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Colui che il Padre ha risuscitato da morte udienza generale 5 Novembre 2008 Cari fratelli e sorelle!
"Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede... e voi siete ancora nei vostri peccati" (1 Cor 15,14.17). Con queste forti parole della prima Lettera ai Corinzi, san Paolo fa capire quale decisiva importanza egli attribuisse alla risurrezione di Gesù. In tale evento infatti sta la soluzione del problema posto dal dramma della Croce.
«Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato».
Dice bene il salmista: "lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato." (Sl. 51) Se c'è infatti un peccato che si insinua nella nostra vita, nel nostro quotidiano e che è fonte di tutti i peccati è proprio quello della superbia. Per questo possiamo definirlo come "il grande peccato". Mentre gli altri vizi si oppongono, per così dire, ad una specifica virtù, la superbia si insinua ovunque e danneggia più profondamente la nostra vita. Infatti la superbia non si pone solo come opposto all'umiltà ma inquina grandemente tutti i vizi ponendosi come incipit della rovina dell'uomo. E' per superbia che l'angelo portatore di luce è diventato satana e ha corrotto nel suo stesso verme malato i nostri progenitori. La superbia fa presa su ciò che di buono c'è nel nostro cuore stravolgendolo in una dinamica distruttoria e competitiva al contempo. Stravolge il dono di "essere come Dio" perché ciò diventi una pretesa senza l'aiuto e la grazia di Dio stesso. Il che, evidentemente , è impossibile. Continua
«Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo». (Gn. 4,6-7)
Se c'è una cosa che scandisce le nostre scelte, i nostri orientamenti, le nostre prospettive, questi è il senso di colpa.
Il senso di colpa affiora nella vita psichica inconscia per una ferita ben più profonda e nessuno ne è immune.
Dalla vita inconscia passa e si manifesta nella vita cosciente in tanti modi e in tante nevrosi e compensazioni.
Il senso di colpa non è tanto qualcosa creato dall'esterno ma qualcosa che è già in noi in maniera larvale dalla ferita dovuta al peccato originale e che si acuisce con gli errori educativi e le nostre scelte sbagliate. Una ferita che ci portiamo dietro che "ricorda" la nostra ribellione verso Dio e l'immagine falsa che di Lui ci siamo creati e ci creaimo continuamente.
Questo senso di colpa "larvale" può essere riconosciuto oppure nascosto, in ogni caso orienterà le nostre scelte se rimane sotto forma di nevrosi e non di coscienza.
Per molti secoli il decalogo è stato considerato come il fondamento della moralità cristiana. S. Agostino considera il decalogo come espressione della stessa carità cristiana. Il tema che ci proponiamo di svolgere in questo corso lo prendiamo da Mt. 5,48: "Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli". In concreto vogliamo approfondire i comandamenti di Dio come cammino di perfezione. - E' possibile imitare Dio? - E' possibile essere "perfetti come il Padre vostro che è nei cieli?" * Umanamente parlando, non è possibile. La situazione di peccato scoraggia l'uomo. * Paolo VI nel Credo per l'anno della Fede dice: "Noi crediamo nello spirito Santo che è Signore e dona la vita. Egli illumina, vivifica, protegge e guida la Chiesa, ne purifica le membra, purché non si sottraggano alla sua grazia. La sua azione che penetra nell'intimo dell'anima, rende l'uomo capace di rispondere all'invito di Gesù: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli".
Cari amici,
Anche la legge finanziaria di quest'anno ha confermato la possibilità per il contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito a sostegno del volontariato. In occasione della propria dichiarazione dei redditi ogni contribuente potrà scegliere direttamente l'organizzazione a cui devolvere tale contributo indicando semplicemente il codice fiscale nell'apposito spazio previsto nei modelli 730 e UNICO.
L'Associazione "Seconda Linea Missionaria" risulta tra le organizzazioni che possono beneficiare di tale opportunità quindi non dimenticatevi, in occasione della vostra dichiarazione dei redditi di indicare e fare indicare il codice fiscale dell'Associazione
97236180580
Solo le persone fisiche e non le società avranno questa importante opportunità di contribuire al sostegno dei nostri progetti. E' da ricordare che in caso di mancata indicazione nella dichiarazione dei redditi del codice fiscale di un'associazione, la quota pari al 5 per mille delle imposte resterà comunque parte delle imposte da pagare.
Esempio:
reddito imponibile di 30.000 €, imposte di circa 8000 €. Lo stato, di questi 8.000 €, comunque da pagare, darà all'Associazione "Seconda Linea Missionaria" 40€ se indicate il suo codice fiscale, in caso contrario incamererà la somma.
Associazione "Seconda Linea Missionaria" - Onlus
Parrocchia S.Monica - Piazza S.Monica, 1
00121 Lido di Ostia - Roma
tel 06 56030660 - 347 4543062 http://www.lineamissione.com/
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Finanziaria, Forum Famiglie: No tax area per figli a carico
Dopo quasi cinque mesi di impegno e di lavoro, sta per concludersi la raccolta delle adesioni alla petizione per un Fisco a misura di famiglia. Cinque mesi che hanno impegnato il Forum nazionale e i Forum regionali ma anche le 210 associazioni che, a tutti i livelli, hanno fatto propria la proposta. Cinque mesi contrassegnati da alcuni momenti forti che hanno acceso l'attenzione della pubblica opinione, come la grande mobilitazione che il 2 marzo scorso ha portato il popolo del Family day in oltre 1400 piazze di tutta Italia e quella del 7 aprile, quando le 6000 scuole cattoliche e molte di quelle statali si sono attivate per diventare altrettanti punti di raccolta delle adesioni. A questi appuntamenti "topici", ha fatto da contrappeso il vasto lavoro certosino di mille convegni, conferenze, incontri con la gente comune per spiegare le storture del sistema fiscale e le esigenze di ritrovare un rapporto equo tra fisco e famiglia. Nel mezzo della mobilitazione è caduta poi anche la campagna elettorale, rendendo tutto un po' più difficile, ma permettendo nel contempo alle associazioni familiari di dimostrare ancora una volta concretamente la loro terzietà rispetto agli schieramenti partitici.
Dopo il grande evento nazionale del 2 marzo in cui il popolo del Family day si è ritrovato in 1420 piazze italiane e dopo l’impegno profuso nelle oltre seimila scuole cattoliche è partita la volata finale per raccogliere le adesioni alla petizione su un fisco ed un welfare a misura di famiglia.
Il termine ufficiale per la raccolta scade oggi, 15 aprile, ma c’è ancora tempo per i ritardatari e per consentire la raccolta nei Caf delle associazioni che hanno aderito, in tempo di 730.
Intanto i moduli sottoscritti stanno cominciano ad arrivare a Roma, per essere catalogati ed impacchettati per essere consegnati al presidente Napolitano il 15 maggio, in occasione della Giornata internazionale della famiglia.
Fino all'ultimo giorno sarà possibile dare la propria adesione on line nel sito del Forum
L’Associazione Scienza & Vita ha deciso di aderire alla proposta lanciata dal quotidiano “Avvenire” per una moratoria europea sulla distruzione degli embrioni umani. Una campagna che si rende tanto più necessaria dopo gli studi condotti in Giappone e Stati Uniti su cellule adulte fatte “ringiovanire” a staminali pluripotenti. “E’ questa la strada per ricerche eticamente sostenibili” - precisa Scienza & Vita” -, che si appella ai ricercatori europei perché si eviti la distruzione di embrioni umani a scopi scientifici. “Da sempre noi sosteniamo - ricordano i presidenti di Scienza & Vita, Maria Luisa Di Pietro e Bruno Dallapiccola - la ricerca sulle cellule staminali adulte, i cui vantaggi clinici sono stati già ampiamente documentati e dimostrati”. Scienza & Vita promuove inoltre una mobilitazione di tutte le proprie Associazioni sparse sul territorio nazionale, perché la proposta di moratoria europea sulla distruzione di embrioni umani venga condivisa e sottoscritta da una larga rappresentanza dell’opinione pubblica italiana.
Scarica il testo di Eugenia Roccella da Avvenire del 21 novembre 2007
Noi di Zammerù Maskil ricordiamo che l'iniziativa è a-partitica ed invitiamo ad aderire con la raccolta frme a questa importante iniziativa di Avvenire
Questa sera affrontiamo un argomento molto delicato, che si riallaccia a un tema importante nel campo dell’apologetica, al tema della credibilità della Chiesa cattolica.
Gli amici radioascoltatori ricorderanno che, affrontando il tema della credibilità della Chiesa cattolica, siamo partiti da una domanda precisa: quali motivi ci sono per essere certi che soltanto la Chiesa Cattolica sia quella Chiesa edificata da Nostro Signore Gesù Cristo.
Abbiamo interrogato la storia, partendo evidentemente dai dati storici forniti dal Vangelo, e la storia ha emesso il suo verdetto, un verdetto molto chiaro: né le confessioni religiose della famiglia protestante, né le confessioni religiose anglicane, né la confessione antica dei valdesi, né la Chiesa ortodossa d’Oriente possono vantare, o meglio possono dimostrare di essere state volute, di essere state edificate – per usare una terminologia cara al Vangelo – da Nostro Signore Gesù Cristo.
Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Con gioia vi incontro in occasione della Plenaria della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che celebra i suoi cento anni di vita e di attività. È passato infatti un secolo da quando il mio venerato predecessore San Pio x, con la Costituzione apostolica Sapienti Consilio, del 29 giugno 1908, rese autonomo il vostro Dicastero come Congregatio negotiis religiosorum sodalium praeposita, denominazione successivamente modificata più volte. Per ricordare questo evento avete programmato, il 22 novembre prossimo, un Congresso dal significativo titolo "Cento anni al servizio della vita consacrata"; auguro perciò pieno successo all'opportuna iniziativa.
Sua Em.za Card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, ha tenuto il 19 novembre 2008 la Prolusione all'Università Europea di Roma.
Premessa
"Il futuro è nelle mani di Dio", usa dire il nostro popolo per affermare una persuasione profonda rispetto all'imprevedibilità degli eventi. Tale convinzione non impedisce tuttavia di scrutare l'orizzonte alla luce dell'esperienza umana e soprattutto alla luce della ‘speranza che non delude', che per il credente resta la riserva di senso più importante. E' grazie a questa singolare forma di ‘discernimento' che posso dunque affrontare il tema che mi è stato assegnato, tentando di delineare il futuro della nostra Chiesa in Italia. Occorre riconoscere per altro che viviamo tempi in cui sembra rarefarsi la capacità di inoltrarsi verso il futuro. Forse perché per la prima volta il tempo che ci sta davanti è vissuto più come una ‘minaccia' che come una ‘promessa'. Ma dietro questa ‘tristezza' che si annida nello sguardo e che coinvolge spesso proprio le giovani generazioni, si nasconde a ben guardare un ‘deficit' di speranza che solo la fede riesce a colmare, lasciando che ‘la porta oscura del tempo, del futuro' (Spe Salvi, 2) si spalanchi davanti a noi.
nel cammino che stiamo compiendo sotto la guida di san Paolo, vogliamo ora soffermarci su un tema che sta al centro delle controversie del secolo della Riforma: la questione della giustificazione. Come diventa giusto l'uomo agli occhi di Dio? Quando Paolo incontrò il Risorto sulla strada di Damasco era un uomo realizzato: irreprensibile quanto alla giustizia derivante dalla Legge (cfr Fil 3,6),superava molti suoi coetanei nell'osservanza delle prescrizioni mosaiche ed era zelante nel sostenere le tradizioni dei padri (cfr Gal 1,14). L'illuminazione di Damasco gli cambiò radicalmente l'esistenza: cominciò a considerare tutti i meriti, acquisiti in una carriera religiosa integerrima, come "spazzatura" di fronte alla sublimità della conoscenza di Gesù Cristo (cfr Fil 3,8). La Lettera ai Filippesi cioffre una toccante testimonianza del passaggio di Paolo da una giustizia fondata sulla Legge e acquisita con l'osservanza delle opere prescritte, ad una giustizia basata sulla fede in Cristo: egli aveva compreso che quanto fino ad allora gli era parso un guadagno in realtà di fronte a Dio era una perdita e aveva deciso perciò di scommettere tutta la sua esistenza su Gesù Cristo (cfr Fil 3,7).Il tesoro nascosto nel campo e la perla preziosa nel cui acquisto investire tutto il resto non erano più le opere della Legge, ma Gesù Cristo, il suo Signore.
di Carlo Bellieni Sessant'anni fa, nel 1948, veniva promulgata la Costituzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che sanciva una nuova definizione del termine "salute": volendo garantire non solo il benessere fisico ma anche un miglioramento delle condizioni sociali di vita, il termine non veniva più limitato a indicare l'assenza di malattia. Esso aveva infatti l'ambizione di indicare altre possibili sorgenti di disagio. Questo importante passo fu definitivamente sancito, il 10 dicembre dello stesso anno, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che riconosceva la salute come un diritto fondamentale. Purtroppo, come segnalato da molti autori, la definizione di salute che ne scaturì finì col nascere zoppa e insoddisfacente: "La salute - vi si leggeva - è uno stato di completo benessere psichico, fisico e sociale". Come è facilmente intuibile, la definizione rischia di scivolare nella pura utopia, dato che nessuno può vantare un simile livello di benessere, e rischia di far diventare malattia ogni stato di non completo benessere. Questo porta a una serie di pericolose conseguenze sotto i nostri occhi.
Magdi Cristiano Allam, lo scrittore e giornalista islamico convertito al cristianesimo, lancia dalle pagine del suo sito un appello per l'adozione a distanza di Eluana Englaro: "Non è attaccata a nessun tipo di macchinario che ne favorisca la respirazione, non assume alcun farmaco, l'unico elemento esterno che le consente di vivere è il sondino che scende in fondo al suo stomaco e la nutre". Mobilitiamoci testimoniando con la parola la nostra strenua condanna dei boia del relativismo etico che violano incontestabilmente il valore insopprimibile della sacralità della vita, che si sono arbitrariamente auto-attribuiti il diritto di sentenziare che Eluana non debba più continuare a vivere e debba essere uccisa cessando di nutrirla. Hanno aderito anche Andrea Pamparana e Mons. Vecerrica autore: Magdi Cristiano Allam
La Parola di Dio di questa domenica - la penultima dell'anno liturgico - ci invita ad essere vigilanti e operosi, nell'attesa del ritorno del Signore Gesù alla fine dei tempi. La pagina evangelica narra la celebre parabola dei talenti, riportata da san Matteo (25,14-30).
Il "talento" era un'antica moneta romana, di grande valore, e proprio a causa della popolarità di questa parabola è diventata sinonimo di dote personale, che ciascuno è chiamato a far fruttificare. In realtà, il testo parla di "un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni" (Mt 25,14).
Ultimo aggiornamento ( domenica 16 novembre 2008 )
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EticaLiberi di vivere
Consigliamo la lettura di questo testo sia per la forma agile sia perché, immergendo il lettore nel senso profondo della malattia, aiuta a recuperare l'ineludibile e imprenscindibile coscienza del limite.
Senza il limite l'uomo non è tale ma una scheggia impazzita che non solo nega il sé a se stesso ma lo rende una caricatura allontanandolo dalla condivisione e dai... - > continua
testimonianzeCome sono ridiventato cristiano
Non è dunque un testo di spiritualità classica o di formazione spirituale quello che proponiamo ma più che altro un testo-testimonianza.
Un percorso di un fratello che ha cercato e cerca, con la forza della ragione, la profonda "pertinenza del messaggio cristiano" nell'esistenza.
Insoddisfatto della narrazione solo «orizzontale» e cronachistica dei fatti... - > continua
Lo dicevo io che Concita ha stoffaMio caro Malacoda, sapevo che prima o poi Concita De Gregorio, la nuova direttrice dell’Unità, ci avrebbe dato soddisfazione, ma non osavo sperare tanto. Contavo sulla sua vena sentimental-reazionaria, ma neanch’io credevo che l’uso emozionale di categorie umanistico-cristiane potesse arrivare a un simile rovesciamento delle posizioni in campo. Le sue due colonne... - > continua
Lo spirito del tempo caso Eluana non è giudiziario, e perciò la pratica a tutela del Consiglio superiore della magistratura non ha ragion d'essere. Non è neanche giuridico, perché i supremi giudici non sono entrati nell'argomento e hanno rinviato la palla ai giudici di merito, come già aveva fatto la Corte costituzionale. E neppure si tratta di un caso politico, se non nel senso... - > continua