli che abbiamo tirato fuori noi fino ad oggi! Fine di un’amministrazione pubblica là dove non serve un tubo al benessere dei cittadini ma piuttosto vessa e costa per il suo mantenimento! Fine di gabelle paleolitiche vergognose come il canone alla RAI! Fine dei mutui usurari in mano alle banche e a tutti i poteri finanziari rappresentati così bene da chi ora pretende di essere eletto! E poi…”
Alt!! E basta! Uhmm… Allora, alcune, ripetiamole noi, e forte; così da evitare al contempo quelle tipo “Rubbia, mutui, banche, e soprattutto canone RAI”.
Veltroni ripete “yes we can”. Bhà… lui ha "potuto" per anni, e come se ha potuto. E dice che ha ben fatto. Se lo dice lui…
Io invece preferisco “I have a dream”, un sogno, quello di un popolo che è stufo di farsi prendere per i fondelli da scansafatiche, incompetenti, voltagabbana, privilegiati che senza vergogna per i loro trascorsi ora vogliono il mio voto, dichiarando di avere le carte in regola per averlo. E questo è il punto: che cavolo hai fatto per accampare una tale pretesa? “Io farò…” No, non ci siamo.
A parte il fatto che se si prosegue sulla strada della “porcata” del passato governo Berlusconi, fra un po’ "il voto" se lo prenderanno di diritto, senza neanche più chiederci niente, sembra che ci si trovi di fronte al bambino che si presenta con una pagella compilata o contraffatta da lui medesimo, o come quello, magari un po’ meno lestofante che ti dice “papà, comprami il giocattolo anche se sono stato un monellaccio, in quanto da ora in poi ti prometto che farò il bravo”. No, prima inizia a fare il bravo, e poi, con piacere… il giocattolo.
Ancora, sembra anche a volte di trovarsi di fronte a un esame dove a una domanda il condidato al voto, invece di rispondere appropriatamente, cosa fa? Risponde ripetendo la stessa domanda che gli è stata posta.
Insomma, tutti questi film già visti e vissuti nei varissimi aspetti del nostro vissuto quotidiano, devono essere una buona volta archiviati da una nuova generale volontà e pretesa dei cittadini italiani di avere una classe dirigente valida e onesta, nel pensiero e nei fatti, piuttosto che nei “farò”.
Al “farò” rispondiamo una buona volta: “ci rivediamo alla prossima sessione d’esame”.
Dichiaravo inizialmente come fosse difficile commentare una situazione tanto vuota, nelle persone, nel pensiero, nelle proposizioni, nei trascorsi. Ringrazio per questo la spinta ricevuta dall’ultima “idea luminosa” del cavalier Berlusconi, atta a farmi vincere il senso di repulsa che ormai mi attanaglia al pensiero di dovermi esprimere sulla realtà politica italiana di oggi sempre più misera, patetica e vuota, in quanto idea (quella di Berlusconi) che suggerisce quanto possa essere pericoloso lasciar fare questo genere di individui senza reagire come si può per non cadere in futuro nel baratro di un dispotismo becero e superficiale come quello che ora sta attuando ipocritamente il Barone Rosso del varesotto mitragliando una compagnia aerea agonizzante come l’Alitalia... non per fare gli stracacchi della SEA (Formigoni, Bonomi ecc.) Nooohooo.... non per quelli di AirOne (Toto, ecc.) non per quelli di alcune banche (Passera, ecc.) non per quelli della Lega, ma, badate bene, solo per “non farci perdere la compagnia di
Bandiera” (applausi, lacrime, eccetera eccetera).
E fattene un’altra, di compagnia! O "essere" che ancora ritiene il prossimo suo un mero giocattolo idiota. Fattela con i soldi tuoi, magari, e non ancora con quelli degli italiani, e stesso dicasi per Malpensa: mettili tu e i tuoi compari, li palanchi!
Veltroni, Berlusconi, in un modo, in un altro, o magari anche con un altro identico, sembrano ambedue convinti di raccogliere a braccia aperte un consenso inevitabile. Bè, vedremo… in quanto le promesse che fate, cocchi belli, sono, come dire, “inevitabili” anch’esse, se volete il mio voto, in quanto "le promesse" altro non rappresentano che un mero sine qua non... e a cui pure siete arrivati con una pagella piena zeppa di insufficienze.